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Industria, Bivona (Confindustria Siracusa): “Dobbiamo governare il cambiamento e difendere chi il lavoro lo dà”



“E’ finita una lunga stagione di campagne elettorali. Adesso accantoniamo gli slogan, è giunto il momento di occuparsi della questione primaria e reale del nostro territorio: il lavoro. Dobbiamo cambiare passo ma dobbiamo governare il cambiamento. Le fake news vanno combattute perché creano disinformazione e non consentono alle imprese che vogliono investire di operare in un clima sereno. Dobbiamo difendere quello che di buono c’è e chi oggi il lavoro lo dà. L’ industria, il turismo, l’agro-alimentare: la nostra provincia deve puntare su uno sviluppo armonico, sostenibile, inclusivo e dare lavoro ai nostri giovani”. A parlare è il presidente di Confindustria Siracusa, Diego Bivona ed è una parte dell’intervento tenuto nei giorni scorsi all’Assemblea annuale delle aziende associate per gli adempimenti statutari legati all’approvazione del bilancio, ha rilanciato alcuni temi legati alla nostra economia. Quello di Bivona è un richiamo alla classe dirigente, non solo alla politica, sulla base di una considerazione che riguarda soprattutto i giovani meridionali: “I dati elaborati dal nostro Centro Studi parlano chiaro – dice Bivona -: tra il 2008 ed il 2016 la Sicilia ha perso il 13,2% del PIL. Dal 2002 oltre 172.000 giovani tra i 18 e i 34 anni hanno lasciato la Sicilia e tra questi 52.000 erano laureati. Oggi il 74% dei nostri ragazzi del sud decidono di studiare nelle Università del centro-nord d’Italia portando via, secondo Svimez, oltre 3 miliardi di euro l’anno di reddito. La conseguenza, oltre che in termini di perdita finanziaria, è il forte depauperamento del nostro capitale umano: ci stiamo giocando il futuro”.

L’appello è chiaro: “La coesione sociale a cui puntiamo – dice Bivona –  significa cambiare innanzitutto i comportamenti individuali; fare tutti un passo indietro per farne insieme uno avanti: deve tradursi nello sforzo comune di vederci tutti intorno ad un tavolo: Istituzioni, politica, mondo della produzione e mondo sindacale per rilanciare innanzitutto l’area industriale siracusana, ancora foriera di sviluppo nel nostro territorio, fatta da aziende che investono costantemente e vogliono continuare a farlo per migliorare i cicli produttivi e le performances ambientali e di sicurezza sul lavoro. Tutto ciò porterebbe nuovo lavoro alle piccole e medie imprese dell’indotto e ai nostri lavoratori. La nostra provincia ha anche grandi opportunità legate al turismo e all’industria agro-alimentare. Occorre una seria politica turistica che superi il “turismo fai da te” strutturando una “industria dell’ospitalità” che guardi all’offerta turistica complessiva e ai servizi di accoglienza adeguati. Le nostre produzioni agro-alimentari vanno aiutate ad organizzarsi per filiera, rafforzando le produzioni e la commercializzazione, in modo da raggiungere sempre più i mercati internazionali”.

Cosa fare dunque? “Per tutti i settori della nostra economia bisogna incoraggiare ed attrarre nuovi potenziali investitori che vogliono condividere gli investimenti con le amministrazioni del territorio. Occorre sbloccare e realizzare finalmente gli investimenti pubblici giacenti per ridare fiato ai comparti delle costruzioni edili, meccaniche, tecnologiche e di servizi, anche legati all’economia del mare con al primo posto il Porto di Augusta: stare a fianco delle Amministrazioni locali, regionale e nazionale per vedere finalmente il superamento degli intoppi o lungaggini burocratiche, per ridare lavoro alle imprese e alle maestranze, creando anche nuova occupazione.Bisogna attivare quanto più rapidamente la spesa pubblica legata ai fondi comunitari sia per interventi infrastrutturali che per le imprese. Perché sono le imprese il motore dell’economia. In conclusione, auspichiamo che ognuno faccia la propria parte con una regia unica, superando gli egoismi, per puntare alla meta condivisa: lavoro e benessere per la nostra comunità”.

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