domenica, Settembre 27
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Stretto di Messina, ecco cosa prevede il progetto del tunnel

Il progetto del tunnel sotto lo Stretto di Messina da qualche settimana è all’esame dei tecnici del ministero dei Trasporti. “Presenteremo la nostra proposta in sede di Recovery fund – dice il ministro Paola De micheli – per completare il collegamento tra Messina e Reggio Calabria”. Il progetto era stato presentato nel giugno del 2017 dall’ingegnere Giovanni Saccà. La relazione di Saccà, arrivata sulla scrivania del presidente del consiglio Giuseppe Conte il 27 giugno  2020 smonta, dati alla mano, il ponte stradale e ferroviario che dovrebbe avere una campata di 3.300 metri. “Diventa quasi ovvia la necessità e l’opportunità di realizzare tunnel subulvei in galleria naturale anziché ponti” sostiene l’ingegnere Saccà.  Una soluzione che eviterebbe di scavare 51 chilometri di gallerie: “E’ poco probabile che 4 chilometri di galleria subalvea possano costare più del Ponte a campata unica di 3.300 metri” insiste Saccà.  I tempi di percorrenza, secondo il progetto di Saccà, sarebbero migliori (circa 15 minuti tra Messina e Reggio Calabria centrale) e minori i costi di gestione, manutenzione e pedaggio.

“E’ rimasto agli atti – ha spiegato Saccà all’AGI – noi abbiamo oggi la possibilità e gli strumenti per mettere in atto ciò che scrisse nel 1870 l’ingegnere Albero Carlo Navone”, quando ipotizzò “un tunnel sottomarino da realizzarsi tra Villa San Giovanni e Ganzirri, con una visione che, 150 anni dopo, consideriamo ancora moderna”.  L’ipotesi si fonda, dal punto di vista geormorfologico, sull’esistenza, nello Stretto, della Sella tra Villa San Giovanni e la Contrada Arcieri di Messina. “E’ una zona poco profonda –  ha detto ancora Saccà – che indica una continuità montuosa tra l’Aspromonte in Calabria e i Peloritani in Sicilia”.

La Sella dello Stretto è “a una profondità di 170 metri ed è larga 2 km. Scendendo a 50 metri si può scavare un tunnel subalveo impiegando strutture offshore, piloni GBS (Gravity-Based Structure) inseriti su un terreno che qui si trova solo a circa 100 m sotto il livello del mare”. Il tunnel costituirebbe un prolungamento del contratto di programma che riguarda la galleria Gioa Tauro-Villa San Giovanni. “Si tratta di allungarla per 4 km – spiega ancora all’AGI Saccà, dirigente del gruppo Fs e presidente della commissione Infrastrutture dell’ordine degli ingegneri della Lombardia – e farla risalire in Siclia per altri 17, fino a farla collegare con i binari ferroviari per Catania e Palermo, con due stazioni sotterranee nel comune di Messina”. Quanto all’attraversamento per i veicoli, Saccà ipotizza “un secondo tunnel, ma più corto”, da realizzare dopo quello ferroviario.

Quanto ai tempi di realizzazione e ai costi, il tunnel sotto lo Stretto di Messina verrebbe realizzato in circa 5 anni, con un esborso di 1,5 miliardi di euro, a cui “bisognerà aggiungere il costo di tutte le opere accessorie che dovranno essere realizzate sia in Calabria sia in Sicilia (nuove stazioni eccetera) e ovviamente le opere compensative che per queste verranno richieste”.     Il progetto solo tunnel, rispetto al ponte a campata unica di 3.300 metri, prevede “una riduzione consistente degli espropri, un minore impatto ambientale” rispetto al ponte a campata unica di 3.300 metri, approvato dal Cipe, minori costi di gestione e manutenzione e di manutenzione ordinaria e straordinaria; minore dipendenza da condizioni meteorologiche”.

Ma perchè, se è così conveniente, è stato finora scartato? “Mussolini voleva il ponte – risponde Saccà – Berlusconi voleva il ponte, il ponte è un simbolo. Il tunnel non lo vede nesssuno”.

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