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Corsi di formazione Medicina generale, Regione siciliana condannata



Il Consiglio di Stato, accogliendo le tesi degli Avvocati Delia e Bonetti, ha condannato la Regione Sicilia e Ministero della Salute per la gestione del concorso di accesso al corso di formazione specifica in Medicina generale ed ordinato l’ammissione dei nostri ricorrenti. Il concorso di riferimento era quello che consentiva l’accesso al triennio 2019-2022.

Si tratta, in particolare, del corso di formazione, a numero chiuso, che sulla base delle Direttive Europee consente di ottenere il titolo utile per diventare medico di medicina generale e svolgere attività convenzionata come, ad esempio, quella a tutti nota come “medico di famiglia” nonchè dei servizi di 118.

Il concorso, a cui avevano preso parte oltre 10.000 medici, consentiva l’attribuzione di circa 1.000 posti finanziati con oltre 40 milioni di euro di fondi del Fondo Sanitario Regionale conferiti a tal fine alle Regioni.

La prova, uguale a livello nazionale, secondo gli avvocati Santi Delia e Michele Bonetti viziata per la somministrazione di alcune domande errate ragion per cui le graduatorie regionali avrebbero dovuto essere rifatte con nuova e rivista collocazione degli aspiranti. Il Consiglio di Stato, stante il fatto che il primo candidato sottoposto al suo vaglio, avrebbe ottenuto l’ammissione anche solo grazie al riconoscimento di una sola tra le tante domande contestate, ha limitato la sua analisi a tale aspetto censurando l’erronea scelta della Commissione per aver individuato quesiti per la cui risoluzione erano frattanto sopravvenute linee guida europee più aggiornate rispetto al passato.

“Da legale che da un decennio segue queste procedure concorsuale a quiz”, conclude l’Avvocato Santi Delia, “mi sento di lanciare un monito alle Amministrazioni a cambiare le modalità di somministrazione di questi quesiti pescati, spesso da Società private selezionate dalle stesse Amministrazioni, da loro banche dati (in qualche caso) ormai datate. Non ritengo concepibile, difatti, che il futuro di studio o lavorativo di un cittadino debba essere deciso da un quiz erroneamente formulato senza che nessuno si curi di capire neanche perchè.

La ragione, invero, è sin troppo semplice e, chi scrive, l’ha denunciata ormai 11 anni fa. All’esito del test di ammissione nazionale a Medicina, la lotteria dei quiz impazzì sfornando una batteria con 8 errori poi conclamati da T.A.R. e Consiglio di Stato. Perchè? Semplicissimo. Chi ha fatto quei quiz è lo stesso soggetto che li validati. Li aveva, in altre parole, formulati e poi ha, esso stesso, confermato che fossero corretti e validi ai fini di quella selezione.

Una contraddizione, in termini.

In quella tipologia di test, da allora, si avviò una procedura di validazione successiva alla formulazione che, certamente, fece diminuire il numero degli errori senza tuttavia eliminarla del tutto”.

Nel caso del concorso per l’accesso a Medicina generale, inoltre, nonostante da anni questa difesa chiede di intervenire, da 5 anni, vi è ogni anno uno o più errori che la stessa Commissione o il Giudice Amministrativo ha poi accertato. Il risultato, non c’è ne voglia la Commissione, è disastroso.

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