Concorso Inps: domande errate, Tar accoglie ricorso

Si tratta del concorso bandito dall’Inps per 365 posti per analisti di processo e per cui sono state presentate circa 25.000 domande di partecipazione.
I candidati, in tale procedura concorsuale dell’Inps, venivano sottoposti a due prove scritte con test a risposta multipla e, in entrambi i casi, per accedere allo step successivo era necessario ottenere un punteggio minimo di 21/30.
Secondo il Tar, che ha accolto il ricorso degli Avv.ti Delia e Bonetti alcuni quesiti erano errati.
Via libera dunque ai ricorrenti esclusi che incolpevolmente erano incappati in tali domande fuorvianti.
Il Tar del Lazio infatti, ritenendo fondate le censure avanzate nel ricorso dagli Avv.ti Delia e Bonetti in relazione alla natura dei quesiti contestati, ne ha confermato l’erroneità e, per l’effetto ha accolto l’istanza cautelare del ricorrente ammettendolo immediatamente alle successive prove orali.
“La mancata validazione dei test a quiz, effettuata nei paesi anglosassoni ogni qualvolta debba essere espletata una simile prova” commenta l’Avv. Delia “è una delle maggiori lacune presenti in tutte le procedure concorsuali attivate nel nostro ordinamento dalla Pubblica Amministrazione e che da anni contestiamo nei nostri giudizi innanzi al TAR giacchè impedisce la selezione dei migliori”.
“È fondamentale” conclude l’Avv. Delia “anche in ragione del fatto che in questi anni si tornerà ad assumere massicciamente con tali procedure concorsuali, che l’amministrazione riveda immediatamente queste banche dati ed il sistema di selezione perché profondamente lacunoso.”

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