Coronavirus, ecco chi comanda in Italia durante lo stato di ermergenza
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Coronavirus, ecco chi comanda in Italia durante lo stato di ermergenza

Chi comanda e decide in questa fase di emergenza da Coronavirus in Italia? Sono oltre 200 i ruoli di potere censiti da OpenPolis e meno della metà di questi sono il risultato di nomine avvenute nel 2020, quindi strettamente collegate all’emergenza. Molti dei nomi che hanno avuto un ruolo in questa fase risalgono a nomine fatte negli anni scorsi, da governi precedenti. È il caso per esempio dei membri del comitato scientifico dell’Istituto superiore della sanità nominato con decreto del ministero della salute a gennaio 2016, in pieno governo Renzi. O come il comitato operativo della protezione civile istituito a febbraio del 2017 dal governo Gentiloni. E ancora più recentemente, le nomine del consiglio superiore della sanità del ministero della salute fatte dall’ex ministro Grillo del governo giallo-verde. Non è un caso quindi se analizzando i dati di questa mappa, molte delle nomine siano state fatte dai precedenti esecutivi, e non dall’attuale.

Emergenza Coronavirus: una gestione opaca

In tutti i casi, sostengono i ricercatori di OpenPolis, l’intera vicenda è caratterizzata da confusione e opacità “Complesso ricostruire diversi aspetti della materia, soprattutto per la scarsa abitudine di molte di queste organizzazioni di fare rendicontazione. La reale composizione del comitato tecnico-scientifico istituito presso la protezione civile è stata ignota per oltre 2 mesi. Ad oggi non sono ancora disponibili né i verbali né il dettaglio delle decisioni prese dall’organo. Scarsa rendicontazione su composizione e attività di molte di queste strutture. E ancora, l’attività della task force fase 2, costituita da Conte e guidata da Colao, è del tutto ignota. Ai cittadini non viene dato nessun tipo di riscontro su quanto avviene, e soprattutto non pare esserci nessun processo di condivisione pubblica. La necessità di migliori e maggiori informazioni è urgente in molti aspetti dell’attuale crisi. Un elemento che riguarda anche le spese per l’emergenza gestite dal commissario Arcuri. La fotografia scattata qui riguarda solo l’aspetto nazionale della crisi. Uno scacchiere già complesso da ricostruire che fa intuire quanto le problematiche riscontrate possano amplificarsi se portate su scala regionale”.

Coronavirus potere in Italia
Tratto da OpenPolis

Per quanto riguarda quanto avvenuto da inizio 2020, appare evidente la centralità di 3 figure: Giuseppe Conte, Domenico Arcuri e Angelo Borrelli ovvero le personalità che stanno gestendo la crisi: il presidente del consiglio, il commissario da lui nominato, e il capo della protezione civile che sempre a lui fa riferimento. Escludendo le 74 nomine fatte dalla ministra Paola Pisano per la task force dati, Conte, Arcuri e Borrelli sono responsabili da soli per oltre l’80% delle nomine Covid fatte da inizio anno.
Conte, Borrelli e Arcuri hanno gestito le nomine dell’emergenza Coronavirus in questi mesi, nominando ognuno una struttura ad hoc attraverso cui operare: i 3 agiscono sostenuti da 3 strutture, da loro nominate, che di fatto rappresentano le entità con più potere di determinazione in questo stato d’emergenza. In ordine di nascita, parliamo nello specifico del Comitato tecnico-scientifico presso la Protezione civile nominato da Borrelli, della struttura a sostegno del commissario Arcuri, e soprattutto della task force fase 2 create da Conte: tutte e 3 queste strutture fanno capo, direttamente o indirettamente, alla Presidenza del consiglio, evidenziando quindi la centralità di Palazzo Chigi. Le due figure che stanno agendo affianco a Giuseppe Conte non sono però nuove alle dinamiche politiche nazionali. Borrelli guida la Protezione civile dal 2017, ed è stato nominato dall’allora presidente del consiglio Paolo Gentiloni. Al tempo stesso Arcuri è al comando di Invitalia dal 2007, e ormai al comando della società partecipata al 100% dal ministero dell’economia da oltre 12 anni. Conte, Borrelli e Arcuri sono anche competenti per la nomina dei soggetti attuatori durante questo stato di emergenza, la possibilità quindi di individuare specifiche persone come responsabili per raggiungere determinati obbiettivi. Personalità che potranno agire fuori dai normali paletti normativi e contabili.

La rete di potere intorno a Conte: i nomi ricorrenti

Conte, Borrelli e Arcuri spiccano come i maggiori responsabili per le nomine di questi giorni: ma chi stanno nominando? Sono 16 le persone che in questa fase di emergenza da Coronavirus stanno svolgendo 2 o più ruoli tra quelli censiti. In particolare è giusto concentrare l’attenzione su 5 nomi, presenti in 3 diverse strutture l’uno. Sono 16 le persone con due o più incarichi tra quelli censiti.
Il primo è Giuseppe Ruocco, attuale segretario generale del ministero della salute. Per questo ruolo il 7 febbraio scorso Angelo Borrelli lo ha nominato soggetto attuatore nello stato d’emergenza. Da gennaio del 2018 fa anche parte del Comitato strategico del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (nominato da Beatrice Lorenzin). In aggiunta Ruocco è membro del Comitato tecnico-scientifico presso la Protezione civile istituito da Borrelli.
Claudio D’Amario invece è l’attuale direttore generale della direzione prevenzione sanitaria del Ministero della salute. In quanto tale D’Amario guida anche il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie e durante questa crisi è stato nominato anche lui nel Comitato tecnico-scientifico della protezione civile.
Tra i nomi da menzionare anche 3 personalità molte note in questa fase: il commissario Arcuri, il presidente dell’Iss Brusaferro e Franco Locatelli, a guida del Consiglio superiore di sanità del ministero della salute.
Brusaferro dal canto suo, presidente dell’Istituto superiore di sanità, è sia membro del Comitato tecnico-scientifico Covid presso la Protezione Civile che del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie presso il ministero della salute. Anche Franco Locatelli, che guida il Consiglio superiore della sanità dal 2019, fa parte delle due strutture appena menzionate.
Incarichi e ruoli, ambito sanitario
Questa crisi per caratteristiche ha coinvolto due grandi mondi, quello sanitario e quello collegato alla protezione civile. Partendo da quello sanitario, spiegano da OpenPolis, si possono evidenziare alcuni nomi e organi collegati al ministero della salute, attualmente guidato da Roberto Speranza. Innanzitutto Walter Ricciardi, che a fine febbraio è stato nominato consulente per le relazioni dell’Italia con gli organismi sanitari internazionali per emergenza Covid19. Ricciardi che dal 2015 al 2018 ha guidato l’Istituto superiore di sanità, nominato dal ministro Lorenzin (governo Renzi). Altra figura chiave del ministero in questa fase è il già menzionato Giuseppe Ruocco, segretario generale nonché soggetto attuatore nominato dalla protezione civile.

Coronavirus geografia del potere
Tratto da OpenPolis

Un ruolo centrale, anche per funzione, viene svolto dall’Istituto superiore di sanità (Iss), guidato da Silvio Brusaferro. Nomina avvenuta nel 2019, quando alla guida del ministero della salute c’era Giulia Grillo (M5s). L’Iss è un ente di diritto pubblico che, in qualità di organo tecnico-scientifico del servizio sanitario nazionale in Italia, svolge funzioni di ricerca, sperimentazione, controllo, consulenza, documentazione e formazione in materia di salute pubblica. Anch’esso opera sotto il controllo del ministero della salute.
Altra struttura di rilievo del dicastero guidato da Speranza è il Consiglio superiore di sanità (Css), presieduto da Franco Locatelli. Locatelli, come Brusaferro, è stato nominato dallo scorso governo giallo-verde. Anche in questo caso quindi al ministero c’era Giulia Grillo. Il Consiglio è l’organo di consulenza tecnico scientifica del ministero.
Sia Locatelli che Brusaferro fanno parte del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie, un organismo di coordinamento tra il ministero e le regioni per le attività di sorveglianza, prevenzione e risposta tempestiva alle emergenze. È guidato da Claudio D’Amario, che come già visto è il direttore della direzione generale prevenzione sanitaria.

Emergenza Coronavirus: incarichi e ruoli, ambito della protezione civile

Guardando alla protezione civile invece è evidente nell’emergenza Coronavirus che un ruolo centrale è svolto da Angelo Borrelli, a capo del dipartimento dal 2017. Sotto la struttura che gestisce l’emergenze nel nostro paese, alcuni organi vanno menzionati. In primis il Comitato operativo della protezione civile, che assicura la direzione unitaria e il coordinamento delle attività di emergenza, e poi la Centrale remota operazioni soccorso sanitario (Cross), composta dai referenti sanitari regionali, e che mira a coordinare gli interventi sul territorio.
In aggiunta, per caratteristiche, due specifici dipartimenti della protezione vanno trattati separatamente. Il primo è l’Ufficio del direttore operativo della protezione civile, Luigi D’Angelo. Si tratta di una delle più importanti figure all’interno del dipartimento, che oltre a coordinare il comitato operativo, predispone l’attuazione delle diverse direttive adottate. D’Angelo fa anche parte della struttura a sostegno delle attività del commissario straordinario Arcuri, all’interno di un comitato di coordinamento.

L’altro dipartimento della Protezione civile che sta avendo un ruolo centrale in queste settimane, è l’Ufficio volontariato e risorse del servizio nazionale, guidato da D’Angelo e Agostino Miozzo. Lo stesso Miozzo è tra le altre cose il coordinatore del comitato tecnico-scientifico Covid istituito da Borrelli presso la Protezione civile. Trattando gli incarichi di potere collegati alla Protezione civile non possiamo non trattare coloro che sono stati nominati soggetti attuatori da Angelo Borrelli. Il primo è stato Cristiano Cannarsa, a suo tempo incaricato da Padoan amministratore delegato di Consip, che in virtù di questo incarico è stato nominato soggetto attuatore il 20 marzo scorso. Consip infatti è stata coinvolta principalmente per l’acquisizione di beni, servizi e forniture necessari per fronteggiare l’emergenza. Più recentemente poi, oltre al già menzionato Giuseppe Ruocco, sono stati coinvolti Michele di Bari, Capo del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’interno, e il legale rappresentante della Croce rossa italiana. Entrambi sono stati chiamati in causa per gestire questioni collegate al soccorso di migranti.

Coronavirus: il ruolo della politica

In questa fase di emergenza da Coronavirus il Parlamento, luogo che dovrebbe ospitare il dibattito e la discussione tra i partiti, è chiamato ad un ruolo secondario. Chi avrà la responsabilità politica per le decisioni prese in questa crisi?
In questo momento di emergenza da Coronavirus “La classe politica – scrivono i ricercatori di OpenPolis – sta lasciando spazio ai vari comitati di esperti che si sono formati in queste settimane. Altra istituzione a pagare le conseguenze di tutto questo è il governo: il continuo coinvolgimento di tecnici e accademici per delineare proposte per l’oggi, ma soprattutto per il domani, solleva una chiara domanda: non dovrebbe essere questo il ruolo del governo?
Se da un lato la volontà di coinvolgere altri soggetti può essere positivo, dall’altro diventa negativo se totalizzante. Un periodo di emergenza richiede interventi straordinari, e catene di comando atipiche. La difficoltà di ricostruire tutti i pezzi di questo puzzle però apre un altro tema. Chi avrà la responsabilità politica per la gestione di questa crisi? Questioni particolarmente critiche viste le ripercussioni sui diritti fondamentali dei cittadini che molte decisioni avranno.

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