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Bronte, consiglio comunale dice no al piano paesaggistico



“Il territorio è stufo di vincoli che impediscono tutto. La gente intende salvaguardare ambiente e paesaggio, ma vuole poter sviluppare agricoltura e turismo e strumenti come il Piano paesaggistico lo impediscono”.

E’ il messaggio che si può trarre alla fine del Consiglio comunale straordinario ed aperto convocato dal presidente Nino Galati, all’interno della Pinacoteca “Nunzio Sciavarrello” di Bronte, sul Piano paesaggistico.

“I vincoli imposti nel Piano – ha  affermato in apertura il presidente Galati – finiranno per condizionare le scelte dei cittadini e delle attività economiche. Noi abbiamo l’obbligo di difendere pistacchieti e frutteti”.

Il riferimento è certamente a tutti quei vincoli che impedisco qualsiasi attività edilizia soprattutto nelle fasce di rispetto di boschi e fiumi.

“Un Piano è necessario per regolamentare il territorio – ha aggiunto il vice sindaco Gaetano Messina – ma questo qualche criticità la evidenzia. Fra queste un centro storico troppo grande ed un bosco stranamente individuato nell’area del Castello Nelson che ci impedirebbe di ricostruire il Borgo Caracciolo. Non ci resta che presentare osservazioni ed invito i cittadini a farlo. Alcune critiche sono state già evidenziate dall’Amministrazione comunale dal 2016 ad oggi. Io ritengo che tante delle criticità debbano essere risolte dal Piano paesaggistico che, se da una parte introduce una nuova visione dell’uso del suolo e dell’ambiente naturalistico, dall’altra non può impedire lo sviluppo sostenibile dell’economia locale”

Per l’architetto Luigi Longhitano, che ha fatto parte dell’ “Osservatorio regionale per la qualità del Paesaggio” che ha contribuito alla redazione del piano “questo non inserisce nuovi vincoli, semmai li regola in maniera diversa”.

Il capo dell’ufficio tecnico del Comune ing. Salvatore Caudullo, ha ricordato che i termini entro cui si possono presentare osservazioni (7 febbraio per tutti, 25 aprile per i territorio vicini ai corsi d’acqua) e mostrato aree e vincoli, facendo intuire che il Piano impedirebbe la realizzare del progetto di costruzione degli argini sul fiume Simeto. Duri gli interventi dei Consiglieri comunali: “Questo piano – ha affermato Maria De Luca – ci mette di fronte a regole e vincoli sempre più restrittive che ci impediscono di realizzare qualsiasi infrastruttura. E senza infrastrutture non si sviluppa il turismo. In Trentino si realizzano alberghi e funivie, noi progettiamo vincoli. Tutti i sindaci debbono essere pronti a fare ricorso.

“Una riflessione – ha aggiunto il consigliere Carlo Castiglione – va fatta su tutti i vincoli che frenano l’economia”. Il consigliere Valeria Franco, invece, ha chiesto quali vincoli sono stati previsti nelle zone di Bronte dove si estraggono idrocarburi: “L’estrazione di gas va tutelata – ha affermato – perché garantisce al Comune le royalties”.

Particolarmente duro l’assessore Giuseppe Di Mulo che senza mezzi termina ha aggettivato il Piano come un “obbrobrio”: “Non tutela i pistacchieti, i frutteti, i territori limitrofi ai fiumi – ha affermato – ed aggiunge altri vincoli. In pratica stronca la crescita della Citta. Questo piano va rivisto e faremo battaglie per cambiarlo, ma nessuno faccia strumentalizzazioni. Non lo abbiamo certo incoraggiato noi”

Sulla stessa linea gli interventi dei cittadini con il vice sindaco Messina che alla fine ha affermato: “Grazie all’intervento dell’arch. Longhitano la zona di estrazione degli idrocarburi è stata stralciata da questo Piano che è già stato adottato dalla Regione al di là della nostra volontà. Di certo però – ha concluso – tutto quello che è nelle nostre possibilità per richiedere alla Regione di modificarlo, lo faremo”.

E di questo Piano si parlerà ancora. Il presidente Galati ha annunciato la disponibilità del soprintendente Rosalba Pavini ad incontrare il Consiglio dopo il 7 febbraio.

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