Il Mezzogiorno si candida a diventare snodo strategico tra Europa e Africa. A Maida, in provincia di Catanzaro, si è aperto il Global South Innovation 2025, forum internazionale che riunisce oltre cinquanta esperti, istituzioni e imprese per definire un nuovo modello di sviluppo per il Sud. L’obiettivo è ambizioso: trasformare il Mediterraneo in una piattaforma […]
In occasione della visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Cefalù, il territorio delle Madonie ha scelto di presentarsi alle istituzioni non con un elenco di criticità, ma con una proposta di metodo. È accaduto nel contesto del convegno “Mediterraneo: mare di pace?”, ospitato nella Basilica Cattedrale di Cefalù, promosso dal Comune di Cefalù e dalla Fondazione Accademia Via Pulchritudinis.
Il gesto è stato simbolico, ma il messaggio profondamente politico ed economico: le Madonie chiedono di essere guardate come un sistema territoriale integrato, capace di visione, cooperazione e progettualità condivisa.
Il Poliedro delle Madonie: metafora di governance territoriale
L’omaggio al Capo dello Stato si è concretizzato nel Poliedro delle Madonie, un’opera realizzata dalla collaborazione tra i pasticceri di Fiasconaro e l’artista Angela Sottile. La scultura rappresenta i 28 Comuni del comprensorio madonita attraverso un poliedro irregolare a 28 facce, ciascuna diversa per colore e geometria.
La metafora è chiara: autonomie locali, identità e vocazioni differenti che, se lette in chiave cooperativa, possono trasformarsi da frammentazione amministrativa in massa critica. Un tema centrale anche per le politiche di sviluppo, l’accesso ai fondi pubblici e la capacità di attrarre investimenti.
Cefalù hub naturale tra costa e aree interne
Non è casuale che il gesto parta da Cefalù. La città viene indicata come porta d’accesso economica e infrastrutturale alle Madonie, nodo naturale tra costa e aree interne, turismo e produzione, servizi e manifattura agroalimentare. In questa visione, Cefalù diventa il punto di sintesi di un territorio che può competere solo se riesce a superare logiche municipalistiche e frammentarie.
È un’impostazione che intercetta uno dei nodi strutturali dello sviluppo siciliano: la difficoltà dei territori interni a presentarsi come sistemi organizzati, capaci di dialogare con lo Stato e con i mercati.
La voce dell’impresa
«Le Madonie sono un territorio complesso, fatto di identità diverse ma complementari, che trovano in Cefalù un punto naturale di sintesi e di apertura – ha spiegato Nicola Fiasconaro –. Con questo gesto non vogliamo rivendicare nulla, ma chiedere attenzione e ascolto, nel segno di un dialogo costruttivo con le istituzioni».
Una posizione che riflette il punto di vista di un’imprenditoria radicata nel territorio ma proiettata oltre i confini locali: non assistenzialismo, ma riconoscimento istituzionale e condizioni favorevoli per uno sviluppo fondato su qualità, identità e filiere lunghe.
Coesione territoriale come fattore economico
Il Poliedro delle Madonie va letto anche come una sollecitazione sulle politiche pubbliche. La coesione territoriale non è solo un valore culturale, ma un fattore economico determinante: incide sulla capacità di programmare, di spendere risorse europee, di costruire infrastrutture materiali e immateriali, di sostenere turismo, agricoltura di qualità, artigianato evoluto e industria culturale.
In questa chiave, l’opera diventa un invito a considerare le Madonie non come area marginale, ma come laboratorio di integrazione tra sviluppo locale e strategie nazionali.
Un messaggio allo Stato
In occasione della visita presidenziale, l’iniziativa è stata sottoposta all’attenzione delle istituzioni competenti, con l’auspicio di individuare tempi e modalità per la consegna ufficiale dell’opera al Presidente della Repubblica. Un gesto che assume il valore di una presa di parola collettiva.
«Questo omaggio non è soltanto un dono, ma un messaggio: le Madonie ci sono e chiedono di essere guardate come un sistema vivo, capace di visione, coesione e futuro», ha aggiunto il Cavaliere del Lavoro Nicola Fiasconaro.
Per EconomySicilia, il segnale è chiaro: senza una lettura sistemica dei territori e senza governance condivisa, lo sviluppo resta episodico. Le Madonie, con questo gesto, provano a spostare il dibattito dal piano simbolico a quello strutturale.