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Una casa capace di riconoscere possibili situazioni di rischio, accendere luci guida per facilitare gli spostamenti e ridurre rumori e stimoli che possono provocare agitazione. È la proposta di Nikestea 5.0, il progetto proveniente da Lucca che ha vinto la seconda edizione del Premio Dusmet, promosso dalla Fondazione Giuseppe Benedetto Dusmet e dedicato quest’anno al rapporto tra scienze della vita e intelligenza artificiale.
La premiazione si è svolta il 28 ottobre alle Ciminiere di Catania, nell’ambito di Expomedicina. Dodici i progetti presentati, espressione del mondo della ricerca, delle imprese, delle organizzazioni sanitarie e del Terzo settore. La selezione ha preso in considerazione, insieme al contenuto tecnologico, l’impatto atteso sulla salute e sulla qualità della vita, la sostenibilità, la replicabilità e l’utilizzo responsabile dell’IA.
Nikestea 5.0, la casa come supporto alla cura
Ideato da Diego Bonvicini e Antonella Nieddu, Nikestea 5.0 nasce dall’esperienza clinica maturata accanto ai caregiver e punta ad alleggerire il carico pratico ed emotivo di chi assiste persone fragili.
Il progetto si ispira all’«empatia ambientale»: sensori indossabili e domestici, collegati a un sistema di intelligenza artificiale predittiva, permettono di individuare possibili segnali di rischio e adattare l’ambiente alle necessità della persona assistita. L’obiettivo è favorire autonomia, sicurezza e benessere all’interno dell’abitazione.
A stabilire quali interventi possano essere attivati automaticamente resta il caregiver. La tecnologia viene quindi inserita in un percorso nel quale la persona mantiene il controllo sulle azioni consentite al sistema.
«Il Premio Dusmet conferma che l’innovazione ha valore quando migliora la vita delle persone, soprattutto delle più fragili. Le tecnologie, anche le più avanzate, devono rimanere strumenti al servizio dell’uomo, senza mai sostituirne il giudizio e la responsabilità. È questo il senso dell’algoretica e dell’impegno della nostra Fondazione: promuovere un progresso che non lasci indietro nessuno», afferma il presidente Vittorio Rizzone.
Dalle agende inclusive al portapillole intelligente
Le menzioni speciali hanno valorizzato applicazioni rivolte a diversi bisogni dell’assistenza e dell’organizzazione sanitaria.
Per l’impatto sociale è stata premiata Taiù – Agenda inclusiva digitale, applicazione che aiuta persone con autismo, Adhd e disabilità cognitive a organizzare le attività quotidiane e sviluppare autonomia.
Il riconoscimento per l’innovazione nel metodo è stato assegnato ex aequo ad ALMA – Single Point of Access, che utilizza l’intelligenza artificiale per orientare cittadini e famiglie verso i servizi sanitari disponibili, e a Selfmotion, dedicato al supporto della riabilitazione.
Per l’uso etico dell’intelligenza artificiale è stata premiata MedicinApp, piattaforma che aiuta i medici a raccogliere e organizzare le informazioni cliniche, con l’obiettivo di lasciare più tempo alla relazione con il paziente.
La menzione per sostenibilità e replicabilità è andata a PAMO, un portapillole intelligente che ricorda le terapie, segnala eventuali dimenticanze e controlla le condizioni di conservazione dei farmaci. Per partecipazione e inclusività è stata riconosciuta Reid Life Community di Aicologic Srls.
I progetti del CNR e dell’Asp di Siracusa
Riconoscimenti fuori concorso sono stati attribuiti al CNR di Catania, per un progetto che studia l’impiego dell’intelligenza artificiale nell’individuazione di possibili segni di abuso sui minori attraverso l’analisi delle immagini diagnostiche, e all’Asp di Siracusa, che ha presentato due applicazioni.
A.I.D.A. supporta i medici nella preparazione delle lettere di dimissione, mentre A.L.I.C.E. facilita l’analisi dei dati clinici per la scelta degli antibiotici in terapia intensiva.
Il riconoscimento «Promessa dell’innovazione sociale» è stato assegnato a Simulare per formare. Premiati anche la Fondazione Marea, per il modello di filantropia comunitaria e partecipazione, e l’Asp di Messina, per un’esperienza di collaborazione professionale orientata al miglioramento della salute e della qualità della vita dei cittadini.
Ricerca, imprese e responsabilità nell’uso dell’IA
La presentazione dei progetti è stata accompagnata dal confronto sulle condizioni necessarie per portare l’intelligenza artificiale nella ricerca, nella diagnostica e nei servizi sanitari, tutelando la dignità della persona e la responsabilità delle decisioni.
Il panel «Intelligenza artificiale e Life Science: tra etica, impatto e prospettive future», moderato da Nino Amadore, ha riunito don Andrea Ciucci, cancelliere della Pontificia Accademia per la Vita; Gianna Martinengo, fondatrice e presidente di Women&Tech ETS; Giacomo Cuttone dell’Istituto nazionale di fisica nucleare; Daniele Mondello di Olomedia; Stefano Alessandro Cerri, professore emerito di Informatica; e Giovanni Gallo, professore ordinario di Informatica dell’Università di Catania.
Il Premio collega così la selezione delle soluzioni tecnologiche alla collaborazione tra ricerca, sanità, imprese e Terzo settore. Il percorso proposto dalla Fondazione guarda alla possibilità di rendere le applicazioni sostenibili e replicabili, affinché i benefici dell’innovazione possano raggiungere anche le persone e le comunità con maggiori difficoltà di accesso alle cure.