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Tassa sulla Naspi, Italia viaggia in ordine sparso. Presentata interrogazione



Nonostante in base alla Legge di Bilancio 2020 si consideri “non imponibile ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche” la liquidazione anticipata in un’unica soluzione della Naspi destinata alla sottoscrizione di capitale sociale viene tassata. L’Agenzia delle Entrate non ha mai emanato alcuna circolare, come invece previsto dalla legge, per stabilire i criteri e le modalità di attuazione della norma. Tuttavia, la norma giuridica appare chiara. Nonostante ciò l’Inps ha proceduto in ordine sparso nel territorio nazionale, creando l’anomalia di una situazione difforme ma soprattutto ledendo il principio della certezza del diritto.

Così il lavoratore disoccupato che vuole usufruire dell’anticipo in un’unica soluzione della Naspi per avviare un’attività propria o per associarsi in cooperativa, in molte parti d’Italia, vede tassato l’importo erogato dall’Inps nonostante la legge dica il contrario.

Si tratta di un fatto anomalo che crea incertezza e ulteriori difficoltà ai lavoratori, sottraendo risorse all’avvio della nuova impresa, ancor di più in un panorama economico sociale già difficile che si trova a fare i conti con gli effetti devastanti della pandemia in atto. Per questo il senatore Cinque Stelle, Vincenzo Presutto, insieme ad altri firmatari, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta ai ministri del Lavoro, delle Politiche Sociali, dell’Economia e delle Finanze. Nell’interrogazione vengono presentate esempi di realtà cooperative che hanno avuto trattamenti diversi dalle proprie sedi Inps di appartenenza

Naspi

Naspi tassata: sanare la situazione

“Bisogna immediatamente sanare la situazione”, afferma il senatore Presutto. “Occorre sottolineare come una circolare dell’Agenzia delle Entrate, non possa in alcun modo contravvenire a quanto disposto da una norma giuridica, ma abbia come obiettivo quello di fornire indirizzi operativi, chiarimenti e linee guida, su aspetti già regolamentati dalle norme giuridiche stesse”.

“La normativa introdotta con la legge di Bilancio 2020, ancor prima dell’era Covid, – conclude il senatore – nasce dall’esigenza di incentivare gli ex lavoratori beneficiari di Naspi a immettersi nuovamente nel mondo del lavoro facendo impresa, generando a loro volta reddito e creando magari ulteriori posti di lavoro. La norma rappresenta un tassello importante nel fornire a molti lavoratori una nuova opportunità di inserimento nel tessuto produttivo del Paese, opportunità oggi più urgente che mai”.

“Soprattutto in una fase difficile come quella che le piccole e medie imprese attraverseranno nei prossimi mesi, dopo l’esaurimento degli effetti dei provvedimenti emergenziali, è decisivo che tutti gli strumenti disponibili per i lavoratori che intendono rigenerare imprese in crisi funzionino al meglio”. Così Mauro Frangi, presidente di Cfi- Cooperazione Finanza Impresa, oggi unica finanziaria partecipata e vigilata dal Mise che ha lo scopo di promuovere la nascita e lo sviluppo di imprese cooperative. “Il legislatore ha, giustamente, voluto premiare fiscalmente i lavoratori disponibili a investire gli ammortizzatori sociali loro spettanti nel capitale di una nuova impresa, costituendo una cooperativa e investendo nello sviluppo e nella generazione di impresa. Sosteniamo l’iniziativa del senatore Presutto: è necessario dare rapidamente attuazione a questa disposizione legislativa offrendo ai lavoratori interessati un quadro normativo certo e, soprattutto, un segnale forte e inequivocabile che lo Stato è al loro fianco e li sostiene nel difficile impegno di rigenerare lavoro, impresa, reddito e occupazione”.

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