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Test medicina, Consiglio di Stato: immatricolare ricorrenti



Il Consiglio di Stato, con provvedimento del 2 settembre alla vigilia dei nuovi test di ammissione a medicina, ha ulteriormente chiarito la propria posizione ordinando agli Atenei di immatricolare i ricorrenti vittoriosi. E’ ulteriormente confermato, così, l’orientamento reso all’esito dell’udienza del 18 luglio 2019 sui cosiddetti leading cases che, in accoglimento degli appelli proposti dagli Avvocati Santi Delia e Michele Bonetti, avevano consentito l’ammissione di un centinaio di ricorrenti ai corsi di Medicina. Si tratta di un passaggio fondamentale in quanto dimostra che si tratta di un orientamento del giudice d’appello che si va consolidando e che ha indicato in oltre 1700 posti in più le possibilità formative degli Atenei.
Il Consiglio di Stato ha valorizzato le tesi difensive dello studio Bonetti & Delia evidenziando “che l’aumento dei posti complessivi nelle Università italiane per detti corsi di laurea, disposto sia pur a partire dell’a. acc. 2019/2020, è indizio serio e non revocabile in dubbio della fondatezza della censura sul sottodimensionamento dei posti fin qui resi disponibili, compresi quelli per cui è causa, cosa, questa, che non smentisce, ma rende l’accesso programmato ai corsi medesimi fondato su numeri dell’offerta formativa, al contempo più realistici in sé ed adeguati ai prevedibili fabbisogni sanitari futuri“.
Domani al test di ingresso di medicina saranno impegnati quasi 70.000 giovani. Per noi, chiudono Delia e Bonetti, “è vinta una battaglia sul diritto allo studio che consentirà a migliaia di nostri ricorrenti di poter studiare ma sino a quando questa lotteria continuerà a girare non smetteremo di lottare al fianco degli studenti“.  Nei giorni scorsi diversi organi di stampa hanno riportato la notizia di migliaia di dispositivi elettronici acquistati da partecipanti al test al fine, verosimile, di barare ottenendo aiuti dall’esterno. Ormai 12 anni fa gli stessi fatti erano accaduti in mezza Italia con inchieste che portarono ad arresti tra Bari, Chieti ed altre città e svelarono una vera e propria centrale del malaffare che ruota attorno alle prove di ammissione.

Alla luce di questa sentenza sui test di medicina va, dunque, e radicalmente mutato il sistema di accesso rendendolo libero giacchè solo così potranno evitarsi fenomeni che il nostro Stato non riesce, in alcun modo, a debellare

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