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Le Energie della Sicilia, nuovi dottorati per la transizione energetica



Un disegno di legge in arrivo per disciplinare le comunità energetiche rinnovabili, l’efficientamento degli immobili pubblici e privati su cui la Regione ha investito circa 40 milioni di euro, i progetti avviati nelle isole minori come apripista verso la transizione energetica di tutta la Sicilia. Ma anche i nuovi percorsi di studio, in partnership con gli atenei siciliani, per formare figure professionali adeguate a supportare gli enti locali. Infine, il confronto con soggetti pubblici, enti di ricerca, aziende, per definire il Pears, il Piano energetico ambientale della Regione Siciliana, ormai in dirittura d’arrivo, e sfruttare al massimo le risorse del Pnrr e della programmazione 2021-27. 


Questi temi al centro della prima giornata di “Le Energie della Sicilia”, l’evento organizzato dal governo Musumeci nell’ambito delle Giornate dell’Energia 2021, alle Ciminiere di Catania, che si chiuderà venerdì 16 luglio con la presentazione del “Manifesto per l’Idrogeno”. 

Stamattina, la prima tavola rotonda in calendario sul tema “La transizione energetica delle città e nelle isole minori siciliane”, con un focus sulle “comunità energetiche rinnovabili”, moderata dal professore Rosario Lanzafame dell’Università di Catania, che ha visto intervenire alcuni operatori ed esperti di settore, tra cui Sinloc – progetto “European islands facility Nesoi”, Gestore servizi elettrici (Gse), Anci Sicilia, Enea, le università di Palermo e Firenze.

«Abbiamo constatato – ha sottolineato l’assessore all’Energia, Daniela Baglieri – come la tecnologia è già pronta ma occorre organizzare gli aspetti economici, sociali e regolatori, mettendo intorno allo stesso tavolo tutti gli operatori e gli attori interessati affinché si possa dare vita alle comunità energetiche. Su questo punto stiamo lavorando a un disegno di legge, perché la semplificazione va attuata nel massimo del rispetto del principio di legalità, in un settore che coinvolge ingenti risorse economiche pubbliche e private e che devono essere impiegate per massimizzare il ritorno per la collettività».
  

Tre i pilastri della strategia regionale per la transizione energetica, illustrati oggi. Il primo è il Pears, il Piano energetico ambientale della Regione Siciliana. «Questa tre giorni – ha ribadito il direttore generale del Dipartimento regionale dell’Energia, Antonio Martini – è l’occasione per mettere insieme istituzioni, enti scientifici e imprese, ed ascoltare quali sono i bisogni della comunità da includere nel Piano». Il secondo è proprio l’approccio dal basso, realizzato attraverso l’attuazione di una misura connessa al Patto dei sindaci, per dotare le amministrazioni comunali di un energy manager. Sono 378 le amministrazioni comunali coinvolte su 390, il 98% del totale regionale. Sulla necessità di formazione specifica, la docente dell’Università di Palermo, Eleonora Riva Sanseverino, ha annunciato che «con la Regione Siciliana stiamo elaborando dei dottorati di ricerca che consentiranno, assieme alle aziende, di sviluppare dei percorsi di formazione orientati ai bisogni del territorio, a servizio per esempio delle filiere dell’idrogeno e delle tecnologie digitali per l’energia». Terzo pilastro, è il programma di potenziamento delle reti di trasmissione, per puntare con decisione sulle rinnovabili e sostenerne la produzione.
 

La Regione Siciliana presta attenzione anche al processo di decarbonizzazione delle isole minori, oggetto in un apposito programma approvato dal governo Musumeci con la delibera 146 del 15 aprile 2021. L’obiettivo è accelerare verso le “Green Island”, partendo dalla sostituzione dei gruppi diesel che oggi alimentano le centrali di produzione con generatori a biocombustibili. Sul fronte dell’efficientamento energetico e delle comunità energetiche, l’assessorato all’Energia ha posto in atto interventi di riqualificazione energetica degli immobili dell’amministrazione regionale con un investimento di oltre 40 milioni di euro, di cui 10 derivanti da un project financing per gli immobili del dipartimento dei Beni culturali (musei, biblioteche, aree archeologiche). Finanziati, inoltre, oltre un centinaio di interventi in favore delle amministrazioni comunali per la riqualificazione energetica di immobili e delle reti di illuminazione pubblica. Anche nel settore industriale sono stati finanziati di interventi di efficientamento dei processi produttivi. Un progetto è in corso a Favignana, nelle Egadi, e uno a Salina, nelle Eolie, entrambi presentati come esempi di buone prassi. Per Ilaria Bertini dell’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile (Enea), «le comunità energetiche e la rigenerazione urbana costituiscono uno strumento fondamentale per raggiungere gli obiettivi che l’Italia e l’Ue si sono dati. Il problema, più che tecnologico, è di accettabilità e conoscenza da parte dei cittadini. Su questo bisogna lavorare». 


  Infine, nel pomeriggio, è stato promosso un incontro di approfondimento sull’Ecobonus 110% e gli altri strumenti finanziari per l’efficientamento energetico degli immobili. L’energy manager del dipartimento regionale dell’Energia, Roberto Sannasardo, ha guidato il confronto con operatori ed esperti del settore. Domani, giovedì 15 luglio, focus su biocombustibili e idrogeno. 

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