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Emergenza siccità: puntare su dissalazione e miglioramento reti. Se ne parla al Watec Italy



Incrementare la depurazione (4 persone su 10 in Italia non sono collegate a un impianto) e il riuso delle acque reflue; sviluppare la dissalazione, che oggi fornisce soltanto lo 0,1% dell’acqua potabile nel nostro Paese; portare a 80 euro annui pro capite gli investimenti sulla rete idrica, ora fermi a quota 32 euro. Sono le grandi sfide che attendono il servizio idrico nazionale e di cui si parlerà approfonditamente a Watec Italy 2017, mostra convegno dedicata alla gestione e alla salvaguardia della risorsa idrica che si terrà nel capoluogo siciliano dal 21 al 23 giugno a cura di Kenes Exhibitions con la collaborazione di Regione Sicilia e Università di Palermo. La situazione italiana è aggravata quest’anno dall’emergenza siccità: solo in Sicilia – è stato detto durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento – le riserve idriche sono calate del 15% negli ultimi dodici mesi facendo mancare negli invasi dell’isola oltre 75 milioni di metri cubi di acqua.

LE ACQUE REFLUE. L’Italia è 27esima nella classifica OCSE della popolazione collegata a un impianto di trattamento delle acque reflue, ovvero quasi fanalino di coda: peggio di noi solo Turchia, Slovenia e Messico. Il 60,83% è lontanissimo dalla leadership di Cile e Olanda, rispettivamente con 99,93% e 99,40%, ma molto meglio di noi fanno anche altri Paesi del Mediterraneo tra cui Spagna (97,80%) e Grecia (92,03%). Un sistema di riuso delle acque ha certamente ricadute economiche positive e l’Italia è uno dei Paesi europei con il potenziale di sviluppo più alto. Il mercato dell’acqua nei Paesi dell’Unione Europea conta 9 mila piccole e medie imprese con quasi 500 mila occupati. “C’è un interesse crescente nel settore – racconta Lucio Boveri di Evoqua Technologies –. Finalmente sta iniziando a diffondersi una coscienza ambientale ed economica anche su questo tema, tanto che sempre più aziende municipalizzate e clienti industriali ci chiedono di migliorare l’approvvigionamento e la tutela dell’acqua”.

LA DISSALAZIONE. Nel nostro Paese le acque ‘salate’ rese potabili sono 13,6 milioni di metri cubi su un totale di 9,1 miliardi di metri cubi prelevati, ovvero lo 0,1%. Un valore minimo, se si pensa che l’Italia è per larga parte circondata dal mare. Attualmente la dissalazione avviene solo in due distretti idrografici: in Sicilia (12,6 milioni di metri cubi, pari al 92,5% del totale nazionale) e nell’area dell’Appennino settentrionale (tra Toscana e Liguria per il restante 7,5%). La dissalazione riguarda anche l’industria: infatti, incrociando i dati della ‘produzione’ di acqua con quelli della domanda, ci si accorge della forte richiesta di oro blu da impiegare nel settore industriale in diverse regioni. È il caso di Veneto, Emilia Romagna e Campania, territori che sboccano sul mare e che hanno tutte le condizioni favorevoli per sviluppare la produzione di acqua dissalata, alleggerendo la pressione sulle fonti di approvvigionamento tradizionali.

LA DISPERSIONE IDRICA. Gli investimenti per la riqualificazione della rete idrica italiana si attestano su un valore medio nazionale di circa 32 euro per abitante all’anno: una quota ancora lontana dall’obiettivo di 80 euro pro capite fissato dall’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Servizio Idrico per allineare l’Italia ai livelli europei. In questa cornice il Paese continua a muoversi a due velocità: il target di investimenti è aumentato significativamente nel Centro-Nord, con picchi vicini ai 50 euro per abitante, mentre al Sud i risultati sono ampiamente deficitari. Il 60% delle infrastrutture idriche è stato messo in posa oltre 30 anni fa (percentuale che cresce al 70% nei grandi centri urbani) e il 25% di queste supera i 50 anni (il 40% nei grandi centri urbani). Al Centro e al Sud le perdite idriche nella rete si aggirano intorno al 45%, a fronte del 26% rilevato al Nord.

‘SISTEMA ACQUA’ E OPPORTUNITÀ. “Le criticità – osserva Prema Zilberman, direttore generale di Kenes Exhibitions – possono trasformarsi in preziose opportunità in vari ambiti, dall’irrigazione all’industria, visti gli ampi margini di miglioramento del ‘sistema acqua’ italiano – osserva Prema Zilberman, direttore generale di Kenes Exhibitions –. Watec Italy 2017 è un’occasione importante per le aziende di tutto il mondo. Partendo dai dati e sfruttando la nostra esperienza nell’organizzazione di conferenze di alto livello su scala globale, cercheremo di stimolare un dialogo fra grandi imprese del settore idrico e pubblica amministrazione, attivando collaborazioni con esperti, ricercatori e scienziati per finalizzare progetti innovativi sull’acqua”. La mostra convegno WATEC Italy 2017 vanta come partner sostenitori, aziende del calibro di AMAP, Aqualia, Acciona Agua, Girgenti Acque, Idroambiente (Società del Gruppo Marnavi), Siciliacque, Italveco Group, Rochem Marine, Di Vincenzo, è patrocinata da Commissione Europea, Banca Europea per gli Investimenti, Banca Mondiale, Regione Sicilia, Barilla Center for Food & Nutrition e vede il coinvolgimento dell’Università di Palermo e di altri rappresentanti ed esperti del settore. Il comitato scientifico di Watec Italy 2017 per l’Italia è presieduto dall’architetto Giuseppe Taverna e coordinato dall’ex ministro dell’Ambiente Corrado Clini.

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