Il Mezzogiorno si candida a diventare snodo strategico tra Europa e Africa. A Maida, in provincia di Catanzaro, si è aperto il Global South Innovation 2025, forum internazionale che riunisce oltre cinquanta esperti, istituzioni e imprese per definire un nuovo modello di sviluppo per il Sud. L’obiettivo è ambizioso: trasformare il Mediterraneo in una piattaforma […]
La nuova Ferpi parla anche siciliano. L’assemblea elettiva che si è svolta a Bologna il 18 aprile ha confermato Filippo Nani alla presidenza della Federazione Relazioni Pubbliche Italiana per il triennio 2026-2029. La sfida per la guida dell’associazione si è chiusa sul filo, con 140 voti per Nani e 136 per Daniela Bianchi. Nel nuovo Consiglio direttivo nazionale entrano anche due professioniste espressione della delegazione siciliana: Anna Minà e Santina Giannone.
Il dato politico-associativo è qui. In una federazione che nei prossimi anni dovrà misurarsi con la trasformazione dei linguaggi, dell’organizzazione del lavoro e del rapporto tra comunicazione, reputazione e innovazione, la Sicilia conquista uno spazio più visibile dentro l’organo nazionale. Un risultato che matura dentro il lavoro della delegazione regionale guidata da Elisa Toscano, nominata da Ferpi nel 2023 e oggi alla guida della rappresentanza dell’isola.
Per Anna Minà, professore ordinario e presidente del corso di laurea in Comunicazione digitale e marketing della LUMSA, l’elezione porta nel direttivo il punto di vista della ricerca e della formazione. È un profilo che rafforza il collegamento tra università e professione proprio mentre l’intelligenza artificiale spinge il settore a ripensare strumenti, competenze e modelli relazionali. Nel suo primo commento, Minà ha insistito proprio su questo: sulla necessità di tenere insieme comunità professionale, qualità delle relazioni e dialogo tra accademia e mercato.
L’altra eletta siciliana è Santina Giannone, giornalista e docente, attiva in Reputation Lab e già impegnata in Ferpi sui temi delle relazioni di genere. Anche nel suo caso il baricentro è chiaro: riportare al centro la comunicazione come leva capace di incidere non solo sulle dinamiche organizzative ed economiche, ma anche su quelle sociali. In una stagione segnata da tensioni, conflitti e cambiamenti rapidi, la sua elezione segnala la volontà di dare più voce ai territori e a una professione che chiede oggi un profilo sempre meno esecutivo e sempre più strategico.
Attorno a loro si compone un consiglio direttivo nazionale formato da Alberto Bergianti, Daniela Bianchi, Caterina Banella, Daniele Chieffi, Giuseppe de Lucia, Stefano Di Traglia, Giorgia Grandoni, Alessandro Magnoni, Biagio Oppi, Stefania Romenti, Elena Salzano e Federica Zar. La geografia uscita da Bologna dice due cose: che la partita interna è stata vera, come mostra il margine strettissimo con cui Nani è stato rieletto, e che la Sicilia, dentro questa nuova fase, non avrà più un ruolo marginale.