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Aree di crisi, accusa 5Stelle: “tagliati fondi a Gela e Termini Imerese”

“La Regione Siciliana guidata da Nello Musumeci insiste nello scippare 50 milioni di euro ai cittadini di Termini Imerese e Gela sottraendo con una delibera di giunta, peraltro a nostro parere illegittima, i soldi destinati alle aree di crisi complessa per dirottarli in altri territori probabilmente a lui politicamente più cari. Oggi abbiamo assistito in commissione bilancio all’ennesimo atto scellerato di cui il governo regionale dovrà rispondere al TAR oltre che ovviamente ai cittadini”.

Ad affermarlo sono i deputati regionali del Movimento 5 Stelle all’Ars Luigi Sunseri e Ketty Damante a margine della Commissione Bilancio dell’Assemblea Regionale Siciliana tornata a riunirsi in queste ore per dare parere alla delibera di giunta regionale numero 389 dell’1 novembre 2019 – FSC 2014/2020 Patto per lo sviluppo della Regione Siciliana che prevede la distrazione di circa 50 milioni di euro delle aree di crisi complessa di Gela e Termini Imerese verso altre destinazioni.

“In pratica – spiega Sunseri – la Regione toglie soldi ai Comuni perché pare che non fossero presenti progetti immediatamente cantierabili. Peccato che alcuni di questi progetti avrebbero dovuto essere redatti proprio da due enti regionali quali Irsap e Protezione Civile. Insomma la Regione punisce i cittadini per ritardi ascrivibili proprio a responsabilità della Regione. Inoltre risulta assolutamente incredibile come Musumeci e soci chiedano il parere alla commissione di merito dell’Ars sei mesi dopo aver adottato la delibera e non prima come previsto dalla legge. Di questo dovranno rispondere ai giudici del Tribunale Amministrativo Regionale. Chiediamo che il governo Musumeci garantisca le somme ai comuni di Termini Imerese e Gela”.

“E’ ormai chiaro – sottolinea Damante – che questo governo non ha ad oggi nessun progetto o impegno politico per le due aree di crisi complessa siciliane di Gela e Termini Imerese. In sostanza Musumeci invece di risolvere i problemi del nostro territorio rimuove le somme stanziate per la riqualificazione e la riconversione. Una scelta tecnica e politica inqualificabile” – conclude Damante.

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