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Facility management, presentata la guida per le stazioni appaltanti



Oltre cento imprese tra le più importanti nel comparto del Facility management italiano si sono ritrovate a Ragusa il 5 ottobre 2017, in occasione della quinta tappa del Road Show che ANIP-Confindustria (l’associazione nazionale imprese di Pulizia e Servizi integrati) ha dedicato alla presentazione della «Best Value Guide», redatta dai sindacati europei di settore e dalla Feni, sigla che raccoglie le imprese dei servizi a livello comunitario.

Il volume, disponibile in 12 lingue, raccoglie le linee guida che le stazioni appaltanti -pubbliche o private – possono far proprie con l’obiettivo di selezionare quelle imprese che rispondono a criteri di legalità e qualità, scongiurando così le gare al massimo ribasso e la concorrenza sleale, fenomeni che minano un settore  economico di grande importanza in Italia coinvolgendo i cittadini in ogni momento della vita sociale e lavorativa, visti gli specifici servizi erogati. Ospedali, uffici pubblici, trasporti, scuole: in Italia operano circa 50mila imprese nel settore dei servizi integrati per un fatturato stimato di 130miliardi di euro. Gli addetti nel settore ammontato a 2,5milioni di unità di cui il 500mila solo nel ‘cleaning’ (imprese di pulizia). Realtà che si confrontano con procedure per gare e appalti attualmente in una fase di grande cambiamento.

Apprezzato, in tal senso, l’intervento del presidente ANIP-Confindustria Lorenzo Mattioli, critico rispetto alla scelta che si sta delineando in Consip di utilizzare, anche per le gare dei servizi, il sistema Sdapa (Sistema dinamico di acquisizione della Pubblica amministrazione), dove la prestazione di servizi di Facility management è considerata al pari di una semplice fornitura. «Credo – ha detto Mattioli  che la strada che si sta prendendo sia un vero e proprio passo indietro in termini di efficienza, visto che le prestazioni nel nostro comparto hanno diretta incidenza sulla vita dei cittadini. Lo Sdapa è un sistema non adeguato rispetto alla valutazione dei requisiti delle aziende, che stanno invece facendo un grande sforzo di innovazione e crescita nel sistema industriale del Paese. Questo, come rappresentanti di una intera categoria, non possiamo permettercelo e perciò Anip ha valutato di ricorrere formalmente nelle sedi opportune».

Il confronto si è poi articolato sui principi e le regole che, tra guida europea e  nuovo codice appalti, caratterizzeranno lo scenario del mercato. In particolare, un vero e proprio «sos» è stato lanciato dal professor Pierluigi Mantini (docente al Politecnico di Milano) che ha proposto, in particolare ad Anip, di far recepire i principi di legalità e qualità alla base del«Best Value Guide» già nella prossima scrittura della linea guida Anac sulle gare dei servizi di pulizia, che vede nel prossimo 11 ottobre la scadenza per appositi emendamenti.

Significativa la scelta di celebrare il meeting in Sicilia, una delle regioni in cui il comparto è più attivo  «con oltre 50mila addetti nel settore dei servizi di pulizia» come ha ricordato il vicepresidente di Sicindustria Giorgio Cappello. Non a caso, ad organizzare il quinto Road Show ha contribuito una realtà imprenditoriale che da Caltanissetta si è affermata  a livello internazionale: la Pfe Spa di Salvatore Navarra, vicepresindente ANIP e della FENI, la Federazione che raccoglie le aziende del ‘cleaning’ in Europa, molte della quali presenti all’evento di Ragusa con proprie delegazioni.

Alla tavola rotonda hanno partecipato anche Andreas Lill (Direttore EFCI-FENI), Carol Sintès (direttore generale della FEP in Francia), l’assessore Energia e servizi pubblici della Regione Sicilia Vania Contrafatto e Giuseppe Marinelllo (senatore, presidente della commissione Ambiente al Senato). Marinello ha sottolineato come l’industria dei servizi «ha oggi una opportunità enorme. Grazie al piano industriale 4.0 le imprese possono svilupparsi in termini di innovazione tecnologica, know how e sostenibilità ambientale. Si può innovare e molto  – ha ribadito il senatore – anche in una ottica di economia circolare. Prospettiva che, per il Sud può,  essere strategica».

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