Il Mezzogiorno si candida a diventare snodo strategico tra Europa e Africa. A Maida, in provincia di Catanzaro, si è aperto il Global South Innovation 2025, forum internazionale che riunisce oltre cinquanta esperti, istituzioni e imprese per definire un nuovo modello di sviluppo per il Sud. L’obiettivo è ambizioso: trasformare il Mediterraneo in una piattaforma […]
BRA (Cuneo) – Dalla pasticceria d’eccellenza alle strategie di sviluppo sostenibile. La presenza di Fiasconaro a Cheese – Le Forme del Latte, conclusa il 22 settembre a Bra, racconta non solo un successo gastronomico, ma anche un modello di economia circolare che fa della biodiversità un vero asset competitivo.
L’azienda dolciaria di Castelbuono, simbolo del made in Sicily di alta gamma, consolida così un legame con Slow Food che affonda le radici negli anni Ottanta, quando Fausto Fiasconaro avviò i primi contatti con Carlo Petrini e Silvio Barbero. Dal 2000, con il Salone del Gusto Terra Madre di Torino, la collaborazione è diventata una vera partnership strategica, basata su filiere corte, valorizzazione delle materie prime locali e tutela della cultura gastronomica italiana.
Per l’edizione 2025 della rassegna internazionale, i pasticceri Fiasconaro guidati dallo chef Antonio Bonomo hanno presentato un dolce-simbolo: panettone tradizionale, crema alla manna, crumble alle mandorle e cioccolato di Modica, accompagnati da un cannolo di manna. Una ricetta che sintetizza le eccellenze siciliane, ma che è anche il frutto di scelte produttive attente all’ambiente e al lavoro equo, dimostrando come la qualità possa essere leva di crescita sostenibile.
Il marchio Fiasconaro, oggi presente sui mercati internazionali con un fatturato in costante espansione, utilizza infatti la biodiversità e l’innovazione green come strumenti di posizionamento competitivo. La partnership con Slow Food rafforza questa strategia, trasformando eventi come Cheese in piattaforme di business relazionale e in vetrine per nuovi mercati.
Un percorso che conferma come l’economia della qualità – basata su cultura, filiere corte e sostenibilità – possa rappresentare per le imprese italiane non solo un valore etico, ma anche una solida opportunità di sviluppo e internazionalizzazione.