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#flattax: ecco come funziona la flat tax per i Paperoni



L’Italia scende in campo alla conquista di stranieri ad alto reddito. Arriva la “flat-tax per i Paperoni” che punta a rendere attraente la residenza italiana per i contribuenti ad alto reddito che attualmente pagano da almeno nove anni le tasse in Paesi stranieri. Basterà pagare una tassa forfait di 100.000 euro l’anno e, se l’adesione si estende anche a figli e coniuge, ulteriori 25.000 euro a testa. La novità è operativa da subito ed è stata introdotta dall’ultima legge di Bilancio insieme alle norme come la rottamazione, per la quale è in arrivo una proroga dal 31 marzo a 21 aprile per presentare l’istanza di regolarizzazione.

Da oggi chi ha da molti anni una residenza estera e si sposta in Italia può scegliere di attivare la “flat tax sui Paperoni”, una tassa fissa da 100.000 euro l’anno: come funziona la flat tax (65mm x 130mm)

La flat tax per i Paperoni, però, non riguarda gli italiani, nemmeno quelli che negli ultimi anni sono fuggiti all’estero. Serve al fisco tricolore per entrare in concorrenza con le amministrazioni di altri Paesi – dalla Spagna al Portogallo fino alla Gran Bretagna alle prese con il deflusso provocato dalla Brexit – che negli ultimi anni, con normative fiscali agevolate, hanno richiamato contribuenti ad alto reddito e patrimonio, spesso Vip finiti anche sui rotocalchi. Non solo emiri ma anche calciatori e cantanti. La norma è pensata per far venire contribuenti-stranieri che in Italia non ci sono mai stati. E che magari sono attratti non solo dallo sconto fiscale, ma anche dal clima, dalla bellezza dei luoghi, dalla cultura e dal cibo del Belpaese. Insomma si tratta di un’operazione Paese. Unita ad altre misure, come il patent box per riportare in Italia i brevetti e gli strumenti per dare certezza fiscale alle imprese (ruling, market abuse), la ”flat tax” sui redditi di Paperoni stranieri può diventare uno strumento importante: alcune stime parlano già di un migliaio di stranieri pronti a trasferire la residenza – e magari anche la propria attività – in Italia. Per rendere operativa questa importante novità fiscale l’Agenzia delle Entrate ha diffuso le istruzioni del direttore Rossella Orlandi e un’apposita check list, un elenco di domande che consentirà di capire se il proprio caso può rientrare e se può essere conveniente aderire a questo regime sostitutivo dell’Irpef.

Il primo requisito, ovvio, è quello di guadagnare tanto da considerare un risparmio il versamento di 100.000 euro al fisco. In Italia, ad esempio, la soglia di convenienza sarebbe attorno ai 250.000 euro di reddito, ma il test in questo caso va fatto misurando le tasse pagate in altri Paesi. L’altro paletto riguarda la residenza degli ultimi 10 anni che, per almeno 9 periodi d’imposta, doveva essere in Paesi stranieri. Del resto non si nasconde che l’obiettivo è quello di incassare maggiori tasse magari favorendo lo spostamento in Italia, in chiave post-Brexit, di società finanziarie, quali banche e fondi, che sono società ad alta intensità di capitale umano, con persone ad alto reddito, i cosiddetti Hight Net Worth Individuals. Aderire al forfait per Paperoni sarà facile. Basterà barrare l’apposita casella nella dichiarazione dei redditi. E poi il rinnovo è automatico per 15 anni. Ma per chi vuole avere certezze di rientrare nei criteri previsti può utilizzare la check list delle Entrate anche per presentare una specifica istanza preventiva di interpello alla Direzione Centrale Accertamento dell’Agenzia delle Entrate. Una richiesta che deve essere corredata di alcuni dati e delle risposte alla check list. Per chi verrà in Italia, poi, diventerà conveniente trasferire anche gli altri familiari ad alto reddito. L’opzione forfait può anche essere estesa a familiari più stretti con un ‘gettone’ di ‘soli’ 25.000 euro.

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