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Palermo, nasce l’associazione di commercianti e mercanti di Ballarò

Dopo un anno dalla nascita dell’assemblea di quartiere Sos Ballarò, si è costituita giovedì scorso (29 settembre) a Palermo la prima associazione di commercianti e mercanti di Ballarò. L’associazione nasce con l’intento di ottenere il riconoscimento di mercato storico per Ballarò e per avviare un processo si regolarizzazione e rilancio del mercato stesso fortemente necessario viste le prossime iniziative portate avanti dall’amministrazione comunale come le Ztl e le pedonalizzazioni che penalizzeranno ulteriormente il mercato stesso già fortemente in crisi per la nascita di numerosi centri commerciali in città. E’ uno strumento attraverso il quale i commercianti direttamente si interessino dei problemi del mercato storico, mercato che dal 1200 è conosciuto in tutto il mondo ed è il simbolo della città stessa. L’associazione si chiama “Mercato storico di Ballarò” è stata costituita da circa quaranta mercanti e commercianti e il presidente è Giacomo Terranova della storica azienda di caramelle Terranova che si trova proprio nel quartiere Albergheria.

“La finalità è quella di rivalutare il quartiere che per anni è stato trascurato – Spiega Giacomo Terranova – promuovere il territorio, tutelare le attività imprenditoriali e artigianali e migliorare la vivibilità, questo è il punto di partenza, poi cose da fare ce ne saranno tante, daremo priorità alla pulizia perché la sporcizia porta degrado, per questo stiamo cercando di avviare la raccolta differenziata dentro il mercato. Il primo punto è certamente la vivibilità, per riportare la gente a vivere nel quartiere e anche a fare la spesa al mercato”.
“Bisognerà anche regolarizzare tutte quelle attività che non lo sono, – aggiunge Terranova – molti vedono nelle regole il nemico, invece il nostro compito è anche quello di far avvicinare i mercatari alle istituzioni, proveremo ad informarli anche perché spesso non sanno come muoversi perché sono disinformati. Organizzeremo anche convegni per stimolare il turismo. Infine penso che non dobbiamo avere paura della grande distribuzione perché noi possiamo puntare su altro. La mia famiglia da cinque generazioni sta in questo quartiere al quale io sono molto legato e ci tengo a migliorare le sorti del mercato e del quartiere”.

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