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La legge di bilancio entro mercoledì trasmessa alle Camere

Il Consiglio dei ministri ha approvato il testo della legge di bilancio. La manovra, che aveva ricevuto un via libera salvo intese circa un mese fa. “Ci vorrà ancora qualche ora, penso che domani o al massimo nelle prime ore di mercoledì” la manovra sarà trasmessa alle Camere.

Così il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà lasciando Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri che ha dato il via libera definitivo alla legge di Bilancio. “In Consiglio dei Ministri abbiamo approvato la Legge di bilancio 2021, con la quale stanziamo oltre 38 miliardi per aiutare il tessuto sociale e produttivo ad affrontare e superare l’emergenza. È una Manovra importante e ambiziosa, che interviene sul presente e sul futuro del Paese e che rafforza la rete di protezione per imprese, famiglie e lavoratori”. Lo scrive su Fb il ministro Nunzia Catalfo, elencando il pacchetto di misure per lavoro e welfare. Si va dagli sgravi per le assunzioni di giovani e donne e la proroga della Cig ai “500 milioni per le politiche attive” ai “25 milioni per il Fondo caregiver”, ai “100 milioni nel biennio 2021/22 per l’apprendistato duale”.

LE MISURE

Entrano nuove misure, da sisma a medici Inps – Entrano ancora nuove misure nella bozza della legge di Bilancio che sarà sul tavolo del Consiglio dei ministri: in tutto si tratta di una trentina di norme che vanno dalle autorizzazioni di spesa per i vari ministeri alla stabilizzazione di contratti a tempo determinato negli Uffici speciali per la ricostruzione post-sisma fino alla possibilità per l’Inps di assumere 189 medici per “assicurare il presidio delle funzioni relative all’invalidità civile e delle attività medico-legali in materia previdenziale e assistenziale”. Il nuovo articolato scende però da 248 a 228 articoli, perché 45 voci che comparivano nella bozza precedente, dal servizio civile alle missioni internazionali ai caregiver, “non necessitano di norme in quanto sono rifinanziate direttamente nei pertinenti capitoli di Bilancio”.

Nessun intervento rivalutazione pensioni – La stretta attualmente in vigore sulla rivalutazione delle pensioni dovrebbe finire, come previsto, alla fine del 2021 e dal 2022 scatterà il nuovo meccanismo con solo tre fasce (100% fino a 4 volte il minimo, 90% tra 4 e 5 volte il minimo e 75% sopra questa soglia). Scompare, infatti, dall’ultima bozza della manovra ogni riferimento alle misure sulla perequazione automatica degli assegni, introdotte con l’ultima legge di Bilancio. Nelle prime bozze si prevedeva una proroga di un anno, fino quindi a tutto il 2022, dell’attuale stretta, che fa salvi gli assegni fino a 4 volte il minimo e riduce la perequazione con diverse percentuali, fino ad arrivare al 40% per i trattamenti superiori a 9 volte il minimo.

2.800 assunzioni al Sud per buon uso Fondi Ue – Le amministrazioni del Mezzogiorno che ricoprono ruoli di coordinamento, di gestione e di utilizzazione dei fondi della coesione potranno procedere all’assunzione a tempo determinato e con oneri a carico degli stessi fondi strutturali europei di personale che verrà selezionato tramite concorso: si legge nell’ultima bozza della manovra, in cui si specifica che le assunzioni possono arrivare a 2.800 e che le regioni interessate sono Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. La spesa massima autorizzata è di 126 milioni annui per il triennio 2021-2023. “Il rafforzamento della capacità amministrativa – viene specificato nella relazione illustrativa all’articolo – è un elemento cruciale dell’utilizzo efficiente ed efficace dei Fondi della politica di coesione”.

Credito imposta investimenti al Sud fino a 2022 – In Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, il credito d’imposta per gli investimenti in attività di ricerca e sviluppo, inclusi i progetti di ricerca e sviluppo in materia di COVID-19, viene prorogato per il 2021 ed anche per il 2022. Lo si legge nell’ultima bozza della manovra, in cui viene specificato che lo sgravio è del 25% per le grandi imprese che occupano almeno 250 persone, il cui fatturato annuo è almeno pari a 50 milioni di euro oppure il cui totale di bilancio è almeno pari a 43 milioni di euro; del 35% per le medie imprese, che occupano almeno 50 persone e realizzano un fatturato annuo di almeno 10 milioni di euro; e del 45% per le piccole imprese che occupano meno di 50 persone e realizzano un fatturato annuo o un totale di bilancio annuo non superiori a 10 milioni di euro. La proroga era una delle misure annunciate già al Cdm di ottobre, ma solo per il 2021.

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