Rifiuti: ecco cosa prevede la nuova ordinanza di Crocetta

PALERMO – Lo dice, chiaro, ed è come se volesse lanciare un messaggio: l’estate si avvicina e noi vogliamo scongiurare l’emergenza dell’anno scorso. Sarebbe dura, del resto,  a pochi mesi dal voto spiegare come è stato possibile. Rosario Crocetta è fatto così: non sa nascondere. Sa bene che la Sicilia è ben lontana dall’aver rispettato le indicazioni del governo nazionale e teme di non riuscire al avere più l’intesa che gli consente di continuare a emettere ordinanze e di poter derogare ad alcune regole. E dunque è entrato in fibrillazione. Provando ad allontanare da sé le responsabilità, che in parte ovviamente non ha.

Il timore di Crocetta in tempo di elezioni

“Abbiamo proposto una nuova legge sui rifiuti. La commissione all’Ars ha approvato 24 articoli su 29. Intanto, pero’, l’estate si avvicina e noi vogliamo scongiurare l’emergenza dell’anno scorso” dice il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, presentando ai giornalisti, a Palazzo d’Orleans, le nuove ordinanze sui rifiuti per sbloccare il passaggio dal sistema degli Ato a quello delle Srr e le procedure degli impianti. “I punti focali – sottolinea Crocetta – sono tre: l’impossibilità di autorizzare nuove discariche e quindi nuovi impianti e la differenziata. Fino al 2013 il problema della raccolta e del trattamento spettava agli Ato. Da quell’anno invece dovevano farlo le Srr. La Regione non aveva alcun potere per gestire l’impiantistica. Tuttavia, chi poteva farlo o non ne aveva più la competenza, come gli Ato, o non si è mai organizzato, come le Srr. Le Srr sono state costituite ma non hanno fatto un accidente – aggiunge il governatore -, dal piano d’ambito all’assunzione del personale trasferito dagli Ato, dagli impianti di tritovagliatura e biostabilizzzione al rifiuto dei presidenti delle Srr di fare questi atti. Hanno pensato solo alla raccolta dei rifiuti con proroghe infinite, proroghe spesso di contratti illegittimi. Il rifiuto dei presidenti? Essendo il bacino delle Srr più vasto di quello degli Ato – spiega -, molti comuni hanno preferito mantenere in vita all’infinito gli Ato, anche perché i liquidatori vengono nominati dai Comuni mentre per le Srr è diverso. Insomma, hanno preferito mantenere lo status quo. Le Srr – conclude Crocetta – non fanno il loro lavoro ne’ penso che abbiano la capacita’ tecnica di immaginare un modello di impiantistica. Sul fronte opposto ci sono i commissari della Regione, che sono impotenti perché non hanno i poteri sostitutivi necessari”.

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Termovalorizzatori si, ma dove e quando?

Crocetta annuncia di voler mettere ordine, di razionalizzare ma non fa alcun riferimento al tema dei temi: quello dei termovalorizzatori. Si sa che sono stati fatti i sopralluoghi e che sarebbero state individuate anche le aree dove costruire gli impianti. Ma di questo Crocetta non si vorrebbe occupare ora. Tra l’altro gli operatori (cioè chi è disposto a mettere le mani in tasca per investire in questi impianti almeno cento milioni di euro per ognuno è dunque in totale 600 milioni) aspettano non solo l’indicazione delle aree ma che quelle stesse aree siano provviste della Valutazione preliminare strategica, ovvero del parere che li mette al riparo da iter lunghi e tortuosi che una volta avviati potrebbero affossare qualsiasi imprenditore, anche il più solido. Un’incertezza che ha un peso ma in tempi di campagna elettorale chi è che rischia di paròare di termovalorizzatori?
Ed ecco dunque che Crocetta chiarisce: “Abbiamo deciso di dare ordine a questo sistema. Non possiamo aspettare all’infinito, il tempo è scaduto. Con queste due ordinanze stabiliamo, nella prima, una visione programmatica generale, e nella seconda i dettagli”. E poi aggiunge: “La prima decisione – sottolinea – è che sarà la Regione a provvedere agli impianti perché dobbiamo farlo prima dell’estate. A partire dagli impianti di inertizzazione, perché gli inerti possono essere utilizzati anche per la pavimentazione stradale, e in questo modo i rifiuti diventano un bene. Quando le Srr entreranno a regime, queste competenze verranno trasferite a loro. Ma qualcuno gli impianti li deve pur fare, non possiamo restare alla paralisi. Si rischiano danni ambientali – aggiunge Crocetta -. Le ordinanze prevedono la nomina di commissari sostitutivi per la riorganizzazione delle Srr e per avviare le gare per gli impianti. Siamo a gennaio, per una gara ci vogliono tre mesi e per organizzare le aree di inertizzazione ce ne vogliono altri tre: non c’è più tempo”, conclude Crocetta.

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La fatina e l’incantesimo dei rifiuti siciliani

E l’assessore Vania Contrafatto aggiunge: “Da troppo tempo il sistema dei rifiuti è sotto l’effetto di un incantesimo, nonostante tutti gli sforzi fatti dal Presidente, che non sono stati sufficienti per far decollare il sistema. E’ sotto gli occhi di tutti che il sistema al momento è paralizzato”.
Incantesimo o meno così come stanno le cose il sistema sembra destinato ancora per molto a utilizzare le discariche: lo sanno bene i dirigenti della Rap di Palermo che nel frattempo si stanno attrezzando con la costruzione della settima vasca.

Gli obiettivi di breve termine
Ma quali sono gli obiettivi di questa nuova ordinanza? Lo spiega il direttore generale del dipartimento Rifiuti Maurizio Pirillo: “Fra giugno 2016 e dicembre 2016 – dice – la media di conferimento giornaliero e’ stata di 5.200 tonnellate, 400 tonnellate in meno rispetto allo stesso periodo del 2015, quando la media giornaliera ammontava a 5.600 tonnellate. Ha contribuito sicuramente l’incremento della differenziata e della biostabilizzazione. Le discariche non sono affatto piene – aggiunge -. Si riempiranno solo se continueremo a scaricare. A Bellolampo per esempio adesso entrano solo mille tonnellate di rifiuti biostabilizzate grazie al Tmb. Dal 15 febbraio se i presidenti delle Srr non avranno compiuto tutti gli atti, le Srr saranno commissariate. Cesseranno i commissari straordinari attualmente nominati e subentreranno commissari sostitutivi nelle funzioni, cosicché la Regione non debba piu’ parlare con oltre 300 sindaci ma con 18 interlocutori. Entro il 30 aprile – spiega Pirillo – o i presidenti o i nuovi commissari devono aver affidato i servizi e aver adempiuto ai vari atti su impianti, differenziata e personale. Le gare di affidamento dei servizi non possono essere di 6 mesi ma di almeno 7 anni come prevede la legge. Il business dei rifiuti muove un miliardo di euro l’anno in Sicilia – sottolinea il dirigente – e così non si può continuare. La scorsa estate abbiamo girato la Sicilia e siamo stati in un Comune in cui non c’erano manco i cassonetti e le persone erano costrette a gettare i rifiuti per strada. Non si può andare avanti con questa sciatteria e insolenza”.

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