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Da Palermo a Seul la rivoluzione video di Mosaicoon



Palermo – La pubblicità come sorprendente forma di mecenatismo. Seul paradigma di una sfida con cui misurarsi continuamente. Il buon vecchio Carosello segno di un’eccellenza di settore che dà indicazioni ancora oggi. E il filo rosso di una creatività condivisa intesa come un campo dove c’è spazio per tutti, in cui schierare talento, qualità, visione e risultati. Mosaicoon plana sul suo settimo anno di vita e il suo fondatore Ugo Parodi Giusino, 35 anni, oggi è concentrato a compiere quella che chiama “rivoluzione”, che si staglia – è utile e quasi epico ricordarlo – su un orizzonte aperto anni fa con in tasca appena 10mila euro, in un seminterrato di due stanze dove ha fondato la sua prima società. Per il palermitano laureato al Dams di Bologna, video maker e specializzato in video-arte a Barcellona, in principio fu produzione video, quindi distribuzione. Poi le soluzioni tecnologiche che nel 2010 diedero forma a Mosaicoon e dopo sei anni di ricerca e sviluppo il lancio della piattaforma che realizza il suo “sogno iniziale” e “rivoluziona l’approccio”, elaborando nel quartier generale davanti al mare di Isola delle Femmine, uno strumento che, grazie al modello di Sharing Entertainment, importa la Sharing Economy all’ambito della creatività video. E’ il presente, ma anche il futuro.

LA RIVOLUZIONE CREATIVA
Spiega Parodi in un’intervista all’AGI: “E’ la prima volta che l’azienda mette la faccia su una soluzione tecnologica totalmente sua, che pensiamo corrisponda esattamente a tutto quello che è Mosaicoon”. L’azienda consente ai brand di pianificare rapidamente strategie di comunicazione video di lungo periodo innovative. Alle nuove esigenze di comunicazione, insomma, afferma Parodi, “rispondiamo con una scommessa vincente: portare i brand ad esprimersi al 100%, offrendo loro tutti i video essenziali per intercettare i propri pubblici e nutrire il proprio fabbisogno di comunicazione quotidiano”. Lui la spiega anche così: “Abbiamo fatto una cosa tanto semplice, quanto unica sul mercato: avere invertito il processo tradizionale che rende difficilissimo per una grande azienda fare centinaia di video efficaci in poco tempo. Nella nostra piattaforma i creativi di tutto il mondo propongono progetti video già finiti, noi li categorizziamo con parole chiave e caratteristiche; grazie a un sistema intelligente forniamo un risultato a dei brand che stanno cercando video che parlano ad esempio di bambini, famiglie, avventura o un mix di famiglia ambiente e tecnologia. Più andiamo avanti, più questo sistema e questi dati vengono elaborati, diventano più sofisticati e capaci di rispondere a istanze e progetti più esigenti. Noi diamo un grande supporto per usare la tecnologia, ma una dei nostri focus è renderla totalmente accessibile all’esterno”.

TECNOLOGIA E TALENTI CONDIVISI. VIVA IL CAROSELLO
Quello che succede qui, in definitiva, “è che mettiamo in relazione grossi brand che hanno bisogno di tanti contenuti video che con il modello tradizionale non riuscirebbero a produrre con rapidità, con i talenti di tutto il mondo che producono campagne video”. E’ un fatto che i marchi devono affrontare una nuova sfida: “Basare la propria strategia di comunicazione e storytelling sui contenuti video, per riuscire a coinvolgere i pubblici in modo più profondo ed efficace”. Il video, infatti, non è più soltanto un “formato pubblicitario”, ma rappresenta il nuovo linguaggio dell’universo digital, sia per le persone sia per le aziende. “Con Mosaicoon, brand e agenzie possono accedere ad un universo di contenuti video originali e di alta qualità – proposti dai migliori creator del mondo – e costruire in modo facile e veloce video strategy di lungo periodo”. Lo strumento è questa piattaforma innovativa e sorprenderà che Parodi vi accosti in un certo senso il Carosello, “un’eccellenza unica al mondo nata in Italia, che noi con la tecnologia cerchiamo di riproporre”. Un esempio di “pubblicità che funziona perché mette davanti a tutto un contenuto interessante; solo alla fine il brand si manifesta”.

IL PARADIGMA SEUL E L’ITALIA OBSOLETA
Una delle sfide più importanti per l’azienda che ha anche una sede a Seul, come a Singapore e New Delhi, è stato investire “nel Paese più innovativo del mondo, che è la Corea”. Singapore è al sesto posto, l’Italia è al 24esimo. “E stata una scelta strategica e ponderata – spiega – per testarci con un mercato più evoluto ed evitare di fare un prodotto obsoleto e pensato per un contesto meno sviluppato. Ed è una soddisfazione vedere che Mosaicoon è percepita come assolutamente innovativa in Asia. La Corea è molto esigente, chiede tutto, subito e che sia tutto funzionante. E noi abbiamo dovuto rispondere a questo problema specifico: avere contenuti di qualità, giusti e in poco tempo. I primi segnali che stiamo ricevendo dal lancio sono molto positivi, anche qui in Italia che è un paese vecchio, che si lamenta, dove i capitali sono fermi, dove ci si attarda sui fasti del passato piuttosto che interpretare quello che sta accadendo, chiedendosi che ruolo abbia in un mondo che va a questa velocità. Una fotografia spietata? Certamente, ma non direttamente collegata al talento che c’è in Italia e in Sicilia, al potenziale, all’intelligenza, alla passione, alla cultura; però oggi siamo proprio fuori dal mondo che conta”.

OLTRE LA SICILIA E RITORNO
Dà soddisfazione verificare, aggiunge Parodi, “come dai brand piu’ innovativi, da alcuni dei più grossi responsabili di acquisti internazionali, Mosaicoon venga percepita come affidabile e innovativa e questo modello ha il compito di stare al passo coi tempi e di fare investimenti”. Restando in Sicilia? “Noi siamo molto radicati qui, ma è chiaro che questo non deve mai diventare un vezzo. Devo ogni giorno innovare proprio perché il nostro prodotto ci dà una responsabilità: andare a Seul , una delle città con più video e innovazione al mondo e avere feedback incoraggianti sul prodotto che ci siamo inventati qua, ci dà responsabilità precise, anche quella di chiederci ogni giorno se questo è il posto giusto per crescere e cosa serve per rimanere qua, per stare al passo coi tempi”. Ecco, cosa serve per rimanere qui? “Il 50 per cento è responsabilità del sistema, la restante parte delle persone. Accade invece che spesso si dia il 99 per cento del peso al sistema. Io per primo mi prendo il 50 per cento delle responsabilità e vorrei condividerlo con tutti, con il nostro team, i clienti, il mercato. Poi certo, c’è un sistema che deve funzionare meglio, deve attirare i capitali, agire sulla fiscalità, gestire in maniera diversa; scontiamo politiche fallimentari, soprattutto sul fronte del lavoro. E si vede. Per noi l’obiettivo è essere i migliori”.

MECENATI PER UN NUOVO RINASCIMENTO

I riconoscimenti, in fondo, confermano la bontà di questo approccio, compreso il recentissimo ingresso nel network di Elite, il programma internazionale di Borsa Italiana: per il Ceo “un importante input per Mosaicoon, che arriva in un anno denso di segnali di crescita per l’azienda quali il round di investimento chiuso a maggio, l’apertura di tre nuove Sedi nel mercato Apac ed il Premio Demattè come Miglior Private Equity of the Year ottenuto lo scorso mese”. Ora che è stata lanciata la piattaforma, “che abbiamo raccontato al mercato questo progetto, la sfida e’ farla crescere. E noi vogliamo cercare di dare questo strumento ai professionisti, ai creativi e alle aziende, seguendo una direzione molto moderna che dà  valore al talento, alle persone e alla loro voglia di produrre creatività. E’ la missione più bella, è la missione dell’azienda, il futuro del mondo è legato allo smart working. In fondo la pubblicità per noi è finanziare la creatività, una forma di mecenatismo, di rinascimento collettivo dove c’è spazio per tutti”.
(AGI- Giuseppe Marinaro)

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