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Per imparare il mestiere Francesco Maniaci è partito. Per dare una forma propria agli abiti che realizza ha scelto Cinisi. Tra questi due momenti ci sono l’apprendistato nelle sartorie, soprattutto a Milano, lo studio a Roma e il confronto con le diverse scuole italiane. Un percorso che lo ha portato alla selezione per il Trofeo Arbiter, appuntamento internazionale dell’alta sartoria maschile, e alla costruzione di un’attività nel paese del Palermitano.
«Io cerco di trasmettere le emozioni che provo all’interno degli abiti che creo», racconta in una videointervista pubblicata sui social dalla sindaca Vera Abbate. La Sicilia entra nel suo lavoro attraverso ciò che osserva e sente, fino a diventare parte della costruzione dell’abito. A Cinisi ha la sartoria e un legame che considera decisivo: «Probabilmente non riuscirei a farlo altrove».
Dall’apprendistato alla borsa di studio Libero Grassi
La scelta della sartoria maschile arriva dopo il diploma. Maniaci comincia a imparare nelle botteghe, principalmente a Milano, per poi approfondire la tecnica del su misura all’Accademia nazionale dei sartori di Roma.
Nella sua formazione c’è un sostegno concreto del sistema artigiano siciliano. Il 9 dicembre 2022, durante l’inaugurazione del Christmas Village di Palermo, CNA Palermo gli consegna la prima borsa di studio intitolata a Libero Grassi: 10mila euro destinati alla formazione nell’alta sartoria. Aveva già svolto tirocini in diverse sartorie siciliane e italiane ed era stato selezionato dalla sartoria palermitana Crimi per l’impegno nell’apprendimento delle tecniche tradizionali.
La frequenza dell’Accademia trova riscontro anche nella documentazione della scuola: nel maggio 2023 Maniaci figura tra gli allievi del secondo anno del corso triennale di cucito maschile. Un passaggio che accompagna l’esperienza di bottega con lo studio sistematico della costruzione della giacca e delle proporzioni.
Una giacca costruita attraverso le scuole italiane
Nel suo racconto, il viaggio attraverso le sartorie italiane è soprattutto un confronto tra modi diversi di lavorare. Osservare gli stili e le costruzioni degli abiti, dal Nord al Sud, gli permette di sviluppare una propria linea.
Quando descrive la giacca, Maniaci si sofferma sul rapporto tra vita, petto e bacino, sulla spalla e sulla rotondità del collo e del revers. Sono dettagli attraverso i quali cerca una continuità tra le diverse parti del capo. La personalità dell’abito prende forma nella lavorazione, nella capacità di dare volume al tessuto e di adattarlo al corpo.
L’obiettivo dichiarato è portare queste sensazioni e questa tecnica «in giro per il mondo». La sartoria di Cinisi diventa così il luogo dal quale sviluppare un linguaggio riconoscibile, maturato attraverso esperienze compiute altrove.
Il passaggio internazionale del Trofeo Arbiter
A dare visibilità a questo percorso è arrivata la selezione per Milano su Misura–Trofeo Arbiter, la cui edizione 2026 si è svolta a Napoli il 16 e 17 ottobre, in collaborazione con Loro Piana. Il tema assegnato ai concorrenti era lo stile in barca e in banchina.
Nel video Maniaci racconta la selezione come un’occasione di confronto con sarti provenienti da tutto il mondo. Un passaggio che porta il lavoro della sua bottega dentro una manifestazione internazionale, dove tecniche, proporzioni e interpretazione del tema diventano terreno di confronto tra tradizioni sartoriali diverse.
Per Maniaci, il progetto è continuare a creare a Cinisi, facendo incontrare la tecnica appresa nelle scuole e nelle sartorie italiane con l’identità del luogo in cui è cresciuto. È da questo incontro che intende far partire i suoi abiti.