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Regione siciliana, Musumeci all’Ansa: “Ecco la Sicilia che verrà”



Il varo di Bilancio e Finanziaria in tempi rapidi, evitando una ulteriore proroga dell’esercizio provvisorio; la necessità di trovare nuove risorse sfruttando i fondi integrativi; una politica che guardi al futuro, puntando sulla realizzazione di una rete infrastrutturale in grado di proiettare la Sicilia verso l’Europa senza dimenticare il suo ruolo di cerniera con i Paesi del Mediterraneo; stop alle polemiche e pensare a lavorare per il bene dei siciliani. E’ questo, in sintesi, il programma esposto dal presidente della Regione Nello Musumeci nel corso di un Forum che si è tenuto questa sera all’ANSA, subito dopo l’incontro con la stampa estera sul tema “La Sicilia che sarà”.

Musumeci ha detto che la sua giunta dopo avere varato ieri sera il Bilancio affronterà stasera la Finanziaria. “Subito dopo i documenti contabili saranno trasmessi all’Ars per l’esame in Commissione e in aula. Il mio auspicio – ha sottolineato – è che vengano approvati entro il 31 marzo; mi auguro che non ci siano ostruzionismi e che prevalga il senso di responsabilità”. Il Governatore ha spiegato che sarà un bilancio “asciutto, essenziale” ed ha rimarcato che la legge di Stabilità non sarà trasformata, come avvenuto spesso in passato, in un provvedimento omnibus. Le linee guida saranno quelle di rivolgere particolare attenzione “alle giovani coppie, agli indigenti, al mondo del lavoro” e di sfruttare i fondi europei e quelli del Patto per il Sud “per il miglioramento della rete infrastrutturale dell’isola, come ferrovie e viabilità”. “Abbiamo miliardi nel cassetto – ha rimarcato – ma non possiamo investirli perchè non ci sono progetti, rischiamo di restituire all’Europa il denaro che è stato messo a disposizione, perchè non c’è stata qualità nei progetti”. Riferendosi poi all’attuale situazione all’Ars, Musumeci ha osservato: “So di non avere una maggioranza in Parlamento, so di dovere affrontare mille insidie, ma nella mia vita privata sono stato abituato ad affrontare e superare le difficoltà”. Ed ha aggiunto: “Io voglio essere un presidente di transizione, un presidente che semina. Il mio auspicio è quello di lasciare una Regione con le ‘carte in regole’ come diceva Piersanti Mattarella, una regione ‘normale’, avviando finalmente la stagione delle riforme”.

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Per quanto riguarda il modello di sviluppo che il suo governo intende perseguire, Musumeci ha detto di volere puntare in particolare su “turismo, beni culturali e agricoltura di qualità” ed ha parlato della necessità di una “riconversione” dei poli industriali di Milazzo, Siracusa e Gela attraverso una confronto con Confindustria e i petrolieri. “Le regole – ha sottolineato – le deve stabilire la politica, non più i potentati”. Il Governatore ha parlato anche dell’ipotesi di una defiscalizzazione del prezzo della benzina. Riguardo al risultato delle ultime Politiche e al successo elettorale del M5s in Sicilia, Musumeci ha osservato: “quello che più mi preoccupa è la scomparsa del tema del Mezzogiorno sia dell’agenda del centrodestra sia da quella del centrosinistra ed anche i cinquestelle non ne hanno parlato malgrado i voti raccolti al Sud”. Infine, riguardo alle dimissioni di Sgarbi da assessore regionale ai Beni Culturali e alle accuse rivolte nei suoi confronti dal critico, Musumeci ha tagliato corto: “Con Sgarbi non intendo polemizzare, per quanto riguarda la cultura, è una delle priorità del mio governo”.

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