Regione siciliana, Dipasquale: “Ecco la vera situazione dei conti”



[sam_pro id=1_2 codes=”true”]”Dalla conferenza stampa del Presidente Musumeci e dell’Assessore all’Economia Armao emergono tutte informazioni vere e d’altronde non poteva essere diversamente vista la presenza del Ragioniere Generale, che lo ricordiamo è, ad oggi, lo stesso della parte finale del Governo Crocetta”. A parlare è Nello Dipasquale, deputato regionale del partito democratico che interviene sul tema dei conti della Regione siciliana e soprattutto prova a spiegare punto per punto una serie di questioni. Almeno dal suo punto di vista: “La Finanziaria presentata in Giunta non era incompleta. Semplicemente si basava sulla ratifica di accordi con il Governo Nazionale già ben avviati che prevedevano maggiori entrate ed evitavano sanzioni. Ma il Governo Musumeci non ha finalizzato la gran parte di questi accordi. Ora si trova in difficoltà a reperire le coperture per le emergenze o per le promesse fatte in campagna elettorale e cerca, alzando il polverone, di nascondere la verità”. “Il problema  – dice Di pasquale – è che tali informazioni non vengono spiegate, contestualizzate e, talvolta, sono colpevolmente incomplete. D’altra parte non servivano 15 esperti per scovare informazioni per la gran parte già presenti nel Rendiconto 2016, parificato dalla Corte dei Conti e approvato dall’ARS. Vediamo allora le informazioni fornite e cerchiamo di contestualizzarle e completarle”

Disavanzo

“Il valore del disavanzo – dice Dipasquale – è già indicato nel Rendiconto 2016, non è una novità, non è una notizia e non servivano 15 esperti. Ma da dove proviene? Deriva dall’operazione di cancellazione dei residui attivi non più esigibili, ossia di quei crediti generati dai governi antecedenti al Governo Crocetta che avevano bassissime o nessuna possibilità di essere riscossi (stiamo parlando, ad esempio, delle finte valorizzazioni immobiliari del Governo Lombardo). È una operazione obbligatoriamente richiesta dal dl 118/2013, auspicata da tantissimi anni dalla Corte dei Conti e coraggiosamente effettuata dal Governo Crocetta in totale allineamento con la Ragioneria Generale dello Stato e che ha ricevuto il plauso della Corte dei Conti, già nel giudizio di parifica del Rendiconto 2015. Tale operazione, come previsto dal dl 118/2013, viene ammortizzata in 30 anni ed è stata completamente coperta nel Bilancio di Previsione per ciascun anno di competenza. Non è quindi un buco, ma un’operazione di trasparenza nei bilanci, che sana i disastri compiuti nei governi precedenti al Governo Crocetta. La verità è, invece, che il Risultato di competenza per i fondi regionali (che alla fine è il vero indicatore della capacità di gestione di un Governo) è stato positivo per il 2015 e il 2016, dopo decenni di risultati sempre negativi.  Se questa è una notizia, è un’ottima notizia”.

 

Indebitamento

Per il deputato del Pd, “il valore dell’indebitamento è corretto e già presente nel Rendiconto 2016. È lo stesso valore ereditato dal Governo Lombardo. Il Governo Crocetta, in adempimento alle disposizioni comunitarie e nazionali (dl 35/2013), al pari di tutte le altre Regioni italiane, ha solo ristrutturato 2 miliardi circa di debiti commerciali a breve termine in debiti a lungo termine, consentendo di pagare 2 miliardi ai fornitori (e salvando così numerose aziende private) e di risparmiare 20 milioni di euro/anno di interessi passivi. Il peso del debito per la Regione è basso (si leggano i giudizi delle Agenzie di rating) considerando il valore delle sue entrate. Ho già usato una metafora per spiegare la questione dicendo che equivale alla situazione di una persona che guadagna diecimila euro netti al mese e ne paga 500 di mutuo. Non mi pare una situazione disastrosa. Considerando che la Regione ha 13 miliardi di entrate anno e paga circa 600 milioni di rate di mutuo, la situazione è la stessa. Assolutamente sotto controllo. Nessun default all’orizzonte. Quindi nessun bisogno di esperti e, ancora una volta, una buona notizia: il debito non è aumentato, è basso, sotto controllo e gli interessi passivi sono diminuiti”.

 

Minori entrate

Anche su questo punto Dipasquale dà una versione un po’ diversa rispetto a quella data dal governo regionale: “60 milioni in meno su IRPEF rispetto alle previsioni 2017. È vero – dice – . Nelle previsioni erano state stimate tra le entrate IRPEF, le maggiori riscossioni dovute alla rottamazione delle cartelle esattoriali. Il valore a consuntivo è di circa 90 milioni, quindi 30 milioni in più. Tale valore, però, è stato contabilizzato su un altro capitolo (conto residui e non conto competenza). Quindi è vero che sul conto competenza mancano 60 milioni, ma sul conto residui ce ne sono  90 in più. Il saldo IRPEF è quindi 30 milioni in più. Ancora una volta una buona notizia. Le altre minori entrate dipendono principalmente dal ritardo con cui è stato ratificato in Consiglio dei ministri l’accordo IVA. Gli effetti positivi verranno contabilizzati nel 2018 e saranno maggiori di quelli previsti nel 2017. Quindi solo uno spostamento temporale ma con effetti benefici maggiori di quelli previsti. Nel 2018 inoltre ci sarà un doppio effetto positivo: il recupero del 2017 più gli effetti a regime del 2018. Ancora una volta una buona notizia”.

 

Debiti fuori bilancio

“Sicuramente – dice il deputato ragusano – ce ne sono ancora e ancora ne emergeranno. Il Governo Crocetta tra il 2015 e il 2016 ha iscritto e coperto circa 450 milioni di debiti fuori bilancio che venivano dal passato, in alcuni casi da fine anni 90. Abbiamo coperto, senza piangere, quelli che abbiamo trovato e che non avevamo fatto. Il Governo Musumeci continui in questa direzione. 120 milioni di debiti sono decisamente meno di 450…beati voi”.

Accordi con lo Stato

Dice Dipasquale: “Sono personalmente orgoglioso di avere portato tra i 2,5 miliardi e i 3 miliardi di euro l’anno di benefici al Bilancio della Regione Siciliana” Ed ecco il dettaglio diffuso da Dipasquale:

●      Accordo IRPEF 1,4 miliardi di maggiori entrate, 285 milioni di split payment sull’IVA (che nessuno ha intenzione di revocare; è sufficiente sapere leggere la legge), 600 milioni in meno di regolazioni contabili (oneri a carico del Bilancio regionale);

●      Accordo IVA 120 milioni in più di entrate (70 milioni destinati alle province, 50 milioni di sblocco di flussi collegati) e 2-300 milioni in meno di regolazioni contabili.

Avevamo inoltre concordato un terzo accordo sull’imposta di bollo sui conto correnti che avrebbe portato almeno 100 milioni di euro in più dal 2018 rispetto al 2017, ma il Governo Musumeci non ha proseguito sulla strada intrapresa, perdendo una grossa opportunità.

Rispetto ai proclami in realtà il Governo Musumeci è andato in continuità sugli accordi, creando però qualche pasticcio di troppo.

Ha infatti dato l’ok in CdM all’accordo sull’IVA predisposto dal Governo Crocetta, e questo va bene, ma poi nella legge di stabilità ha fatto un pasticcio sull’IRPEF:

●      Da un lato ha seguito la strada da noi intrapresa di escludere una serie di oneri dal calcolo dell’aumento della spesa corrente (es. spesa per disabili, per le province, interessi passivi su anticipazioni ex dl 35/2014), ma ha dimenticato l’esclusione più importante, ossia quella che limita la spesa corrente alla sola spesa finanziata da Fondi Regionali (escludendo ad esempio la spesa finanziata dal Fondo Sociale Europeo). Questa dimenticanza varrà con tutta probabilità una sanzione di 2-300 milioni sul Bilancio 2018;

 

●      Dall’altro voleva sostituire il vincolo della riduzione della spesa corrente con uno sull’aumento degli investimenti; ma ha sbagliato a scrivere l’emendamento e invece di sostituirlo l’ha aggiunto, aumentandosi quindi i vincoli senza ottenere nulla in cambio

“Ora il Governo Musumeci parla di imminenti revisioni di accordi – chiude il deputato ragusano -, ma ci chiediamo: Che accordi si possono fare con le elezioni tra due mesi, le Camere ormai sciolte e nessuna possibilità di approvare una legge di copertura? E’ solo comunicazione nella migliore delle ipotesi o ignoranza nella peggiore”.

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