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Liberi professionisti e amministrazioni locali: Sicilia bocciata



Vita non facile per i liberi professionisti siciliani. Ad un campione di 250 lavoratori autonomi e ditte individuali iscritte a www.prontopro.it e residenti in Sicilia è stato chiesto di indicare quale sia la propria opinione e valutazione in merito alle pratiche di amministrazione regionali e locali che influenzano la loro capacità diavviare, gestire e far crescere la propria attività. In Sicilia è emerso un generale atteggiamento negativo soprattutto nei confronti della possibilità di creazione di nuove attività di business.

I professionisti sono stati invitati ad esprimere il proprio parere, indicando attraverso un valore da 1 a 10 il proprio grado di soddisfazione su diverse tematiche (si va dalla semplicità di apertura di nuovi business all’efficienza delle infrastrutture) ed è emerso unpunteggio medio generale basso, pari a 2.72.
“Tutti sanno che l’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di liberi professionisti in Europa. Credo che, per permettere loro di ritrovare la fiducia nelle istituzioni, un percorso obbligato debba essere l’apertura delle amministrazioni locali nei confronti di innovativi percorsi di crescita che passino attraverso una digital-strategy efficace e capace di orientare in maniera definitiva il mondo del lavoro autonomo e professionale – ha dichiarato Marco Ogliengo, amministratore delegato di ProntoPro”.

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Entrando nel merito di tutte le questioni affrontate, il riscontro meno negativo è quello relativo all’ambito del rispetto delle norme in ambito tutela e sicurezza sul lavoro (3.52), seguito dalla percezione di efficienza delle infrastrutture urbane e regionali (3).
A piacere ancora meno ai professionisti siciliani sono invece gli altri ambiti: la percezione di assenza di supporto da parte della regione nella conoscenza dei bandi e delle iniziative europee che aiutano i giovani, le donne e l’imprenditoria in generale (2.42) e le difficoltà riscontrate nel confronto con la pubblica amministrazione (2.61), ma soprattutto la percezione diimpossibilità di creazione di nuove attività di business (2.09).
In generale emerge un atteggiamento piuttosto negativo nei confronti della libera professione: se un conoscente chiedesse loro un consiglio in merito all’avvio di un’attività in proprio in Sicilia, il 47,61% dei rispondenti dichiara che di sicuro lo dissuaderebbe, il 28,57% non saprebbe cosa suggerire e solo il 23,80% lo incoraggerebbe.

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