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La gestione dell’Amap finisce al centro di un duro confronto sindacale. Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno scritto al sindaco di Palermo Roberto Lagalla, nella sua qualità di presidente dell’Ati Palermo, per sollecitare un incontro urgente sulla situazione “gravissima” della società che gestisce il servizio idrico integrato in circa 50 Comuni.
Secondo le organizzazioni sindacali, la crisi gestionale e organizzativa dell’azienda metterebbe a rischio sia i livelli occupazionali sia la continuità del servizio. A innescare lo scontro è stata una delibera approvata alla vigilia di Natale dall’amministratore unico di Amap, che i sindacati chiedono ora di revocare immediatamente.
La delibera contestata e lo scontro sull’organigramma
Nel mirino c’è la delibera n. 315 del 24 dicembre scorso, con cui è stato approvato il nuovo organigramma societario e avviata la procedura di selezione interna per la copertura dei ruoli apicali legati ai nuovi servizi previsti.
«Si tratta di un atto mai condiviso con le organizzazioni sindacali, nonostante si voglia sostenere il contrario», affermano Filctem, Femca e Uiltec, che denunciano la violazione dello Statuto dei lavoratori, del contratto nazionale e la totale assenza di relazioni sindacali. La posizione è netta: disponibilità al confronto solo a fronte della revoca della delibera. In caso contrario, i sindacati annunciano l’avvio di “ogni iniziativa utile” per contrastare le decisioni aziendali.
Il nuovo assetto organizzativo era stato presentato alle sigle sindacali il 28 novembre scorso per una presa visione preliminare. Dopo quella data, però, non sarebbero più stati convocati tavoli di confronto, fino all’approvazione unilaterale dell’atto e alla pubblicazione dell’avviso interno per la selezione di tre nuovi dirigenti.
“Criteri cambiati e scelte incoerenti”
Nella lettera indirizzata al sindaco Lagalla, i sindacati chiedono chiarimenti sui criteri adottati per l’approvazione del nuovo modello organizzativo, definito “diverso” da quello illustrato in precedenza. Viene inoltre sollevata una questione di coerenza nelle procedure di selezione.
Circa un anno fa, ricordano Filctem, Femca e Uiltec, per individuare i dirigenti dei servizi Fognatura e Depurazione si era ricorsi a una selezione esterna, limitando la partecipazione del personale interno ai quadri con almeno cinque anni di anzianità. Oggi, invece, si prevede una semplice selezione interna, con criteri e requisiti profondamente diversi.
Ritorsioni, rischio fondi europei e vuoti ai vertici
Dopo l’approvazione della delibera, secondo i sindacati, l’amministratore unico avrebbe adottato ulteriori provvedimenti “dal sapore ritorsivo”, con potenziali ricadute negative sull’immagine e sul funzionamento dell’azienda. Una situazione che, a loro avviso, espone Amap al rischio concreto di non garantire la continuità del servizio idrico e di perdere finanziamenti europei.
Restano inoltre irrisolte diverse criticità strutturali già segnalate nei mesi scorsi: dall’assenza, dal novembre 2024, di un direttore generale (o facente funzione), fino alla mancanza dei dirigenti dei servizi Fognatura e Depurazione.
Morosità, contenziosi e carenza di personale
Nel documento, Filctem, Femca e Uiltec puntano il dito anche sull’aumento dei livelli di morosità, senza che sia stato avviato un piano efficace di recupero crediti. Una gestione che avrebbe già prodotto effetti rilevanti: la mancata messa in mora degli utenti nei tempi previsti dall’Arera avrebbe comportato la prescrizione di milioni di euro di crediti vantati dalla società.
A ciò si aggiunge la mancata riorganizzazione degli inquadramenti del personale, che secondo i sindacati continua a generare contenziosi davanti al giudice del lavoro. Nella maggior parte dei casi, sottolineano, l’azienda sarebbe risultata soccombente, con conseguenti esborsi economici e costi legali aggiuntivi.
Grave, infine, la carenza di personale amministrativo e tecnico, più volte segnalata negli ultimi anni. Una situazione che, denunciano le sigle sindacali, si riflette direttamente sulla qualità del servizio: tempi lunghi per nuovi allacci idrici e fognari, sostituzione dei contatori e risposta alle richieste degli utenti.
Il confronto ora passa al livello politico-istituzionale. L’incontro chiesto al sindaco Lagalla viene indicato come passaggio decisivo per evitare che la crisi gestionale di Amap si traduca in un danno strutturale per lavoratori, cittadini e territori serviti.