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Domina Hotel: progetto di sviluppo della famiglia Preatoni per lo Zagarella di Santa Flavia



Un progetto di sviluppo per fare del Domina Hotel di Santa Flavia in provincia di Palermo, più noto come Zagarella, un indiscutibile punto di riferimento del turismo sulla costa tirrenica della Sicilia, in una delle aree più belle della provincia di Palermo. Il piano è già pronto e fa parte di un’idea di rilancio della struttura che la famiglia Preatoni che controlla il gruppo Domina Hotel sta portando avanti. 

Domina Hotel

Il tutto è incentrato su nuove offerte di servizi, una nuova formula per quella che è stata la multiproprietà e che già oggi viene messa sul mercato con la formula club che da la possibilità a chi aderisce di usufruire dell’ospitalità Domina in uno dei tanti resort o alberghi di proprietà del gruppo. Una nuova filosofia spiegata da Eugenio Preatoni,  figlio del fondatore della società Ernesto noto per essere stato tra le altre cose il creatore del il Domina Coral Bay di Sharm El Sheikh: Eugenio si è intestato la mission di rilanciare la struttura siciliana del gruppo dove la famiglia ha già investito negli anni oltre 60 milioni.

Domina Zagarella oggi è un resort composto da un nucleo centrale con 340 unità abitative e più di quaranta villette, immerse in un giardino mediterraneo di 28 mila metri quadrati in riva al mare.  Tra i punti chiave del progetto che riguarda lo Zagarella la riqualificazione dell’ex lido dell’Olivella, imponente spiaggia di Porticello, frazione di Santa Flavia di ottomila ettari quadri, che tornerà alla pubblica fruizione e sarà salvato dal degrado determinato da una imponente costruzione in cemento, un ecomostro, che sarà demolita.

L’hotel Zagarella ha attraversato sessanta anni di storia della Sicilia.  Schizzi di fango hanno ingiustamente colpito quel luogo meraviglioso, come se le piante,  le mura e i meravigliosi tramonti di quel luogo potessero essere responsabili, o addirittura colpevoli, del male che in Sicilia si nutre della sete di potere dello stigma mafioso. Perché è vero che in quell’hotel, alla fine degli anni settanta si celebrava il rito del potere e della sua soggezione ai sistemi criminali. E’ un fatto vero, come raccontano gli scatti fotografici che ritraggono nella Sala congressi dello Zagarella l’ex presidente del Consiglio Giulio Andreotti con gli esattori Salvo.

Ma è altrettanto vero che in quello stesso scatto viene ritratto quel galantuomo che era il presidente della Regione Piersanti Mattarella, caduto nella lotta alla mafia il giorno dell’Epifania del 1980. Le storie della Sicilia e dei siciliani, spesso vengono raccontate a senso unico. Dimenticando che oltre a quel famoso convegno politico del 1979, quell’hotel è stato anche il luogo dove nacque la più importante corrente culturale italiana del dopoguerra. Proprio allo Zagarella, allora un complesso di bungalow ricoperti dalla zagara, nella settimana dal 2 al 9 ottobre del 1963, nacque il “Gruppo ‘63”. Una trentina di giovani scrittori e intellettuali si erano riuniti allo Zagarella per parlare di letteratura e politica.

Nanni Balestrini, poeta e scrittore del Novecento italiano, raccontò che lo Zagarella venne scelto come luogo per il raduno di quel gruppo di intellettuali, grazie all’amicizia che legava Umberto Eco al barone Francesco Agnello, mecenate siciliano che in quegli anni nel capoluogo organizzava le “Settimane di nuova musica”. Fu proprio Agnello a scegliere lo Zagarella come meta ed a coprire i costi per quella missione “culturale”.  Balestrini, ricorda così quei giorni: “l’atmosfera incantata dell’ albergo allora strutturato in tanti piccoli bungalow sul mare. Discussioni animate e grandi bevute sotto le stelle”. E la cultura è appunto un pezzo della strategia di Domina Hotel.

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