Ci sono territori che rischiano di essere raccontati solo attraverso i paesaggi. Nel caso dei Nebrodi, però, il paesaggio è solo la superficie. Sotto ci sono specie rare, rocce antiche, insetti, piante, funghi, orchidee e tracce naturali che spiegano meglio di molte parole la complessità di un ecosistema.A Longi, il Centro Naturalistico “La Petagna” prova a fare […]
Nonostante un patrimonio agroalimentare di straordinario valore e un appeal turistico tra i più forti d’Italia, la Sicilia resta indietro nella classifica del Turismo DOP. A rilevarlo è il primo Rapporto nazionale sul Turismo DOP, redatto dalla Fondazione Qualivita in collaborazione con Origin Italia, che analizza il legame tra Indicazioni Geografiche e turismo nei territori italiani. Il report evidenzia un paradosso che riguarda molte regioni del Sud: una ricchezza potenziale non ancora pienamente valorizzata a causa della debolezza strutturale dei Consorzi di tutela e della mancanza di una governance territoriale strategica.

A dominare la classifica del Turismo DOP sono Veneto, Toscana, Emilia-Romagna e Lombardia, grazie a un mix vincente di filiere produttive solide, attrattività turistica consolidata e consorzi attivi, capaci di fare rete e promuovere una visione condivisa dello sviluppo locale. Elementi che mancano o risultano carenti in gran parte del Mezzogiorno.
“Il quadro che emerge – spiega Mauro Rosati, direttore della Fondazione Qualivita – è positivo e segnala un attivismo crescente in tutti i territori. Ma al Sud, pur in presenza di numerose produzioni di qualità, l’assenza di consorzi realmente operativi impedisce di intercettare appieno le opportunità del Turismo DOP. Serve una regia solida e riconosciuta, capace di trasformare le potenzialità in sviluppo concreto.”
Il rapporto integra oltre 20 indicatori – eventi, infrastrutture, azioni formative, flussi turistici, consistenza delle filiere DOP e IGP – per disegnare una mappa dettagliata dell’evoluzione del settore in Italia. L’obiettivo non è solo fotografare le performance, ma fornire uno strumento utile a replicare buone pratiche e rafforzare le politiche pubbliche.
Il messaggio è chiaro: per la Sicilia e le altre regioni del Sud non bastano eccellenze come il pistacchio di Bronte, il cioccolato di Modica o l’olio DOP Monti Iblei. Occorre un salto di qualità sul piano organizzativo e strategico, a partire dal rafforzamento dei consorzi e dal sostegno delle amministrazioni regionali. Solo così il turismo legato alle produzioni di qualità potrà diventare leva reale di sviluppo locale.