Il Mezzogiorno si candida a diventare snodo strategico tra Europa e Africa. A Maida, in provincia di Catanzaro, si è aperto il Global South Innovation 2025, forum internazionale che riunisce oltre cinquanta esperti, istituzioni e imprese per definire un nuovo modello di sviluppo per il Sud. L’obiettivo è ambizioso: trasformare il Mediterraneo in una piattaforma […]
La Bcc di Pachino chiude il 2025 con un utile netto di 5,2 milioni di euro, 668 nuovi soci e una crescita delle masse intermediate superiore al 10%. Numeri che segnano un altro passaggio di rafforzamento per l’istituto di credito cooperativo, che oggi conta 18 sportelli nella Sicilia orientale e oltre 8.300 soci.
Il bilancio è stato approvato domenica 19 aprile nel corso dell’assemblea ordinaria svoltasi al Delta Hotels di Giardini Naxos. Il dato che emerge con più evidenza è quello di una banca che continua a espandersi senza perdere il legame con il proprio bacino storico. La crescita, infatti, non riguarda soltanto i conti ma anche la base sociale, considerata uno degli indicatori più chiari del radicamento sul territorio.
A tracciare il quadro è stato il direttore generale Massimo Sena. Nel 2025, ha spiegato, la banca ha registrato un aumento di oltre il 10% delle masse intermediate, pari in valore assoluto a circa 120 milioni di euro sia sul fronte della raccolta sia su quello degli impieghi. Nello stesso periodo sono stati erogati finanziamenti per 122 milioni di euro. Sul piano patrimoniale, invece, l’istituto si mantiene su coefficienti superiori al 27%, ben oltre i minimi richiesti dalla normativa.
Il rafforzamento non si è fermato ai volumi. La Bcc di Pachino ha infatti ampliato anche la propria compagine sociale, con 668 nuovi ingressi, pari a circa il 9% in più rispetto all’anno precedente. Un incremento distribuito sia nelle aree storiche di presenza della banca sia nelle piazze di più recente insediamento. È un segnale che pesa, perché per una banca cooperativa la crescita dei soci non è un dato accessorio ma uno degli elementi che misurano il livello di fiducia e partecipazione.
Accanto ai risultati del 2025 c’è già lo sguardo proiettato in avanti. La banca ha redatto un piano industriale triennale che punta a un’ulteriore espansione delle masse intermediate, pur dentro un quadro segnato dalle incognite legate alle tensioni geopolitiche e alle possibili ricadute sul contesto macroeconomico. In sostanza, l’istituto mette in conto una fase non semplice, ma sceglie comunque di giocare in attacco.
Nell’intervento del presidente Concetto Costa è emersa un’altra linea strategica: l’allargamento del raggio d’azione della banca senza smarrire la missione cooperativa. Negli ultimi anni, ha osservato, la Bcc di Pachino si è progressivamente estesa fino a diventare una presenza di riferimento per un’area che va da Messina a Modica e Ragusa. Una crescita che, nelle intenzioni del vertice, deve continuare a poggiare su una funzione precisa: servire famiglie, piccole e medie imprese, giovani e realtà del terzo settore.
È qui che il bilancio economico incrocia quello sociale. Una parte rilevante degli utili, ha ricordato Costa, confluisce ogni anno in un fondo destinato a sostenere interventi sul territorio: enti del terzo settore, parrocchie, attività giovanili, iniziative culturali. È una delle caratteristiche con cui la banca prova a distinguersi in un mercato sempre più standardizzato, rivendicando un ruolo che va oltre l’intermediazione creditizia.
Durante l’assemblea è intervenuto anche il presidente del collegio sindacale, Francesco De Domenico, che ha insistito proprio su questo punto. L’espansione della Bcc, ha sottolineato, non è avvenuta a scapito della sua natura di banca locale. La sfida, semmai, è stata quella di tenere insieme due esigenze spesso considerate inconciliabili: la prossimità tipica di una banca di territorio e l’innovazione organizzativa necessaria per restare competitivi.
La traiettoria della Bcc di Pachino si colloca dentro questo equilibrio. Da un lato l’appartenenza al gruppo bancario Iccrea, che consente di ampliare servizi e gamma operativa. Dall’altro la scelta di conservare una relazione diretta con clienti e soci, secondo una logica che punta a farli sentire parte di un progetto di crescita e non semplicemente utenti di sportello.
Il bilancio 2025 conferma dunque una tendenza già visibile negli ultimi anni: la banca cresce, consolida i conti, allarga la base sociale e rafforza il presidio nella Sicilia orientale. Il nodo, adesso, sarà capire se il nuovo piano industriale riuscirà a mantenere questo passo anche in un contesto economico più instabile. Per ora, però, i numeri raccontano una banca che ha trovato una sua linea di sviluppo e che prova a difenderla facendo leva su capitale, territorio e identità cooperativa.