venerdì, Novembre 27
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Burocrazia in Sicilia, monitoraggio su rispetto norme di semplificazione

Lotta alla burocrazia in Sicilia: un osservatorio trimestrale per monitorare l’effettiva attuazione delle norme sulla semplificazione amministrativa. È questo l’impegno preso oggi dal vicepresidente della Regione Siciliana, Gaetano Armao, e dall’assessore alle Autonomie locali e alla funzione pubblica, Bernardette Grasso, con i Giovani imprenditori di Confindustria in Sicilia, in occasione del talk “Fase 3. Facciamo il punto. Mettiamo un punto”.

“Un nuovo patto tra Giovani imprenditori e Regione siciliana”, lo ha definito il leader dei giovani imprenditori, Gero La Rocca, che ha sottolineato come troppo spesso “a una legge ne segua subito un’altra, ma per le imprese cambi sempre poco”. Eppure la questione della burocrazia in Sicilia è certamente tra le cause dirette della difficoltà a crescere e, secondo alcune stime, grava negativamente per il 48% in più rispetto sugli imprenditori del Sud rispetto alle aree del Nord. Situazione resa ancora più drammatica dallo shock dovuto al Covid: i dati Confindustria-Cerved dicono che in Sicilia più del 60% delle imprese, a causa della crisi pandemica, è oggi più vulnerabile o addirittura a rischio default. Una conferma di quanto già da mesi è suggerito dai racconti drammatici di chi gestisce un’attività.

“Saremo le sentinelle della pubblica amministrazione – ha aggiunto La Rocca – e raccoglieremo tutti i casi concreti in cui gli imprenditori si trovano a scontrarsi con una burocrazia sorda e avulsa dai tempi di mercato con cui le aziende devono invece fare i conti”.

“La legge 7 del 2019 – ha affermato Armao – ha introdotto delle novità anche rispetto all’attuale decreto semplificazione approvato a Roma: dai tempi di conclusione dei procedimenti più brevi di quelli operanti a livello nazionale all’introduzione di meccanismi di responsabilità di chi amministra, soprattutto dei dirigenti, di gran lunga più pervasivi di quelli della normativa nazionale. Ma anche forme di partecipazione al procedimento sconosciute all’ordinamento nazionale, come il diritto di essere auditi, una forma flessibile, veloce, dinamica che contempera interessi di imprese, cittadini e pubblica amministrazione. Ora, però, occorre passare a una nuova fase: monitorare l’applicazione di queste norme. Quanti dirigenti hanno avuto un procedimento disciplinare per violazione dei termini? Quante audizioni ci sono state e come possiamo promuoverle? Quanti nuovi atti amministrativi ci sono stati? E questo è quello che faremo con i Giovani di Confindustria”.

Un invito raccolto subito dall’assessore Grasso, che ha aggiunto: “Ho emanato una circolare lo scorso 11 maggio richiamando ai principi della legge 7 proprio su questi punti. Se, però, il direttore generale e l’assessore non danno gli obiettivi sfidanti ai dirigenti inserendo anche il rispetto dei tempi dei procedimenti, ci prendiamo in giro. È per questo che nel nuovo sistema di valutazione dei dirigenti stiamo inserendo il rispetto dei tempi dei procedimenti, le eventuali inadempienze, il mancato rispetto del diritto di audizione, prevedendo anche che tutto quello che è salario accessorio sia legato al merito e quindi al raggiungimento degli obiettivi che devono essere sfidanti. Stiamo riformando il sistema di performance non per punire la classe dirigente, ma affinché sia stimolata”.

Il presidente dei Giovani imprenditori si è poi soffermato sull’importanza della digitalizzazione chiedendo la pubblicazione di tutte le pratiche con l’indicazione del funzionario competente, dei tempi e la possibilità di non recarsi negli uffici ma operare esclusivamente online, così da ridurre al minino anche i contatti con gli amministratori della cosa pubblica.

“La digitalizzazione – ha risposto Armao – è fondamentale. Sul piano dell’infrastrutturazione digitale è stato fatto uno sforzo enorme, ma dobbiamo intervenire sull’accessibilità. Esiste già un disegno di legge presso la prima commissione che riguarda la digitalizzazione della pubblica amministrazione. Basta carte. Io ho fatto una proposta radicale: la nullità degli atti che non siano digitali. È possibile accompagnare le procedure con la carta, ma se non c’è il dato digitale gli atti sono nulli. So di avere osato ma dobbiamo spingere sul digitale davvero per portare l’amministrazione avanti”.

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