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Arte digitale, design, produzione in serie limitata e ricerca sui materiali. È questo l’incrocio al centro di Gioco di Forme, il secondo capitolo di Architexture, il progetto espositivo dedicato all’artista e designer Ernesto Mistretta inaugurato il 24 giugno negli spazi di Officina Allegra, in via Cluverio.
La mostra, visitabile fino al 5 ottobre, non si limita a esporre opere: costruisce un dialogo tra immagine, spazio e oggetto, trasformando la galleria in un luogo di sperimentazione tra linguaggi artistici e design contemporaneo. Mistretta, formatosi nell’atelier di Jean Nouvel e già art director dell’architetto francese, ha ripensato l’allestimento inserendo nuovi dipinti digitali accanto ai lavori già presentati e a una selezione di arredi firmata da Josephine Flasseur.
Il risultato è un percorso fatto di sovrapposizioni e rimandi, nel quale le immagini puntiniste e digitali dell’artista incontrano mobili, materiali e superfici riflettenti. Il confine tra opera d’arte e oggetto funzionale diventa così meno netto, lasciando spazio a un design che conserva una funzione ma porta con sé un valore estetico e narrativo.

Gli specchi tra pixel, luce e memoria siciliana
Per Officina Allegra, Mistretta ha realizzato una serie limitata di quattro specchi attraversati – e in alcuni casi quasi “divorati” – dai pixel dei suoi dipinti. Oggetti che giocano sul rapporto tra superficie, immagine e percezione, in un equilibrio tra tecnologia e artigianalità.
Le opere richiamano da un lato le facciate contemporanee di Jean Nouvel, dall’altro gli specchi segnati e scheggiati dei palazzi barocchi siciliani. Un riferimento che porta la ricerca internazionale del designer dentro una memoria visiva legata all’Isola, facendo dialogare architettura contemporanea e stratificazione storica.
«Dopo i tre vasi presentati il mese scorso e le cinture intrecciate, Officina Allegra prosegue la propria attività di produzione di oggetti d’artista», afferma Josephine Flasseur, direttrice artistica e curatrice della mostra.
Ed è proprio qui che il progetto assume anche un rilievo economico oltre che culturale. La produzione di piccole serie, di pezzi firmati e di oggetti a metà tra arte e design rappresenta infatti una filiera sempre più rilevante: non soltanto esposizione, ma creazione di valore attraverso ricerca, materiali, progettazione e collezionismo.
La nuova linea di Josephine Flasseur
Accanto alle opere di Mistretta, Gioco di Forme presenta una nuova linea di arredi ideata da Josephine Flasseur. Si tratta di tre elementi modulari realizzati in legno, resina e marmo, pensati per adattarsi agli spazi e moltiplicare le possibili configurazioni.
Con questo lavoro Flasseur torna anche alle proprie radici familiari, legate allo storico marchio Lafuma, azienda francese conosciuta nel design per esterni. Il richiamo non è nostalgico, ma si traduce in una riflessione contemporanea sull’oggetto, sulla sua durata e sulla possibilità di coniugare produzione, funzionalità e ricerca formale.
In autunno il dialogo con Martine Bedin
Il progetto Architexture proseguirà da metà ottobre fino alla fine di novembre con un ultimo capitolo che vedrà Ernesto Mistretta dialogare con Martine Bedin. I due artisti hanno lavorato per anni all’interno dello Studio Jean Nouvel e si ritroveranno negli spazi di Officina Allegra con un confronto tra le opere puntiniste digitali di Mistretta e i disegni di oggetti realizzati da Bedin nel corso della sua carriera, dal periodo del movimento Memphis fino ai lavori più recenti.
Gioco di Forme è visitabile gratuitamente dal mercoledì al sabato, dalle 16 alle 20, negli spazi di Officina Allegra, in via Cluverio 7 a Palermo. Partner tecnico dell’iniziativa è Decora A&C Pte Ltd.