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Eni: a Gela entra nella fase finale il progetto Green Refinery



Il progetto di trasformazione green della Raffineria di Gela entra nella fase di completamento e le attività previste nel Protocollo proseguono in linea con gli impegni assunti dal punto di vista tecnico e operativo. E’ quanto emerge oggi dall’incontro di aggiornamento sullo stato dell’Intesa e sulla riconversione della raffineria a ciclo tradizionale di Gela in Green Refinery.

Con il rilascio dell’autorizzazione VIA/AIA da parte del Ministero dell’Ambiente della Tutela del Mare e del Territorio e dal Ministero dei Beni Culturali, lo scorso 8 agosto, le attività entrano nella fase conclusiva con ulteriori significative ricadute economiche e occupazionali sul territorio gelese.

La costruzione del nuovo impianto di produzione idrogeno, “Steam Reforming”, rappresenta la “svolta” per avviare la produzione entro il giugno 2018. Inoltre, grazie alla messa in marcia del nuovo impianto di pretrattamento delle biomasse entro il 2019, la Bio Raffineria sarà in grado di utilizzare per il 100% della capacità di lavorazione materie prime di seconda generazione composte dagli scarti della produzione alimentare. Quella di Gela, infatti, sarà una delle poche raffinerie al mondo ad elevata flessibilità operativa, in grado di trattare anche il 100 % di cariche advanced e unconventional. Le materie prime future deriveranno da scarti della produzione alimentare, quali olii usati (uco – used cookingoil), grassi animali (tallow) e sottoprodotti legati alla lavorazione dell’olio di palma (pfad – acidi grassi). Questa caratteristica farà della Green Refinery di Gela un impianto ad elevata sostenibilità ambientale proprio per l’utilizzo di cariche che diversamente andrebbero smaltite come rifiuti, con aggravio dei costi per la comunità e impatto sull’ambiente. Inoltre, la Raffineria Verde, in linea con l’ultima normativa EU, ridurrà del 60% le emissioni ghg.

Eni conferma che tutte le attività procedono in linea con quanto previsto dall’intesa e che dalla firma del Protocollo fino a luglio 2017 l’impegno economico sostenuto ammonta a circa 555 milioni di euro.

Sul fronte occupazionale i risultati conseguiti dimostrano che Eni è andata oltre gli impegni assunti nel Protocollo facendo registrare un impiego medio annuo di risorse superiore al numero di lavoratori indicati nell’accordo. Nel 2017 i dati dei primi sette mesi dell’anno mostrano che il livello di occupazione dell’indotto ha superato in media i 1.450 lavoratori rispetto ai 1.000 previsti nel Protocollo, con un trend in crescita da gennaio a giugno, mese nel quale si è raggiunta la cifra record di circa 1.600 unità. Negli ultimi mesi dell’anno si prevede un ulteriore aumento del numero di risorse dell’indotto, grazie all’avvio della fase di completamento della riconversione della Raffineria. Il 2017 conferma i risultati del 2015 e del 2016, nei quali l’impiego delle risorse dell’indotto ha superato gli impegni assunti nel Protocollo.

Nel campo del risanamento ambientale, la spesa sostenuta a luglio ha raggiunto i 110 milioni di euro, a cui corrispondono 38 cantieri avviati, dei quali 13 già completati.

Complessivamente, dalla firma del protocollo fino a fine luglio 2017, sono stati avviati 164 cantieri 88 dei quali completati. Il rispetto degli impegni sottoscritti nel protocollo confermano l’attenzione di Eni verso il territorio di Gela.

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