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Catania, lunedì inaugurazione del Phil Stern Pavilion

È tutto pronto per l’ inaugurazione del Phil Stern Pavilion, il nuovo padiglione del Museo Storico dello Sbarco in Sicilia 1943 che ospiterà in maniera permanente le immagini della guerra in Sicilia del fotografo americano Phil Stern.

Al vernissage di lunedì 25 settembre, alle 18.30, saranno presenti anche i figli del reporter statunitense, Peter e Tom, arrivati da Los Angeles e Chicago in Sicilia dopo quattro anni dal giro nei luoghi dello sbarco fatto con il papà. «Tornare a Catania è un onore e un omaggio a nostro padre – dicono emozionati – perché questa esposizione non solo sarà visitata da siciliani, americani e turisti in generale, ma simboleggia l’affetto di Catania nei confronti di Phil Stern». L’artista, dopo aver visitato nel 2013 il museo storico catanese, ha manifestato il desiderio di contribuire alla ricostruzione storica, attraverso le proprie immagini, dell’isola.

«Siamo grati a Ornella Laneri per averci dato l’opportunità di tornare in Sicilia e aver portato a termine la missione di nostro padre. Sicuramente Phil sarebbe stato molto felice di vedere questa mostra e avrebbe ringraziato Catania, Ezio Costanzo, Carmelo Nicosia e tutti i siciliani».

Per Peter e Tom è stato più un amico e una fonte di conoscenza che un padre, un uomo che non si è mai considerato un eroe della Seconda guerra mondiale, vissuta anzi dal reporter come una missione da svolgere con dedizione per testimoniare il dolore e la sofferenza.

 

«I suoi scatti – aggiungono i figli – faranno sempre parte dei documenti e delle testimonianze storiche della Sicilia del ’43. Ci ha dato l’esempio vivendo. Era bello parlare con lui di qualsiasi argomento, dalla religione all’arte alla fotografia».

La fotografia per Stern era una capacità naturale e innata, che non necessitava di tecniche particolari o manuali, ma di istinto e vocazione. Foto non soltanto di guerra e dolore, ma anche del dietro le quinte di Hollywood e degli amici James Dean, John Wayne, John Kennedy e Frank Sinatra. «Quando viveva nel tempio del cinema lavorava molto e non frequentava feste o eventi mondani. Anzi, non era mai stato al cinema, finché non ci stupì portandoci a vedere Mash, che aveva come protagonista il suo amico Elliott Gould».

La più bella donna fotografata da papà Stern? «Sofia Loren, sicuramente più curvy di Marilyn Monroe, che struccata e senza orpelli sembrava la ragazza della porta accanto».

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