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Immobiliare, deposito del prezzo: ecco cosa bisogna sapere secondo i notai



Ad alcuni mesi dall’approvazione del ddl Concorrenza, il deposito del prezzo è ancora oggetto di discussione e anche di confronto tra esperti e studiosi di diritto di Italia e Francia.

Il deposito del prezzo non è obbligatorio ma è facoltà di una o entrambi le parti, acquirente e venditore, di richiederlo. Il fine della disciplina del ‘deposito delle somme’ è quello di garantire al cittadino il buon fine dei suoi impieghi finanziari, o più semplicemente quello dei risparmi di una vita, nell’acquisto di un immobile, e l’assicurazione della libertà di tale acquisto da pregiudizialità pregresse. Un modo di fornire ai contraenti maggiori garanzie. “Scopo dell’incontro è diffondere la legge che è stata introdotta ad agosto nel 2017 sul deposito somme anche in Italia – dice il Notaio Daniela Corsaro, coordinatore scientifico dell’incontro di sabato a Giardini Naxos al quale hanno partecipato oltre cento notai siciliani e del resto d’Italia -. Stiamo tentando di far sì che queste norme vengano recepite e soprattutto assorbite dal consumatore perché tenderanno a dare una grande sicurezza nella circolazione”.

Un tema di grande attualità quel del deposito prezzo, considerato il momento storico, anche dal punto di vista bancario. “I vantaggi per l’acquirente si manifestano nel momento in cui può verificarsi che nel tempo che intercorre tra la trascrizione e la stipula dell’atto intervengano delle formalità pregiudizievoli. In questo caso il deposito del prezzo mette in sicurezza l’investimento dell’acquirente   –  dice il Notaio Daniela Corsaro.

L’incontro si è articolato in quattro tavole rotonde e promosso dai Consigli Notarili di Messina e Catania. Sono intervenuti anche rappresentanti del mondo bancario e accademico italiano.

“Un confronto normativo sul tema della nuova disciplina del deposito delle somme presso il Notaio, tra ordinamenti diversi e nello stesso tempo affini per storia e cultura giuridica, quali la Francia e l’Italia –spiega il Notaio Corsaro – è di massima importanza e non solo per il Notariato, ma per l’intero sistema sociale ed economico, proprio perché la Francia, nel merito della normativa in oggetto, vanta un’esperienza collaudata da quasi un secolo ed è da questo punto di vista il Paese europeo che può testimoniare in modo più completo quanta maggiore sicurezza il traffico economico e giuridico abbia ricevuto e riceva dall’applicazione della normativa”.

“In un sistema come il nostro che già è un sistema eccellente dal punto di vista della sicurezza dei traffici giuridici, queste norme danno un ulteriore spinta alla tranquillità e alla certezza per chi acquista un immobile” – ha detto il Notaio Salvatore Santoro, Presidente del Consiglio notarile di Messina. Il deposito somme non è obbligatorio secondo la legge francese, eppure è utilizzato in tutte le compravendite” – ha detto Christian Pisani, Presidente onorario della Camera dei Notai di Parigi.

Un messaggio ai convenuti è giunto dal Ministro per i rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro “Sono certa che da questi lavori verranno indicazioni utilissime, confermando ancora una volta, il ruolo che i notai italiani sanno svolgere e svolgono per la crescita del Paese”.

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