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Sicilia seconda in Italia per tasso di crescita dell’export

Nonostante le posizioni di retroguardia nelle principali metriche socio-economiche (dall’apertura internazionale agli investimenti, dai gap occupazionali ai deficit infrastrutturali), la Sicilia registra un buon dinamismo nel post-COVID. Se n’è discusso nell’ambito del roadshow 2024 della piattaforma internazionale Verso Sud di The European House – Ambrosetti. Verso Sud è un’iniziativa realizzata in collaborazione con Intesa Sanpaolo, Gruppo FS, Confederazione Italiana per lo Sviluppo Economico (CISE), Gruppo MSC, Gruppo Adler, Mediocredito Centrale – Invitalia, Edison, Coldiretti – che unisce, in un unico Think Tank, le Istituzioni, imprese e rappresentanti del mondo accademico e della ricerca, per costruire, valorizzare e comunicare una nuova visione mediterranea strategica per l’Italia e l’Europa.

L’export ha rappresentato uno dei pilastri di questo successo, posizionando la Regione al 2° posto in Italia per tasso di crescita nel periodo 2019-2022 (+77,0% rispetto alla media nazionale del +29,3%). Tale crescita è stata accompagnata da un’accelerazione degli investimenti, con la Sicilia che ha superato la media nazionale di 2,2 punti percentuali, con un aumento complessivo del +13,4% tra il 2019 e il 2021. Inoltre, la Regione ha dimostrato di mettere in atto politiche efficaci per favorire l’inclusione giovanile, posizionandosi al 3° posto in Italia per riduzione dell’incidenza di giovani non occupati e non in formazione (-5,6 punti percentuali rispetto alla media nazionale di -3,1 p.p.) nel periodo 2019-2022. Infine, la Sicilia ha registrato un aumento del tasso di occupazione, con un incremento di +1,4 punti percentuali rispetto a +1,1 punto percentuale a livello nazionale nel biennio 2019-2022.

“Il governo Schifani continua ad intervenire attraverso bandi e norme che hanno l’obiettivo di aiutare le imprese, accorciando anche le distanze tra la politica e le realtà imprenditoriali. Siamo pronti per un nuovo modo di fare impresa, che ponga al centro non soltanto il profitto, ma anche l’impatto ambientale e sociale; non la mera efficienza, ma il benessere e i bisogni delle persone. Un altro modo di fare impresa è non solo possibile, ma utile e necessario” ha dichiarato Edy Tamajo, Assessore alle Attività Produttive, Regione Siciliana. “La Sicilia – ha aggiunto Tamajo – può assumere un ruolo da protagonista nel Mediterraneo come piattaforma energetica e ponte economico e culturale fra Europa e Africa; può essere centro di sperimentazione per la produzione dell’idrogeno verde e, ancora, per le gigafactory che producono pannelli solari. Inoltre, può essere luogo di verifica per le zone economiche speciali (Zes) di libero scambio e crocevia irrinunciabile di nuove rotte commerciali est-ovest. In questo contesto le piccole e medie imprese devono aprirsi ai mercati globali: non si tratta di promuovere la delocalizzazione in una logica di contenimento dei costi ma di differenziare le varie fasi produttive mantenendo i settori più efficienti ed effettuando nuovi investimenti che abbiano ricadute positive su occupazione e sviluppo di filiere e indotto che altrimenti rischiano di scomparire”.


Esaminando le potenzialità della Sicilia nelle tre sfide di attrattività del Sud Italia individuate nella piattaforma Verso Sud, emerge chiaramente come la Regione abbia un grande potenziale di sviluppo all’interno, a partire dall’Economia del Mare: 3° posto per incidenza delle imprese sull’economia regionale (con una quota del 6% rispetto al 3,8% dell’Italia), 1° posto per movimentazione di rinfuse solide e 2° per le merci Ro-Ro. Considerando anche l’energia proveniente generata dalla risorsa mare, la Sicilia si colloca in un contesto di notevole potenziale, connesso soprattutto all’eolico off-shore galleggiante (mercato in cui l’Italia è 3° al mondo per potenziale) e all’energia da moto ondoso: lo Stretto di Messina offre una generazione elettrica da moto ondoso stimata in oltre 1.000 GWh/anno, pari al 17% della produzione da fonti energetiche rinnovabili in Sicilia.


All’interno delle filiere, anche la manifattura emerge come un settore chiave per la Sicilia, grazie alle filiere tradizionali del Made in Italy (nel comparto agrifood è al 5° posto in Italia e al 1° posto nel Mezzogiorno per Valore Aggiunto) e a quelle più tecnologiche (le esportazioni high-tech sono cresciute del 33% tra 2019 e 2022, rispetto al +26% nazionale), trainate dai 25 distretti produttivi. La Sicilia, dunque, riscuote l’attenzione degli investitori privati: nel triennio 2019-2021 ha visto più che triplicare il Valore Aggiunto delle imprese a controllo estero, il dato più alto in Italia. Dati incoraggianti, nell’anno in cui si punta sulla Zona Economica Speciale Unica.


Per quanto riguarda le sfide connesse al capitale umano, la Sicilia – 3 a regione più giovane del Paese – vanta una rete universitaria solida, con un aumento dell’1,1% nel numero di iscritti rispetto al periodo pre-Covid, un dato in netto contrasto con il calo registrato nelle altre università del Sud (-6,5%). Inoltre, le università siciliane hanno l’opportunità di capitalizzare il contributo potenziale proveniente dai flussi di talenti del bacino del Mediterraneo, che attualmente non vengono adeguatamente intercettati dall’Italia (complessivamente i Paesi del Mediterraneo rappresentano solo il 27% degli iscritti stranieri in Italia). La Regione Siciliana ha già avviato diversi progetti, tra cui “Study in Sicily”, volti a creare un collegamento tra le università siciliane e quelle del Mediterraneo. Ad oggi “Study in Sicily” ha coinvolto nel progetto 550 studenti in entrata e in uscita dal Mediterraneo, numeri ancora bassi, che però testimoniano la “bontà” del modello soprattutto se si considera che sono i giovani studenti a mostrare una attenzione crescente verso la sostenibilità dei modelli di sviluppo impostati nel bacino euro-mediterraneo.

Con riferimento, infine, alle sfide connesse alla transizione green, la Sicilia può puntare sul ruolo di “serbatoio” energetico del Paese per spingere sugli investimenti verdi a più alto impatto trasformativo. Dopo la Basilicata, che ospita i maggiori siti di estrazione di petrolio e gas onshore in Europa, la Sicilia rappresenta il principale hub di energia convenzionale in Italia ed è porta d’ingresso dei principali gasdotti europei, ovvero il Trans-Mediterranean e il Greenstream, che trasportano gas dal Nordafrica verso l’Europa, con una capacità complessiva di circa 41 miliardi di metri cubi (pari al 10% dei consumi dell’UE nel 2021): nel 2022, la Sicilia è stata punto di ingresso per il 36,1% delle importazioni italiane di gas naturale, registrando un aumento del 7,3% rispetto al 2021.

Al contempo, la Sicilia è 2 a regione italiana per potenza eolica installata sul totale nazionale, ma è ancora al 6° posto in Italia per contributo del fotovoltaico (7,0%) nonostante sia il territorio più irradiato dal sole. In questo momento, grande spazio viene dato allo sviluppo della filiera industriale dell’idrogeno, oggetto di un crescente impegno pubblico e privato (a partire dai 40 milioni di Euro destinati alla Sicilia dal PNRR). Parallelamente, l’eolico offshore galleggiante sta emergendo come una fonte energetica di grande interesse, posizionando l’Italia al 3° posto mondiale per potenziale. In particolare, la Sicilia, grazie allo Stretto di Messina, può generare oltre 1.000 GWh/anno di energia elettrica da moto ondoso.


“Verso Sud e la Sicilia protagonista. Un importante appuntamento oggi a Catania per toccare con mano il cuore del Made in Italy e un plastico esempio di sostenibilità economica, sociale e ambientale. Alla vigilia del Piano Mattei, con il Decreto Sud e la crescente richiesta di investimenti, la Sicilia ha tutte le carte in regola per poter sfruttare al meglio la propria centralità nel Mediterraneo” Elena Pagana, Assessore del territorio e dell’ambiente, Regione Siciliana. Le indicazioni e i progetti raccolti con il contributo dei Partner di Verso Sud e delle imprese partecipanti al Tavolo a Catania saranno integrati nella terza edizione del Rapporto Verso Sud che è previsto venga discusso con una platea nazionale e internazionale di Istituzioni e imprese il 17 e 18 maggio 2024 a Sorrento.

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