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Mafia: su Amazon il libro “Il mutamento” che si interroga sui cambiamenti di Cosa nostra



Cosa resta del metodo Falcone? Che fine hanno fatto le grandi inchieste sulla mafia economica? Ovviamente è difficile dare una risposta. A venticinque anni dall’assassinio del grande magistrato è più semplice ragionare su quanto è stato fatto in questi anni e su quali sono i limiti di definizioni di Cosa nostra a volte troppo affrettate.  L’ebook  Il Mutamento: Le mafie hanno davvero cambiato pelle?, scritto dal giornalista Nino Amadore e disponibile su Amazon prova a fare un ragionamento su una serie di questioni aperte e prova a dare piccole risposte con le voci di chi ogni giorno si confronta con questi problemi: investigatori, magistrati, studiosi del diritto. C’è ovviamente una chiave di lettura precisa: la mafia ha cambiato pelle ma non abbiamo tutti gli strumenti per comprendere quale sia il nuovo vestito di Cosa nostra.  Perché? Il mutamento, se c’è stato, delle mafie per quel che se ne può sapere si inserisce nella tradizione delle mafie di adeguarsi al business del momento, grazie alle famose alleanze nell’ombra di cui ha abbondantemente parlato il sociologo Rocco Sciarrone. E dunque? Si è parlato tanto dell’eredità di Giovanni Falcone, delle sue inchieste, dell’approccio che il grande magistrato ucciso a a Capaci aveva.  Ma ci si è dimenticati della concretezza. I teorici della grande mafia universale raccontano di una mafia finanziaria e mercatista, come fosse il grande Moloch.

E forse, in un nuovo approccio diciamo così culturale che i boss hanno assunto negli ultimi anni,  persino  il 416 bis, l’articolo del codice penale che tanti frutti ha dato, rischia di rivelarsi inadeguato. Si prenda l’inchiesta su Mafia capitale o altre inchieste nel Nord del Paese. Il punto è quello della riserva di violenza, la minaccia incombente ma spesso la mafia la si ritrova a valle dei reati spia: bancarotte, miserabili fatti di corruzione o importanti giri di mazzette, reti tra professionisti di varia natura dedite ad affari apparentemente leciti. E poi c’è la mondializzazione, un vorticoso giro di denaro coperto da forme varie, da strumenti finanziari con azioni al portatore che non ci consentono di capire chi sta dietro certi strani fondi di investimento che si affacciano nel nostro paese per fare affari.  Esempio ne esistono parecchi e forse tra qualche anno la verità giudiziaria ci consentirà di scrivere quello che c’è da scrivere. Se i magistrati inquirenti hanno spesso (frequentemente?) delegato ai loro colleghi delle misure di prevenzione la scoperta di questi affari, i grandi cronisti ormai sfarfallano in commenti pindarici. A che punto siamo?  E’ questa la questione. La mafia è sbarcata in Borsa, disse Falcone, ma da allora non siamo riusciti ad arrivare a un dato certo. Per arrivare a capire se, nella parte della nostra economia malata, c’è stata e continua a esserci un’infiltrazione profonda servono nuovi strumenti legislativi, che diano rilevanza a reati altrimenti derubricati a piccoli imbrogli di mediocri cialtroni.Ma alla prova dei fatti vediamo che grandi inchieste sul tema ve ne sono veramente poche.

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