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Rimettere le piccole e medie imprese al centro dello sviluppo di Palermo, accompagnarle nelle transizioni in corso e costruire una rappresentanza capace di trasformare i problemi quotidiani delle aziende in proposte condivise. È questa la visione con cui Giuseppe Paterna, imprenditore palermitano di 42 anni, alla guida di Fortezzza (azienda di infissi e complementi di arredo) si presenta alla presidenza della Piccola Industria di Sicindustria Palermo. Una candidatura che nasce dall’esperienza di una nuova generazione imprenditoriale cresciuta dentro aziende familiari, ma chiamata oggi a misurarsi con scenari profondamente cambiati: mercati più competitivi, costi più alti, credito più selettivo, sostenibilità, digitalizzazione, nuove competenze e passaggi generazionali da gestire.
Per Paterna la Piccola Industria deve essere il luogo in cui queste sfide vengono affrontate non in modo isolato, ma attraverso una comunità di imprese più forte, più organizzata e più consapevole. «Le Pmi sono l’ossatura dell’economia siciliana, ma troppo spesso affrontano da sole problemi che sono comuni a tutto il sistema produttivo», afferma Paterna. «Il compito della Piccola Industria deve essere quello di ascoltare, connettere e costruire soluzioni. Non basta rappresentare le imprese: bisogna accompagnarle, creare relazioni, favorire competenze e dare continuità a un lavoro di crescita».
Il tema centrale è quello della competitività. Le piccole imprese del territorio hanno spesso una forte capacità tecnica e commerciale, ma devono rafforzare organizzazione, cultura manageriale, pianificazione e accesso agli strumenti finanziari. Secondo Paterna, l’associazione può svolgere un ruolo decisivo creando tavoli permanenti su credito, finanza agevolata, transizione energetica, sostenibilità, digitalizzazione e formazione.
«Oggi l’imprenditore deve occuparsi di tutto: produzione, personale, burocrazia, banche, innovazione, sicurezza, sostenibilità», spiega. «Una rappresentanza moderna deve aiutare le aziende a non sentirsi sole davanti a queste responsabilità. Serve una Piccola Industria meno formale e più operativa, capace di stare accanto alle imprese nei passaggi decisivi».
Uno dei punti qualificanti del percorso di Paterna è il passaggio generazionale. La sua esperienza personale si inserisce dentro una storia familiare d’impresa arrivata alla terza generazione, ma il tema riguarda una parte significativa del sistema produttivo siciliano. Nei prossimi anni molte aziende saranno chiamate a garantire continuità, evitare dispersione di competenze e aprirsi a nuovi modelli di gestione.
«Il passaggio generazionale non è solo una questione interna alle famiglie imprenditoriali», sottolinea Paterna. «È un tema economico e sociale. Quando un’impresa non riesce a superarlo, il territorio perde occupazione, competenze, relazioni e valore. Per questo la Piccola Industria deve aprire un confronto serio, mettendo insieme esperienze diverse e strumenti concreti».
Altro capitolo è la sostenibilità, che per le Pmi non può essere vissuta come un adempimento burocratico. Sempre più spesso criteri ESG, trasparenza amministrativa e capacità di rendicontazione incidono sull’accesso al credito, sui rapporti con i committenti, sui bandi e sulla reputazione aziendale. La sfida, secondo Paterna, è rendere questi percorsi accessibili anche alle realtà più piccole.
«La sostenibilità deve diventare una leva di crescita, non uno slogan», dice. «Le grandi imprese hanno strutture dedicate, le Pmi no. Proprio per questo l’associazione può fare molto: semplificare, spiegare, accompagnare, mettere a disposizione competenze e buone pratiche».
Nella visione di Paterna, la Piccola Industria deve rafforzare anche il rapporto con scuole, università, ordini professionali e istituzioni. La difficoltà nel reperire figure tecniche e professionali è ormai uno dei freni principali alla crescita. Da qui l’esigenza di costruire percorsi stabili di orientamento, formazione e incontro tra giovani e imprese. «Dobbiamo tornare a raccontare ai giovani che l’impresa è un luogo in cui si costruisce futuro», afferma. «Le aziende hanno bisogno di competenze, ma anche di entusiasmo, responsabilità e visione. Collegare meglio formazione e mondo produttivo è una priorità».
Paterna punta quindi a una Piccola Industria intesa come piattaforma di relazioni: tra imprese, istituzioni, banche, professionisti, mondo della formazione e territorio. Un luogo in cui le aziende possano trovare ascolto, ma anche strumenti per crescere. «Mi candido con spirito di servizio», ha detto al momento della elezione . «Vorrei una Piccola Industria capace di dare voce alle imprese, ma anche di costruire progettualità. Palermo e la Sicilia hanno energie imprenditoriali importanti. Dobbiamo metterle in rete, rafforzarle e aiutarle a incidere di più sulle scelte per lo sviluppo».