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Lidl alla sbarra dal primo febbraio: è accusata di frode commerciale



Ragusa – E’ prevista per il primo febbraio la prima udienza del processo contro la Lidl e il gruppo Napoleon scaturito dalla denuncia presentata nel 2012 dall’agricoltore Maurizio Ciaculli, per frode commerciale. La denuncia, che coinvolgeva un soggetto commerciale di rilievo nazionale, ebbe notevole eco sulla stampa. L’avvocato Giuseppe Nicosia, legale di Maurizio Ciaculli,  che ne dà notizia, si è costituito parte civile lo scorso venti gennaio.

“Il primo febbraio – dice l’avvocato – inizierà  un processo che potrebbe rivelarsi di estremo interesse per l’opinione pubblica e, soprattutto, per l’economia agricola perché, se le accuse dovessero risultare fondate, potrebbe rivelarsi il paradigma delle distorsioni della filiera commerciale dell’ortofrutta, più volte lamentate dai produttori e considerate la tenaglia che mortifica i prezzi dei prodotti ortofrutticoli da parte della grande distribuzione; per non parlare delle frodi che possono essere compiute con estrema facilità, sfuggendo ai controlli, invero blandi, sui marchi e sulla tracciabilità dei prodotti in agricoltura. Potrebbe, questo processo, far cadere il velo sul percorso compiuto dai nostri prodotti quando si trovano a dover superare i  troppi passaggi della filiera che va dal produttore al consumatore”.

Ma c’è di più. Secondo l’avvocato, il processo potrebbe anche disvelare azione e interessi della criminalità organizzata nel campo dell’agro pirateria. Infatti, un altro procedimento parallelo, che si celebrerà giorno 17 febbraio, vedrà alla sbarra Giacomo Iannello, esponente della criminalità locale, accusato di minacce, fatte anche per conto di clan della criminalità catanese, per indurre Ciaculli a ritirare le denunce così da non andare a processo.  Insomma, potrebbero emergere grumi di interessi che tendono a sottomettere, con mezzi a volte illeciti, l’intera economia agricola di questa terra a beneficio di pochi gruppi economici.

“Ecco perché riteniamo – dice l’avvocato – che, in questo processo, la vera parte civile, oltre ai diretti interessati, sia l’intero comparto dell’ortofrutta vittoriese, e non solo. Le vittime indirette di questi comportamenti sono i produttori ortofrutticoli, ma anche i consumatori che si trovano ad acquistare merce contraffatta, gli operatori del mercato di vittoria e tutti quelli che subiscono tali concorrenze illecite. Questo è il motivo per cui, cinque anni fa quando si ebbe notizia della denuncia per frode, sia il comune di Vittoria che la Regione siciliana si pronunciarono per la costituzione di parte civile, in un eventuale procedimento a carico degli autori della contraffazione e delle minacce a Ciaculli. Oggi che la procura e la guardia di finanza, che si ringraziano ancora una volta per il loro certosino ed efficace operato, hanno reso possibile disvelare il meccanismo contorto che contribuisce, insieme ad altri fattori, a danneggiare la nostra economia agricola, e si  è realizzato il presupposto del processo, la vittima diretta, Ciaculli, si aspetta di non essere solo nell’accertamento della verità  processuale e che gli annunci di solidarietà in cortei e conferenze stampa si trasformino in atti tangibili e concreti, e che tutti gli enti danneggiati siano presenti a sostenerlo anche in giudizio”.

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