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Eccellenze siciliane: da Licata Costanzino porta le molle nel mondo



C’è la Sicilia del mare, dei paesaggi, dei boschi e delle montagne. C’è la Sicilia del vino, della gastronomia e delle aziende vincenti in tutti questi settori. A volte, però, ci si dimentica che c’è anche una Sicilia dove è possibile fare industria di qualità e produrre manufatti in grado di penetrare in maniera competitiva il mercato europeo e mondiale. Le storie come quelle di Salvatore Costanzino, imprenditore di Licata, proprietario dell’unico mollificio della regione con clienti come Finmeccanica (oggi Leonardo) e una forte presenza nell’automotive, servono proprio a ricordare che sull’Isola è possibile portare avanti progetti anche in settori non “tradizionali” dell’economia locale e ottenere successo. E nel modo in cui la racconta Costanzino questa storia sembra pure semplice da attuare. E forse lo è veramente.

Nato 57 anni fa a Licata, Costanzino all’età di 15 anni seguì il padre e la famiglia già emigrati in Germania dove si scontrò con la difficile realtà di dover imparare una nuova lingua e dove iniziò a inseguire un primo sogno: fare l’infermiere. Così, si iscrisse alle scuole serali e cominciò a studiare per perseguire i suoi obiettivi. Di fronte all’edificio scolastico vi era una fabbrica di molle dove Costanzino si presentò chiedendo di lavorare per poter essere di aiuto alla famiglia.

Fu la svolta della sua vita: le sue doti, professionali e umane, furono notate dal proprietario che lo mise sotto la sua ala protettiva, portandolo in giro per tutta Europa tra fiere e aziende e svelandogli tutti i segreti di quel settore. Costanzino, come una spugna, assorbì tutto quel sapere e legò 11 anni della sua vita a quell’azienda: «In realtà, ci sarei rimasto per sempre – rivela – ma la nostalgia di Licata fu più forte». Nel frattempo il padre era tornato in Sicilia dove aveva aperto un’azienda agricola. Così anche Salvatore tornò per lavorare con lui, ma ormai il suo sogno professionale era un altro: produrre molle. D’altronde aveva acquisito tutto il sapere e l’esperienza necessari e così nel 1989 decise di avviare la sua azienda per fare qualche piccola riparazione e piccole produzioni: «Non pensavo che in Sicilia ci sarebbe stato un mercato forte in questo settore ma ho voluto provare ugualmente», ricorda Costanzino. E in effetti l’Isola non era un mercato adatto a quel tipo di produzione, ma la Germania sì: ed è proprio lì che trovò sbocchi importanti.

Nel frattempo l’azienda cresceva, nel 1994 assunse con le borse lavoro 8 ragazzi, ancora presenti in azienda. Il listino prezzi era in marchi tedeschi, la moneta più forte dell’Europa che ha dato anche una mano di aiuto alla fase iniziale dell’azienda: la lira si svalutava e anche grazie al cambio i guadagni aumentavano. Così è stato anche possibile ottenere del credito per ingrandire l’azienda, acquistare nuove e più moderne attrezzature, aumentare la produzione, entrare a fare parte dell’Anccem, l’associazione mollifici italiani, e poi della Cna.
Oggi Costanzino ha 15 dipendenti («sempre gli stessi, non ho mai licenziato nessuno», dice con orgoglio) e vende ad aziende come Finmeccanica e Msa.

Il suo settore principale è quello dell’auto e dell’automotive, ma ha lavorato anche in quello ferroviario con Keller e Breda e adesso con la palermitana Omer. Produce molle industriali di tre tipologie: a compressione, a trazione e a torsione. Sono realizzate in acciaio armonico che acquista in tutto il mondo, anche quello molto caro della Corea del Sud. I suoi clienti sono in tutta Europa e già 20 anni fa è entrato in una rete di imprese ante litteram, tanto che il 50% del suo fatturato deriva da collaborazioni con altre ditte del settore.
«Anche al Sud, quindi, possiamo creare e vendere prodotti tecnologici di industria meccanica di qualità», rileva Costanzino. E quando gli si chiede se stare in Sicilia sia difficile, Costanzino risponde che è esattamente il contrario: «Ho 15 dipendenti bravissimi e fedeli all’azienda: nella nostra terra quando una persona trova un posto di lavoro in cui ci si sta bene non lo lascia più e nel mio settore avere gente di esperienza e attaccata all’azienda è fondamentale. Con i corrieri riusciamo a consegnare in 24 ore in tutta Europa, quindi non c’è neanche un problema con le distanze. Quindi perché dovrebbe essere difficile produrre in Sicilia?».
E come ulteriore atto di amore verso la sua terra è riuscito a portare il convegno internazionale delle molle a Taormina: si terrà il prossimo 29 settembre.

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