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Torna anche quest’anno l’Azalea della Ricerca di Fondazione AIRC, uno degli appuntamenti solidali più attesi della primavera. Domenica 10 maggio, in occasione della Festa della Mamma, migliaia di volontarie e volontari coloreranno oltre 4.000 piazze italiane con 600mila azalee per sostenere la ricerca sui tumori che colpiscono le donne.
Con una donazione minima di 18 euro sarà possibile portare a casa il fiore simbolo della campagna e contribuire concretamente al lavoro di medici e ricercatori impegnati nello sviluppo di nuove cure e strategie di prevenzione.
L’Azalea della Ricerca sarà disponibile anche online tramite Amazon, mentre tutte le informazioni e i punti di distribuzione sono consultabili sul sito ufficiale Azalea della Ricerca.

Dal 1984 l’iniziativa rappresenta un simbolo della lotta contro il cancro e un gesto con cui centinaia di migliaia di persone scelgono di celebrare le mamme sostenendo allo stesso tempo la ricerca oncologica.
A sostenere la campagna anche le Azzurre della Nazionale italiana di calcio femminile (Caterina Ambrosi, Agnese Bonfantini, Michela Cambiaghi, Giulia Dragoni e Laura Giuliani) e il commissario tecnico Andrea Soncin, protagonisti di una campagna video dedicata alle mamme e all’importanza della prevenzione oncologica.
Anche per il 2026 l’Azalea della Ricerca può contare sul sostegno di importanti partner. Banco BPM sarà partner istituzionale dell’iniziativa, mentre Gruppo Magis, Maire e Mitsubishi Electric finanzieranno nuove borse di studio dedicate alla ricerca sui tumori femminili. Dall’1 al 10 maggio anche i clienti PayPal potranno sostenere AIRC, donando un euro attraverso il programma “Give at Checkout”.
I numeri dei tumori femminili in Italia
I dati diffusi da AIRC fotografano una realtà ancora molto complessa. Nel 2025 in Italia sono state stimate 179.800 nuove diagnosi di cancro nelle donne. Secondo i dati riportati nel comunicato, circa una donna su tre affronta un tumore nel corso della vita.
Le forme più frequenti risultano essere: tumore alla mammella: 31,1% delle diagnosi femminili; colon-retto: 10,5%; polmone: 9,1%; melanoma: 4,7% e utero: 4,6%.
La ricerca scientifica ha migliorato in modo significativo la sopravvivenza per molte patologie oncologiche. Nel caso del tumore al seno, per esempio, la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi ha raggiunto l’89,5%.
Restano però situazioni più difficili, come il tumore ovarico, spesso diagnosticato tardi e caratterizzato da frequenti recidive e resistenza ai trattamenti.
Proprio su questo fronte si concentra uno dei progetti sostenuti anche grazie ai fondi raccolti con l’Azalea della Ricerca, come quello della dottoressa Camilla Nero, ricercatrice AIRC presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS.
“Grazie al sostegno di AIRC sto lavorando a un progetto per comprendere il ruolo dell’analisi del DNA tumorale sulla scelta dei trattamenti post-operatori più adatti per le donne con carcinoma ovarico iniziale. Spero di poter contribuire a cambiare il futuro di molte donne, evitando terapie inefficaci per alcune pazienti e migliorando la qualità della vita. Fare ricerca per me non è solo un lavoro, ma un modo di vedere il mondo, una commistione di curiosità e resilienza”.
La videostoria dedicata alla ricercatrice è disponibile sul canale YouTube di Fondazione AIRC.
La storia di Eleonora, dalla leucemia alla maternità
Tra le testimonianze raccolte da AIRC c’è anche quella di Eleonora, che a soli 23 anni scopre di avere una leucemia linfoblastica acuta. Inizia così un lungo percorso fatto di chemioterapia e radioterapia, necessario per affrontare il successivo trapianto di midollo. A donarle il midollo è la sorella Federica.
“Siamo sempre state molto unite, quasi in simbiosi, ma adesso lo siamo ancora di più. Il post intervento è stato duro, ma ero preparata, e con il passare del tempo è diventato tutto più facile”.
Dopo l’intervento Eleonora torna in Sicilia e riprende lentamente in mano la sua vita. Arrivano l’amore, il matrimonio nel 2022 e, nel febbraio 2024, la nascita della piccola Alice, venuta al mondo prematura ma “forte e tenace”.
“Devo ai medici, alla scienza e alla ricerca tutto ciò che di bello sto vivendo adesso, e che riempie di un profondo significato la mia quotidianità”.
Una storia che racconta in modo concreto quanto la ricerca possa cambiare il destino delle persone e delle loro famiglie.
Oltre 320 milioni raccolti grazie all’Azalea della Ricerca
Nel corso degli anni la campagna dell’Azalea della Ricerca ha permesso a Fondazione AIRC di raccogliere oltre 320 milioni di euro, risorse che hanno garantito continuità al lavoro di medici e ricercatori impegnati nello sviluppo di nuove cure, nella prevenzione e nella diagnosi precoce dei tumori che colpiscono le donne.
Dal 1965 AIRC sostiene la ricerca oncologica indipendente italiana. In sessant’anni di attività ha investito più di 2,7 miliardi di euro e oggi supporta il lavoro di circa 5mila scienziati attivi in quasi 100 strutture distribuite sul territorio nazionale.
La Fondazione rappresenta il principale finanziatore non profit della ricerca oncologica in Italia e può contare su una rete composta da 20mila volontari e 4,5 milioni di sostenitori. Accanto al finanziamento dei progetti scientifici, AIRC promuove attività di divulgazione e campagne dedicate alla prevenzione, coinvolgendo scuole, università, aziende e mezzi di informazione.