Società partecipate: il primato alla Lombardia, in Sicilia sono 282

La Sicilia non è il regno del socialismo municipale. Un dato che emerge dal rapporto dell’Istat su dati del 2015 dedicato alle società partecipate in Italia da cui emerge che l’isola con le sue 282 aziende partecipate da enti pubblici rappresenta il 4,1% del totale nazionale ed è ben lontana, per esempio, dalla “liberale” Lombardia che ha ben 1.094 aziende partecipate da enti pubblici e ha un peso sul totale nazionale del 15,9 per cento. Caso a parte ovviamente è il Lazio che sconta anche la presenza di grandi aziende statali: le 673 aziende partecipate totalizzano 406.658 dipendenti (in pratica una media di 604 addetti medi per impresa partecipata). La Sicilia comunque totalizza 25.660 addetti nelle partecipate con una media di addetti per impresa di 91 unità.

Guardando all’intero Paese emerge che nel 2015 le unità economiche partecipate dal settore pubblico erano 9.655 e impiegavano 882.012 addetti: rispetto al 2014 sono meno numerose (-2,1%) ma con più addetti (+4,3%).

Sotto il profilo territoriale, è nel Centro Italia che si rileva la maggiore concentrazione di addetti (55,7%) e il 23,5% di partecipate. In questa ripartizione la dimensione media è di 294 addetti per impresa, livello fortemente influenzato dalle 673 imprese localizzate nel Lazio, che presentano una dimensione media pari a 604 e impiegano 406.658 addetti (47,9% del totale) (Prospetto 5).

La ripartizione territoriale con il maggior numero di partecipate è invece il Nord-est (27,9%), che impiega il 13,6% di addetti e presenta una dimensione media di 61 addetti per impresa. Tra le regioni è la Lombardia ad avere il maggior peso in termini di imprese (15,9%), con il 10,3% degli addetti e una dimensione media di 80 addetti per impresa.

I settori in cui si concentra la partecipazione pubblica si confermano quelli energetici, infrastrutturali e dei servizi avanzati. Il 59,9% delle unità economiche partecipate è a controllo pubblico.

Tra le società partecipate, le imprese attive sono 6.859 e impiegano 848.707 addetti (96,2% degli addetti di tutte le partecipate). Le imprese non attive che hanno presentato nel 2015 una dichiarazione contabile o fiscale, sono invece 1.092 (-4% rispetto al 2014). I settori con il maggior numero di imprese partecipate attive sono le Attività professionali, scientifiche e tecniche (vi opera il 14,3% delle partecipate e il 3,2% degli addetti) e il settore del Trasporto e magazzinaggio (rispettivamente 10,6% e 38,1%).

Le imprese attive partecipate da almeno una amministrazione pubblica regionale o locale si riducono del 12,7% rispetto all’anno precedente, con una flessione in termini di addetti del 12% (-46.847 addetti).

Le imprese attive a controllo pubblico sono 4.249 con 621.926 addetti. Al netto delle attività finanziarie e assicurative, generano quasi 54 miliardi di valore aggiunto, pari al 10% di quello realizzato dal complesso delle imprese dell’industria e dei servizi.

La produttività del lavoro, in termini di valore aggiunto per addetto, è di quasi il 50% superiore a quella delle aziende con le stesse forme giuridiche non partecipate dal settore pubblico (oltre 88 mila euro rispetto a circa 59 mila). Questo effetto medio è ampiamente determinato dalla differente composizione settoriale e dimensionale delle partecipate pubbliche. Tuttavia, i livelli di produttività del lavoro delle imprese controllate dalla PA risultano superiori a quelli medi in tutte le classi di addetti delle imprese.

Il 76,5% delle controllate pubbliche ha registrato un utile d’esercizio, il 23,5% una perdita. La quota di controllate pubbliche in perdita rispetto al 2014, quando era stata pari al 27,4%.
Le controllate pubbliche registrano nel 2015 perdite per circa 3 miliardi e 800 milioni di euro (con una flessione di 738 milioni rispetto al 2014) e utili per oltre 10 miliardi e 600 milioni di euro (-107 milioni circa rispetto al 2014), con un saldo complessivo positivo di circa 6 miliardi e 800 milioni di euro.

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