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Open Fiber accende in Sicilia una nuova frontiera della connettività. L’azienda ha connesso il primo cliente alla velocità di 50 Gigabit al secondo simmetrici, cioè sia in download sia in upload, testando con successo la tecnologia 50G-PON su rete FTTH, la fibra ottica fino a casa.
La sperimentazione è stata realizzata su un’utenza residenziale di Milazzo, in provincia di Messina, e rappresenta un passaggio rilevante per l’evoluzione delle reti di nuova generazione. Non si tratta più soltanto di un test in laboratorio: la tecnologia è stata provata in un ambiente reale, direttamente nell’abitazione di un cliente.
Secondo Open Fiber, il risultato fa dell’azienda l’unico operatore wholesale only ad aver raggiunto questo traguardo a livello mondiale. Il test ha inoltre dimostrato la possibilità di far convivere contemporaneamente, sulla stessa fibra ottica, tre diversi servizi di accesso: GPON, XGS-PON e 50G-PON.
La Sicilia come banco di prova delle reti del futuro
Il test arriva dopo una prima sperimentazione condotta in laboratorio nel 2023 e conferma la maturità tecnologica della rete di Open Fiber. L’attività è stata seguita da remoto dagli uffici dell’azienda a Catania, dove erano presenti il direttore Technology Nicola Grassi, i responsabili della funzione Network Engineering and Innovation e il team di Open Fiber Sicilia.
L’elemento più significativo è che l’evoluzione verso i 50 Gbps è stata ottenuta senza interventi sull’infrastruttura passiva. In pratica, non è stato necessario modificare la rete fisica in fibra già posata. L’upgrade è stato realizzato attraverso un terminale di rete avanzato installato nell’abitazione del cliente e un aggiornamento della piattaforma in centrale.
È un passaggio che conferma la scalabilità dell’infrastruttura FTTH: la rete costruita oggi può essere potenziata domani senza dover ripartire da nuovi scavi o da nuove opere infrastrutturali.
Da Milazzo allo Stretto, una dorsale tecnologica
La sperimentazione di Milazzo segue un altro risultato tecnologico ottenuto da Open Fiber sempre nell’area dello Stretto: il raggiungimento di una capacità trasmissiva di 81,6 Terabit al secondo sulla tratta in fibra ottica Messina-Reggio Calabria della dorsale nazionale.
La Sicilia si conferma così uno dei territori su cui Open Fiber sta misurando le potenzialità delle reti ultraveloci. Non solo copertura, quindi, ma anche capacità di spingere l’infrastruttura verso standard molto superiori a quelli oggi disponibili sul mercato.
La tecnologia testata a Milazzo consente infatti velocità di accesso fino a 50 Gbps, cinquanta volte superiori rispetto allo standard gigabit oggi considerato il riferimento per molte connessioni domestiche e aziendali.
Le nuove applicazioni: telemedicina, cloud, realtà immersiva e IA
Le ricadute potenziali non riguardano soltanto la navigazione internet domestica. Connessioni di questo livello aprono la strada a servizi ad altissimo valore aggiunto: esperienze immersive di realtà aumentata e virtuale, applicazioni di telemedicina ad alta definizione, servizi cloud più performanti e affidabili per cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni.
La tecnologia 50G-PON può diventare anche un fattore abilitante per l’evoluzione dei data center, dei servizi edge e delle applicazioni basate sull’intelligenza artificiale, che richiedono grandi volumi di traffico, bassa latenza e continuità del servizio.
Grassi: «La rete è già pronta per le sfide digitali dei prossimi anni»
«Open Fiber prosegue nel proprio percorso di innovazione tecnologica, confermandosi tra i player più avanzati nel panorama europeo delle telecomunicazioni», ha dichiarato il direttore Technology Nicola Grassi.
«Dopo il test di connettività realizzato lo scorso anno sullo Stretto di Messina a 81,6 Terabit al secondo — ha aggiunto — questa nuova sperimentazione avviata in Sicilia e realizzata direttamente presso l’abitazione di un utente, e non in un ambiente di laboratorio, testimonia la maturità tecnologica e il livello di innovazione raggiunti dalla rete Open Fiber. Portare questa sperimentazione direttamente nelle case dimostra che la nostra rete è già pronta per le sfide digitali dei prossimi anni».
Per Open Fiber, guidata dall’amministratore delegato Giuseppe Gola, il test di Milazzo si inserisce in una strategia di lungo periodo: valorizzare l’infrastruttura in fibra ottica già realizzata e posizionare l’azienda tra i protagonisti europei dell’innovazione nelle telecomunicazioni. In questa traiettoria, la Sicilia diventa non più periferia della rete, ma piattaforma reale per sperimentare la connettività del futuro.