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Sci in Sicilia, l’Ars approva legge di settore



“Abbiamo colmato un vuoto legislativo che era ormai una voragine” dice un Giorgio Assenza soddisfatto del voto unanime di Sala d’Ercole favorevole al riordino, alla programmazione, del settore sciistico e per lo sviluppo montano.

Sci in Sicilia

“L’approvazione del ddl 700 – fortemente sostenuto dal suo intervento d’Aula, continua l’esponente di Diventerà Bellissima – non è un recepimento tout court bensì dinamico del decreto legislativo (28 febbraio 2021) che correggeva e completava l’ormai vetusta legge nazionale del 2003, comunque non ancora fatta nostra. Alla fine – sottolinea Assenza – siamo gli ultimi a recepire la norma ma i primi in Italia per quanto riguarda il decreto Draghi”.

Il presidente dei deputati Questori aveva depositato l’11 febbraio 2020 un proprio progetto che, dopo la triangolazione in IV in V e ancora in IV commissione e l’aver incamerato un paio di ddl depositati sei mesi dopo (uno dei 5 Stelle e l’altro, specifico per le problematiche di Piano Battaglia, del capogruppo di Diventerà Bellissima, Alessandro Aricò) è stato incardinato per l’Aula con una relazione aggiuntiva della stessa commissione Ambiente, presieduta da Giusy Savarino, che lo ha esitato lo scorso gennaio.

“Occorreva mettere un punto fermo e fare chiarezza – riprende Assenza – Bisognava metter ordine nell’indizione dei bandi, per evitare il ripetersi di situazioni sgradevoli che già hanno visto avvisi pubblici non rispondenti ai criteri della legge nazionale. Serviva render inequivocabile la figura del gestore delle stazioni sciistiche. Non potevamo più fare a meno di uno strumento legislativo volto allo sviluppo delle comunità montane, quindi al turismo. Dopo oltre un anno di disastrosa stasi dei servizi e dei negozi, è vero che si deve e che si sta per aprire. Prepariamo per tempo la prossima stagione della neve, perché la nostra Isola non è soltanto mare e nemmeno solamente compendio a cielo aperto di vestigia d’ogni epoca ma, nel suo esser una sorta di meraviglioso riassunto geografico, vanta località sciistiche di tutto rispetto. Ci sono giornate nella quali potremmo solcare al mattino le nevi a Piano Battaglia e scendere nel pomeriggio per un bagno nel mare di Cefalù. Una leccornia per i turisti. Non è dunque più tempo di sprecare alcuna possibilità per il rilancio del comparto turismo, interno ed esterno”.

“L’attenzione per le aree sciabili dell’Etna e a Piano Battaglia in questi anni, da parte del governo Musumeci è stata pari a zero. Resta innanzitutto irrisolto il tema dell’ammodernamento degli impianti sull’Etna che risalgono a oltre 30 anni fa e non sono state pensate neanche misure di finanza agevolata per sostenere i gestori. Mentre a Piano battaglia gli impianti sono stati realizzati recentemente con i finanziamenti voluti dal Centro sinistra nel 2015 ma tuttavia manca la programmazione e la promozione turistica”. Lo ha detto il deputato e segretario del PD Sicilia, Anthony Barbagallo, oggi in fase di dichiarazione di voto del ddl di iniziativa parlamentare sulle aree sciabili, approvato questo pomeriggio dall’Ars.

“L’assenza dell’assessore al ramo, Manlio Messina, oggi in aula è lo specchio dello scarso interesse mostrato dal governo sull’argomento. Sarebbe stato interessante promuovere – ha proseguito Barbagallo – un modello di offerta turistica delle stazioni sciistiche siciliane dando la possibilità di fruire della settimana bianca a cavallo tra il Vulcano e Piano Battaglia o in sinergia anche con la Calabria, lavorando ad un modello di settimana bianca diversa ‘sciando guardando il mare’ rispetto a quelle tradizionali”.

Bisognava dare l’idea concreta di una ripartenza, dopo l’emergenza covid, sostenendo la promozione turistica del Vulcano: “E invece il governo – ha aggiunto Barbagallo – non ha messo a disposizione nessun pacchetto turistico, il bando See Sicily è stato un autentico fallimento, nessuna nuova guida alpina abilitata in cinque anni, le guide turistiche spogliate delle competenze e senza un euro di ristori, i gestori delle strutture ricettive sull’Etna e a Piano Battaglia abbandonati al loro destino senza adeguate misure compensative. Insomma un centrodestra che non è in grado di spazzare neanche le strade provinciali di accesso alle stazioni sciistiche ostruite dalla neve – ha concluso – figuriamoci se può fare altro”.

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