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La digitalizzazione delle imprese siciliane come chiave di successo



La digitalizzazione è la chiave per il successo delle piccole e medie imprese: il valore del tempo e l’ottimizzazione dell’effort sono oggi due colonne portanti della competitività delle aziende, strategie sempre più necessarie per accrescere la produttività.

Secondo Cerved, una delle principali agenzie di rating in Europa, tra le componenti fondamentali della crescita aziendale vi è proprio il livello di digitalizzazione, misurato in termini di competenze e di cultura. Tra le 179 mila imprese a cui il Growth Index attribuisce una forte propensione alla crescita si registra una marcata concentrazione nelle regioni settentrionali.

I dati emersi dal Growth Index, ovvero l’indice che misura la propensione alla crescita delle PMI, sottolineano come a livello nazionale ci siano regioni che si muovono più rapidamente e altre che rincorrono o addirittura perdono terreno. In questo scenario, la Lombardia è la regione con più imprese ad alta potenzialità di crescita, circa 42.777. La Sicilia è invece ancora molto lontana, con circa 7.673 aziende ad alto potenziale.

La provincia più virtuosa risulta quella di Ragusa con il 24%, seguita da Agrigento (23,5%), Siracusa (22,3%) e Catania (21,9%).

In realtà, il percorso verso la digitalizzazione delle PMI sembra aver subito una svolta nell’ultimo anno: interessanti a questo proposito i risultati del Centro per la Finanza Alternativa dell’Università di Cambridge, come ha riportato anche Credimi, azienda fintech leader nei finanziamenti per imprese in Europa.

I dati evidenziano una crescita pari al 12% della finanza digitale, mentre in altri settori, tra cui sicurezza, scambio dei dati, servizi di pagamento digitali e per il risparmio, l’incremento è oscillato tra il 20% e il 30%.

I prestiti digitali: soluzioni rapide e funzionali per le PMI siciliane

Come rivelano i risultati del secondo Osservatorio Piccole Imprese Italiane di Credimi, realizzato da Nextplora, la digitalizzazione è una tappa fondamentale per il processo di crescita.

Gli investimenti negli ultimi 12 mesi si sono concentrati per lo più sulla creazione del proprio sito Internet e dei profili social (38% industria, 32% commercio, 22% edilizia, 43% servizi).

Ad investire di più, a sorpresa, sono le ditte individuali con una media di 30mila euro l’anno, mentre dal punto di vista geografico sono il Sud e le Isole ad aver spinto di più l’acceleratore sugli investimenti nel digitale, rispetto al Nord e Centro Italia: il 40% ha investito nel sito web e nei social, il 22% in e-commerce, il 20% in marketing digitale.

L’Osservatorio evidenzia che per la maggior parte delle aziende la digitalizzazione rappresenta una tappa fondamentale, ma la strategia da mettere in atto non è sempre chiara.

Molte imprese non sanno quali investimenti mettere a bilancio, la maggior parte ricorre a mezzi propri (il 67% delle società di capitali e il 50% delle ditte individuali) o a risorse di famiglia (il 31% delle ditte individuali) per finanziare le operazioni.

Meno di un terzo degli imprenditori ricorre al credito bancario per sostenere questi processi, e in pochi sono a conoscenza degli incentivi regionali, statali ed europei. Chi ricorre di più agli incentivi sono le società di persone (8%), ditte individuali e società di capitali sono invece ferme rispettivamente al 3% e all’1%.

L’indagine rivela dunque un quadro complesso: se da un lato c’è consenso sull’urgenza di abbracciare il digitale velocemente, dall’altro la percezione della sua rilevanza sul proprio business non è sempre chiara.

Emerge dunque l’urgenza di massimizzare i possibili interventi di semplificazione del sistema per concretizzare più rapidamente i progetti digitali delle pmi italiane, mettendo a punto strumenti specifici e soprattutto efficaci in termini di tempo.

Per questo – afferma Credimi – è necessario promuovere gli investimenti nel digitale con finanziamenti alle imprese che consentano un accesso più rapido al prestito: oggi, l’exploit del fintech ha consentito di introdurre la digitalizzazione delle procedure tramite le piattaforme online che, in tempi molto più snelli delle pratiche tradizionali, consentono di soddisfare le richieste di molte più aziende.

Grazie ad un modello operativo semplice e veloce, il fintech rappresenta sempre di più una grande opportunità e un valido strumento di accesso al credito per le PMI, consentendo di fare valutazioni strategiche più efficaci, assumere migliori decisioni riguardo al business e soprattutto investire le risorse in un processo di digitalizzazione diventato ormai necessario per la crescita aziendale.

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