sabato, Ottobre 24
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Artigiani: niente cassa integrazione per quasi 30 mila lavoratori

Ritardi su ritardi. Tempi lunghissimi ormai inaccettabili. Migliaia e migliaia di famiglie siciliane in ginocchio in attesa di ricevere gli assegni della cassa integrazione. Da saldare ancora la cassa integrazione di maggio, giugno, luglio e agosto. Con risorse stanziate dal Governo che basteranno a mala pena a coprire maggio e solo gran parte di giugno. Ebas Sicilia non ci sta più. Da mesi e mesi il Fondo di solidarietà bilaterale dell’artigianato sollecita il trasferimento delle somme nelle casse di Fsba per consentire l’erogazione degli assegni a quasi 30 mila famiglie del mondo artigiano siciliano.

 

“È un ritardo ingiustificabile – denunciano i vertici della Ebas Sicilia, che gestisce Fsba, il fondo istituito da Cgil, Cisl e Uil e Cna Confartigianato, Casartigiani e Claai –. Noi siamo rapidi ed efficienti. Pronti già dai primi di luglio a inviare gli assegni di maggio e giugno. Ma se non arrivano le risorse, abbiamo le mani legate. La nostra macchina funziona rapidamente ma poi è costretta a fermarsi per la mancanza dei fondi. Siamo in attesa di 375 milioni. Vero è che basteranno a coprire solo i mesi di maggio e solo parte di giugno. Ma saranno comunque una piccola boccata di ossigeno per tutte quei lavoratori e quelle imprese siciliane in difficoltà.”.

 

Dall’Ebas anche la preoccupazione per le nuove 18 settimane di cassa integrazione che il Governo ha deciso di concedere. “È paradossale che vengano concesse altre settimane di cassa integrazione se poi non ci mettono in condizione di pagare gli assegni. Ben vengano gli ammortizzatori sociali ma servono tempi rapidi per garantire una dignità a tutti i lavoratori messi in difficoltà dall’emergenza Covid. Abbiamo il brutto sospetto – aggiungono dall’Ebas Sicilia  – che questi ritardi siano dovuti a un atteggiamento ostile nei confronti di Fsba, per la nostra efficienza e la qualità dei servizi da noi offerti”.

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