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Messina, Blandina: “Camera di commercio agente di sviluppo del territorio”

Il terziario resta il settore con maggiore crescita, grandi potenzialità nel turismo con un polo tirrenico che si rafforza,  mentre continua a segnare il passo la cantieristica. I dati forniti dalla Camera di Commercio di Messina rilevano un saldo positivo, tra iscrizioni al registro delle imprese e cessazioni, che non si registrava in questi termini dal 2012. L’aggiornamento è al terzo trimestre del 2017 che chiude con un +1159 mentre nello stesso periodo dello scorso  anno si  era registrato un  -472.

Un grande attivismo quindi, un segnale che fa ben sperare ma che non è ancora la svolta. Se guardiamo al numero complessivo delle imprese  attive infatti l’aumento  ha una portata inferiore: sono 45mila 483 (registrate 60mila769), rispetto alle 45mila 38 (registrate 59mila839)  del 2016  “E’ un dato aggregato, quindi bisogna stare attenti – dice Ivo Blandina, presidente della Camera di Commercio- un dato incoraggiante e legato ad una crescita dell’economia. La sensazione viene da alcuni indicatori che riguardano il sistema Italia,  influenzati anche dall’andamento ciclico di alcuni settori,  in particolare il turismo e tutto quello che è indotto, dai trasporti alle attività di servizio e accoglienza.  Il dato macro è che la produzione industriale cresce  e che questo influenza a cascata tutti gli altri settori”.

Quindi la ricaduta di un trend positivo generale? “Qui gli effetti della ripresa arrivano sempre un po’ in ritardo ma ora si cominciano ad avvertire”. L’ imprenditoria messinese ha delle connotazioni che vanno ricordate, “legata alle peculiarità di una città che è centro burocratico e centro di spesa, destinataria di grandi investimenti, pensiamo alle grandi infrastrutture, -dice Blandina- ai porti e da questo discende che il terziario è il comparto più importante dal punto di vista economico, del fatturato e dell’occupazione. Estendendo lo sguardo alla provincia ci sono settori come quello dell’agricoltura con grande incidenza  sull’economia e poi i poli industriali del petrolchimico e manifatturiero della zona di Milazzo e Giammoro e turistico con i due poli Taormina e Isole Eolie a cui si possono aggiungere adesso, dopo i nuovi investimenti nella portualità, Capo d’Orlando e Nebrodi”. Ed è proprio il turismo il settore che mostra le migliori capacità di crescita certo condizionate da elementi fondamentali come la mobilità, la diversificazione dell’offerta, la capacità ricettiva che mostrano delle debolezze da correggere e un attenzione maggiore alla tipologia della domanda. “Una  naturale stagnazione si registra nelle attività dell’indotto del manifatturiero e  in crisi  è ancora la cantieristica anche se in altre parti del mediterraneo,- ricorda Blandina- sta riprendendo quota e sta acquisendo fette di mercato importanti ma qua ancora segna il passo. Anche l’indotto del petrolchimico non cresce perché legato ormai solo a investimenti legati alla sostenibilità ambientale sia di processo che di prodotto e quindi vicini ad una fase che  presto si completerà.”

Ivo Blandina è da luglio alla guida della Camera di Commercio di Messina, dopo  quattro anni  di commissariamento, seguiti ad una gestione non proprio virtuosa dell’Ente. Con il nuovo corso avviato Blandina vuole ripensare alle funzioni dell’Ente, ridargli credibilità, “accreditarlo  come interlocutore istituzionale che obblighi chi ha responsabilità di governo a tracciare una strategia per lo sviluppo in questa area. Bisogna da una parte rendere più efficienti i servizi e avvicinarli alle nuove esigenze degli imprenditori e dall’altra tracciare una traiettoria di crescita e di sviluppo in un mercato che è notevolmente cambiato negli ultimi decenni”. Lavorando su questi obiettivi forse sarà possibile anche risolvere il problema dell’evasione dei diritti camerali, che si attesta ad oltre il 50%.”Elemento  preoccupante –dice Blandina- perché dal diritto camerale discende la sopravvivenza dell’Ente ma anche la possibilità di disporre di risorse per proporre progetti e avviare azioni di supporto alla crescita. Sto tentando con gli uffici di cambiare modalità e utilizzare risorse interne ed essere più incisivi nelle azioni di recupero del diritto evaso. Se cambia il passo e la visibilità della Camera di commercio e viene riconosciuta come agente di sviluppo economico e promozione del territorio forse viene più facile pagare”

 

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