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Per l’ultima volta, il “Treno Bianco” è partito da Palermo diretto a Lourdes, chiudendo una storia lunga oltre 120 anni. Un viaggio lento, fatto di assistenza, condivisione e fatica, che ha accompagnato generazioni di malati e pellegrini trasformandosi in una comunità in movimento. “Chi sale sul treno – Ultimo viaggio”, documentario diretto dal regista palermitano Valerio Filardo, segue questo ultimo percorso restituendo uno sguardo immersivo all’interno del convoglio. Senza voce narrante, il film si costruisce attraverso i suoni del treno, i gesti quotidiani e le storie dei protagonisti, raccontando un microcosmo fatto di cura, fragilità e relazioni umane.
Tra i volti del viaggio: Rosella, volontaria instancabile; Francesco, giovane con distrofia muscolare per cui il treno rappresenta uno spazio di libertà; Francesca, medico attenta e discreta. Attraverso le loro esperienze emerge un racconto corale che mette al centro il valore della solidarietà concreta e del tempo dedicato agli altri. Il documentario si inserisce anche in una riflessione più ampia: la progressiva crisi del volontariato e il cambiamento di una società sempre più distante da esperienze di contatto diretto con la fragilità. Il viaggio finale diventa così simbolo di un passaggio, tra memoria e trasformazione.
“Chi sale sul treno entra nel cuore pulsante di un’esperienza unica – racconta il regista Valerio Filardo – seguendo il respiro del treno e delle persone che lo vivono. La cinepresa diventa parte della comunità, catturando la poesia dei silenzi e dei gesti”. Il film ha ricevuto la menzione speciale al Festival de Cine Italiano de Madrid 2025 per la capacità di raccontare una realtà sociale oltre la dimensione religiosa, trasformandola in una metafora universale di empatia e relazione. “Questo film vuole raccontare il significativo incontro tra la dimensione del viaggiare in treno e la pratica del pellegrinaggio – prosegue il regista – Se la prima, per sua natura lenta e contemplativa, è in grado di rimettere il passeggero alla sua dimensione umana e sociale, l’incontro con il fenomeno del pellegrinaggio assurge l’intero fenomeno a un rito collettivo carico di significati più profondi di quel che l’apparenza dice”.
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