Palermo, turismo: sottoscritto accordo con Airbnb su riscossione imposta soggiorno

airbnb Palermo

Il Comune di Palermo e Airbnb hanno sottoscritto l’accordo per rendere automatica la riscossione dell’imposta di soggiorno per i turisti che alloggiano nel capoluogo siciliano prenotando attraverso la piattaforma. La notizia è stata data oggi a Palermo dal Sindaco Leoluca Orlando e da Alessandro Tommasi, Public Policy Manager di Airbnb, intervenendo a Palazzo delle Aquile ad un convegno organizzato da CNA Turismo e Commercio Sicilia sul turismo esperienziale. Palermo si aggiunge così a Genova, Bologna e Firenze che nei mesi scorsi avevano raggiunto l’intesa con il Portale, divenendo così la più grande città d’arte italiana ad avere raggiunto l’intesa e la prima in tutto il Sud Italia.

 

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L’accordo rappresenta una svolta nella semplificazione del pagamento e della riscossione dell’imposta di soggiorno, contribuendo al contempo ad azzerare completamente il rischio dell’evasione dell’imposta. In base alle stime del Comune, è previsto che l’ulteriore gettito annuale derivante dall’accordo sia di 700 mila euro. Leoluca Orlando, Sindaco di Palermo , ha dichiarato: “ Si tratta di un accordo frutto di un lungo lavoro di confronto e dialogo con Airbnb ed anche con gli operatori del settore e che permetterà, da un lato, di dare maggiore regolamentazione ad un settore, quello turistico, in continua espansione e che genera sempre più economia nella nostra città e, dall’altro, permetterà di aumentare le entrate, trasformando ancora di più i flussi turistici in opportunità di sviluppo, crescita e investimenti per tutta la nostra comunità. Un fatto questo ancora più importante nell’anno in cui Palermo è Capitale della Cultura ed accoglierà centinaia di eventi molti dei quali attrattori di nuovi turisti ”.
Per Alessandro Tommasi, Public Policy Manager di Airbnb Italia, l’accordo “ è il risultato di un percorso di confronto e di dialogo con l’amministrazione locale, che dobbiamo ringraziare. E’ parte del nostro impegno nei confronti della Sicilia, un territorio per noi speciale, e al cui sviluppo turistico ed economico vogliamo contribuire con soluzioni digitali che la rendano fruibile in maniera semplice da tutto il mondo. Oggi parliamo dell’imposta di soggiorno per Palermo, ma penso anche a soluzioni innovative come il portale dei Borghi che abbiamo presentato con ANCI e MiBACT pochi mesi fa ”.

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Come funziona
Palermo si unisce al club delle oltre 340 amministrazioni nel mondo in cui Airbnb gestisce in maniera semplificata il versamento delle imposte e ha già raccolto oltre 510 milioni di dollari. Dal 1 aprile 2018, sarà Airbnb a riscuotere, già al momento della prenotazione, l’imposta di soggiorno dovuta dagli host e a versarla al Comune di Palermo. In pratica, l’accordo prevede che i prezzi degli alloggi reperibili su Airbnb siano già comprensivi dell’imposta di soggiorno, (1,5 euro a persona per un massimo di 4 notti) e che questa venga versata direttamente alle casse comunali con cadenza trimestrale.

Airbnb a Palermo

Il capoluogo siciliano, nominato Capitale Italiana della Cultura 2018, e che ospiterà grandi eventi come la mostra Manifesta, esercita un appeal sempre maggiore sui viaggiatori. Proprio qui, di recente, la community di Airbnb ha deciso di fondare un ‘ Home Sharing Club ’ per far sentire voce agli host in città, creare un dialogo diretto il Comune e promuovere la cultura dell’ospitalità. Sono 4.900 gli annunci di Airbnb a Palermo (+24% rispetto all’anno precedente). Negli ultimi mesi hanno ospitato 107.000 ospiti, con una crescita del 34% e una durata media del soggiorno di 3,6 notti. Sempre nell’ultimo anno, l’host tipico palermitano ha condiviso la propria casa per 35 notti, con un ricavo di circa 2.000 euro.

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Le critiche di Aigo Confesercenti

Aigo Confesercenti esprime dubbi sull’accordo tra Comune di Palermo ed Airbnb per la riscossione automatica dell’imposta di soggiorno che, come annunciato, verrà siglato domani. Per il presidente nazionale Aigo, Agostino Ingenito, sono tante le incertezze di questo accordo: «A partire dal fatto che AirBnb non è l’unica piattaforma di affitti brevi esistenti, con molte strutture che non sono presenti su questo portale. Inoltre, non capiamo come Airbnb possa rifiutarsi di fare da sostituto di imposta per la cedolare secca e, al contrario, accettare di incassare la tassa di soggiorno. E poi ancora: queste strutture sono tutte in regola? E come verranno trasferite queste somme al Comune? Ci sono tanti dubbi e troppe incongruenze».

«L’accordo – sottolinea Daniela Giardina, presidente regionale di Aigo – è un passo avanti per censire le strutture presenti a Palermo sfruttando proprio AirBnb. Il secondo passo sarebbe quello di chiedere a queste strutture di mettersi in regola con la normativa nazionale e regionale. Ad esempio, quante strutture sono registrate sul portale alloggiati della Polizia? Molti ignorano quest’obbligo».

«Ci sono aspetti positivi in questo accordo – afferma Gerino Sanfilippo, presidente provinciale Aigo – come ad esempio l’emersione del sommerso per quanto riguarda la tassa di soggiorno e contemporaneamente che il Comune possa rimpinguare le proprie casse. Però, è arrivato anche il tempo di vessare un po’ meno le strutture ricettive come i b&b che pagano costi elevati per la Tari essendo equiparati, dal regolamento comunale, ad hotel senza ristorante. Quindi è auspicabile rivedere questo regolamento e in generale è necessario alleggerire il carico fiscale sulle strutture ricettive: il rischio altrimenti è di ottenere il risultato opposto, cioè che molti decidano di lavorare in nero perché non riescono a sopravvivere. Aigo Confesercenti è disponibile a istituire un tavolo tecnico fra i rappresentanti degli operatori dell’ospitalità con l’amministrazione per trovare un accordo per la revisione del regolamento».

 

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