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Fede, tradizione e identità si intrecciano in un anniversario di straordinaria importanza: la città di Monreale si appresta a celebrare la 400ª edizione della Festa del Santissimo Crocifisso, uno degli eventi religiosi e popolari più significativi della Sicilia. L’edizione 2026 assume un valore che va oltre la celebrazione: rappresenta il simbolo della rinascita di un’intera comunità, segnata profondamente dai tragici fatti del 27 aprile 2025, quando una sparatoria sconvolse la città causando la morte dei giovani Andrea Miceli, Massimo Pirozzo e Salvo Turdo. Nel segno della memoria e della speranza, l’Amministrazione comunale ha voluto fortemente rilanciare la festa, restituendole il suo ruolo centrale nella vita cittadina. In occasione della conferenza stampa di presentazione, sono stati invitati anche i genitori dei tre ragazzi, a testimonianza di un legame profondo tra memoria, giustizia e futuro.
Una tradizione lunga quattro secoli
La Festa del Santissimo Crocifisso affonda le sue radici nel XVII secolo, quando – secondo la tradizione – il simulacro del Cristo crocifisso venne invocato dalla popolazione monrealese in un momento di grave calamità. Da allora, il Crocifisso è divenuto simbolo di protezione e devozione collettiva. Nel corso dei secoli, la festa ha assunto una dimensione sempre più ampia, intrecciando riti religiosi, processioni solenni e manifestazioni popolari, fino a diventare uno degli eventi più identitari della Sicilia occidentale. La celebrazione del 400° anniversario rappresenta dunque non solo un traguardo storico, ma anche un ponte tra passato e futuro.
Il valore della rinascita
Quella del 2026 è una festa che guarda avanti, senza dimenticare. Il programma è stato costruito con un forte valore simbolico: accanto agli appuntamenti tradizionali, trovano spazio momenti di riflessione, memoria e partecipazione civile. Il ritorno della festa dopo la sospensione dello scorso anno assume così il significato di una rinascita condivisa, capace di restituire fiducia, sicurezza e senso di comunità.
Le dichiarazioni istituzionali
Il sindaco Alberto Arcidiacono: “Celebrare i 400 anni della Festa del Santissimo Crocifisso significa riaffermare l’identità più profonda della nostra città. Quest’anno, più che mai, questa festa rappresenta la rinascita di Monreale, una comunità che ha sofferto ma che ha saputo reagire con dignità, unità e speranza”.
L’assessore agli Spettacoli Salvo Giangreco: “Abbiamo lavorato per costruire un programma all’altezza di un anniversario storico, capace di coniugare tradizione e innovazione. Sarà una festa partecipata, inclusiva, che parla a tutte le generazioni e che restituisce alla città la gioia dello stare insieme”.
L’onorevole e presidente del Consiglio comunale Marco Intravaia: “Questo anniversario non è solo una ricorrenza, ma un momento di riflessione collettiva. La presenza delle famiglie dei tre giovani scomparsi testimonia il nostro impegno a non dimenticare e a trasformare il dolore in forza per costruire una comunità più unita”.
Gli eventi principali
Tra gli appuntamenti più significativi della 400ª edizione:
• L’inaugurazione ufficiale con spettacoli al Teatro Imperia e in Piazza Guglielmo II
• Il video mapping celebrativo dei 400 anni
• Spettacoli artistici e coreografici sulle pareti del Duomo
• Eventi dedicati alla memoria delle vittime del 2025
• Concerti, spettacoli folkloristici e performance musicali di rilievo
• Il suggestivo drone show sul Monte Caputo
• Le spettacolari luminarie artistiche (“Music Light”)
• La solenne processione del Santissimo Crocifisso, momento culminante della festa
• I tradizionali giochi pirotecnici finali
I due concerti
Come sempre la musica “live” gioca un ruolo fondamentale in questa Festa. Due, quest’anno i concertoni in piazza Guglielmo II. Inizia Nina Zilli, l’1 maggio alle ore 22. Il giorno dopo, il 2 maggio, è la vota di Rocco Hunt, protagonista in piazza a partire dalle ore 22.
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