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Scuola, in Sicilia 4.600 posti per assegnazione provvisoria



Il ministero dell’Istruzione sta per ufficializzare, con una propria nota, una notizia importantissima per i docenti siciliani che, per via della Legge 107/2015, rischiavano di doversi trasferire altrove.
Saranno 4600 i posti a disposizione per le assegnazioni provvisorie per gli insegnanti in Sicilia, permettendo ai docenti di poter accedere alle classi di concorso per il sostegno pur appartenendo a classe di concorso diversa, così come enunciato nel CRRI: “Nell’ambito delle assegnazioni provvisorie interprovinciali, i Dirigenti degli Uffici scolastici territoriali potranno attribuire posti di sostegno a docenti titolari su posto comune che non abbiano ottenuto l’assegnazione provvisoria su posto comune, dopo aver accantonato un numero di posti corrispondente ai docenti specializzati aspiranti a rapporto di lavoro a tempo indeterminato e determinato”.
Al vaglio del ministero, inoltre, è la possibilità di far frequentare a questi insegnanti un corso di formazione apposito per occuparti di una platea di studenti molto delicata, cioè quelli con delle disabilità, in modo da non destare preoccupazione nelle famiglie sulla qualità dell’insegnamento per i propri cari.
Nell’Isola, a fronte di 15.275 posti totali di sostegno da distribuire per nove province siciliane, solo 10.669 posti vanno in organico di diritto, gli altri 4.606 solo su quello di fatto (con Palermo che sfiora quasi 2mila posti e 1.176 su Catania): oltre 4.600 docenti verranno anche quest’anno collocati su dei posti liberi ma solo attraverso un conferimento annuale. E questo perché per i trasferimenti, né per le future immissioni in ruolo, sono stati reputati validi. Lo saranno, invece, per le assegnazioni provvisorie che si attuano sugli organici di fatto. «E qui sta l’errore – sostiene l’Anief -. Perché, nella realtà, sono cattedre vacanti. Ancora di più perché ogni anno i numeri del sostegno aumentano: a livello nazionale solo 96mila su 140mila posti sono occupati da titolari». Secondo Anief, la soluzione di questo assurdo blocco normativo non può essere nemmeno quella adottata in questi giorni in Sicilia e in Sardegna, dove attraverso i contratti integrativi regionali sugli organici si assegneranno migliaia di posti in deroga a personale privo di specializzazione per il sostegno agli alunni disabili. La soluzione esiste: il Governo deve superare il vincolo del 70% imposto con la Legge 128/13.

«Bisogna muoversi subito – dice Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief) -, perchè altrimenti verrà meno proprio quella continuità didattica che al Ministero sembrano voler difendere, ma che poi nei fatti viene sistematicamente elusa: avere un docente su tre che ogni anno cambia, che senso ha? E pensare che i tribunali continuano a produrre migliaia di sentenze a favore della collocazione di quei posti in organico, con tanto di cospicui risarcimenti a favore delle famiglie e a danno del Miur».

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